giovedì 8 ottobre 2026

Il partito unico

 

Mentre al distributore sto facendo 50 euro di benzina, penso a quando con 100mila lire facevo il pieno e anche una buona spesa al supermercato. Risalgo in macchina e guardo la lancetta: segnala che il serbatoio è pieno a metà. Ho un attimo d’indecisione, vorrei scendere e fare altri 20 euro di benzina, ossia altri 10 litri scarsi. Desisto e metto in moto.

Accendo la radio: hanno approvato l’ennesima nuova legge elettorale. I fascisti puntano al 42 per cento dei voti e al premio di maggioranza con il 55% dei seggi. C’è quasi d’ammirarli. Se vincono anche alle prossime elezioni finalmente potranno gettare la maschera e rivendicare ancora più spudoratamente il loro passato vergognoso.

I fascisti, rientrati da latitanze e fughe dopo il crollo dello stato fantoccio di Salò, nell’aprile 1948 si presentarono alle elezioni. Ci voleva un certo stomaco per votarli. Ma già cinque anni dopo triplicarono i loro voti e portarono in Parlamento 38 tra deputati e senatori.

Il segretario nazionale era Augusto De Marsanich, già deputato fascista e membro del governo Mussolini. Il presidente onorario era un criminale di guerra, già ministro delle Forze Armate della RSI e responsabile del bando con cui erano condannati a morte i renitenti alla leva e i partigiani. Processato da un tribunale militare e condannato a 19 anni di reclusione, uscì di galera dopo 4 mesi.

Vent’anni dopo le elezioni del 1953, i fascisti potevano contare su tre milioni di voti. Tuttavia, l’Italia, nonostante le bombe e le stragi, non era disponibile per la revanche dei fascisti. Nel 1989 tutto cominciò a cambiare. Nel decennio successivo i fascisti entrarono a far parte di un governo nazionale.

La notte dei risultati elettorali del 25 settembre 2022, Meloni dedicò la vittoria elettorale alle “persone che non ci sono più”, pensando ai fascisti delle remote caligini. Da quattro anni al comando ci sono loro. E ci resteranno non solo in forza della nuova legge elettorale, ma perché il loro è l’unico partito rimasto in Parlamento.

8 commenti:

  1. C'è da bestemmiare dalla mattina alla sera

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    1. a me succede anche di notte, sarà l'età

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    2. Molti anni fa comparve un cartello di pubblicità progresso che recitava “Chi bestemmia perde”, nel senso di: è un perdente, un fallito, un loser (non eravamo in Italia); la notte una mano nemica aggiunse a spray “e chi perde bestemmia ancora di più”.

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    3. Mi riprometto un post sulla valenza sociale e psicoterapeutica dell'imprecazione, quindi anche della bestemmia. 😇😂

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    4. La scena di te che nel cuore della notte, con tutto quello che sai, con la cultura che hai e con il garbo che sicuramente possiedi, bestemmia con gusto mi fa ridere un sacco.

      Tornando seri , aspetto con curiosità il post sulla bestemmia.
      Anche qui in Emilia si bestemmia parecchio, mica solo lì da te

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  2. C'è da augurarti che vincano loro in effetti.
    Così messi da parte l'inutile Campo (santo) Largo, si avranno due possibilità : o affondiamo tutti insieme a sta melma fascista, o, una volta e per sempre li facciamo sparire dalla storia.

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  3. Con Donzelli che, al suo discorso alla Camera, ha detto chiaro e tondo che chi vince, fosse pure per un solo voto, sarà legittimato a "comandare".
    Perché loro NON governano, loro comandano.
    Come se non ce ne fossimo accorti!

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  4. Quando ho preso la patente io la benzina costava 120 lire al litro e con 100.000 lire si comprava una Fiat 500 D, usata ma in buono stato.

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