giovedì 5 settembre 2013

Il più antico mestiere del mondo


Dicono che il più antico mestiere del mondo sia quello esercitato da certe signore. Se così fosse, tale primato dovrebbe essere condiviso ex æcquo con quello della spia, tanto che non di rado e in ogni epoca le due preclare attività, quella sessuale e quella informativa, s’incarnano nella medesima figura professionale. In epoche che si suole definire più civili, la prostituzione divenne un ramo importante dell’economia e degli affari sociali, e l’intelligence si stabilì come branca dell’arte di governo. Come dire: il concetto di controllo dei corpi e delle menti ha origini antiche.

mercoledì 4 settembre 2013

La Bomba di Alan Turing che affondò la flotta italiana


Quanto segue, apparentemente, non c’entra nulla con quanto avviene oggi. E tanto meno con quanto avverrà domani.

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Quando alcuni ufficiali dell’incrociatore Pola, affondato sotto i colpi devastanti e precisi della flotta britannica, furono issati a bordo del cacciatorpediniere inglese Jervis, sul quadrato della stessa nave essi presero contezza della causa diretta della sconfitta di Capo Matapan: gli inglesi conoscevano in anticipo rotta e destinazione delle navi italiane. Infatti, quegli ufficiali videro un messaggio dell’ammiraglio Cunningham in carta carbone, nel quale era descritto il piano di battaglia della flotta italiana, e ciò rese evidente che essa, in base a quelle informazioni, era stata attirata in quello che è passato alla storia come “l’agguato di Matapan”, ove si ebbe l’affondamento degli incrociatori pesanti Pola, Fiume e Zara, dei caccia Alfieri e Carducci, la perdita di 2300 uomini.

Nacque così la leggenda nera del tradimento, ben alimentata dai soliti sospetti e polemiche all’italiana, ben lasciata credere dal governo inglese, dalla Royal Navy e soprattutto dall’intelligence di Londra. E poi è risaputo che gli italiani, popolo pittoresco, sono inclini al tradimento. Anche i tedeschi, ovviamente, furono ben contenti di poterlo credere e rinfacciare. Nemmeno per un istante essi sospettarono di essere loro gli involontari messaggeri degli inglesi.

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martedì 3 settembre 2013

Verso la guerra


Scrive Furio Colombo nel suo giornale:

Se fossi cittadino americano sarei orgoglioso del presidente del mio Paese. Barack Obama ha mostrato con durezza e chiarezza la sua condanna per quelle centinaia di cadaveri, donne e tanti bambini, sterminati in un modo orrendo e crudele e tuttora misterioso. E ha dichiarato che non ne starà fuori. Ma invece di correre dietro al carro delle prove, che persino il suo Segretario di Stato gli stava offrendo, ha preferito rivolgersi al Congresso del suo Paese, dunque deputati e senatori che in questo momento ascoltano i cittadini. Non si fa una guerra da soli, una guerra che può diventare immensa e globale in ogni istante.

Dunque, è ammirevole che si rischi un conflitto regionale e forse mondiale per una strage i cui esecutori e mandanti restano – a detta del medesimo Colombo – “misteriosi”.

Il vero potere


Siamo sottoposti quotidianamente al bombardamento democratico fatto delle più incredibili menzogne, a cominciare dal fatto di essere liberi e di vivere in democrazia.

Com’è possibile dirsi liberi, se ogni giorno dobbiamo venderci a un padrone? Com’è possibile chiamare democrazia un sistema sociale quando lo stesso popolo è carne comprata e venduta in nome e per conto del profitto di pochi?

«Chiunque offra il suo lavoro in cambio di denaro vende se stesso e si mette a livello degli schiavi» (Cicerone, Dei doveri, I, CL).

Oggi noi siamo formalmente liberi, ma non è data libertà se non come libertà dal bisogno. Una libertà che non sia anzitutto libertà dal bisogno è una libertà fasulla, di carta.

Oggi i nostri padroni non hanno neppure l’obbligo di mantenerci in vita, con la perdita di un salariato non corrono il rischio di perdere il loro capitale poiché possono comprarci a piacimento, a ore, ogni giorno, a capriccio. Non hanno nemmeno più bisogno di usare la frusta, poiché ci sono altri metodi, più democratici appunto, per obbligarci a lavorare per loro e per tenerci agevolmente al guinzaglio.

lunedì 2 settembre 2013

No, non sono mai stati una democrazia


Il segretario di Stato, Kerry, uno dei meno intelligenti della storia degli Usa, ha dichiarato che Assad è come Saddam e Hitler. È come avergli fatto un complimento ad Assad. E come dovrebbero essere, per piacere agli Usa, i dittatori? Come Pinochet, senz’altro. Kerry dice di avere le prove che a Damasco è stato usato il gas sarin. Può essere, dato che le vittime sicuramente non sono morte di freddo. Il problema, ma questo è un fatto scontato per gente come Obama e Kerry, è chi ha usato le armi chimiche contro la popolazione. E su questo punto essenziale ci sono solo le dichiarazioni dei banditi dell’amministrazione statunitense.

Gore Vidal di Stati Uniti d’America se ne intendeva, eccome. Basta leggere la sua biografia, la sua prolifica produzione letteraria. Fu intimo dei Kennedy (parente di Jackie) e candidato tra i democratici a New York per il Congresso e in California per il Senato. In un’intervista a David Bersamian, dell’aprile 2006 (si può rintracciare cliccando qui), lo scrittore statunitense afferma:

Gli Stati Uniti hanno compiuto in passato atti spietati contro altri paesi, ma mai su una scala così vasta, e mai in maniera così profonda. È come se noi fossimo il male. Noi attacchiamo per primi. Vi distruggeremo. Questa è una guerra eterna al terrorismo. È come una guerra alla forfora. Non c’è niente come una guerra contro il terrorismo. È idiota. Questi sono soltanto slogan. Sono bugie. È pubblicità, l’unica forma d’arte che abbiamo mai inventato e sviluppato (*).

Ma chi sono gli Stati Uniti d’America per dare lezioni di democrazia al mondo intero? Sono esattamente così come li descrive il New York Times, dei guerrafondai che spadroneggiano per il mondo intero. Un sistema oligarchico che usa i servizi segreti per spiare non solo i propri cittadini, ma le comunicazioni private (miliardi di mail) dell’intero pianeta, compresi i paesi “amici”. Un paese dove il 3% della sua popolazione vive in carcere o in libertà provvisoria – dove la carcerazione, divenuta privata, è un segmento economico tra i profittevoli – si può definire un paese libero e democratico?

Un paese libero e democratico dove i cittadini non possono eleggere il presidente che vorrebbero (basti pensare ad Al Gore, il quale ha ricevuto mezzo milioni di voti più di Bush), ma debbono tuttalpiù scegliere tra due candidati espressione dei grandi interessi economici e industrial-militari. Come dice Gore Vidal, gli Stati Uniti non sono mai stati una democrazia.