martedì 14 dicembre 2010

Buongiorno!



Esiste una borghesia in Italia? Ovviamente, e con una propria coscienza di classe, ovvero un’istintiva e feroce propensione per i propri interessi. Ma se la strategia è comune, le diverse fazioni in cui è divisa hanno tattiche diverse. Guelfi e Ghibellini, sempre e comunque. La lotta di classe la fanno loro, salvo improvvise, rarissime fiammate, l’assalto ai forni da parte degli affamati.
Il commerciante, l’impresario edile, il geometra, il dentista, l’albergatore, preferiscono la destra. Sostanzialmente per un motivo: le tasse. La cosiddetta Padania, al Nord, viene solo dopo, con al seguito la coiffeur e le sue sciampiste, il padroncino e i suoi tre operai. Prima vengono i danè, gli schei. E chi meglio di Berlusconi e Tremonti?
Il petroliere, il manager, il direttore generale, il giornalista, l’insegnante, il pensionato, il cattolico illuminato (ossimoro, ma tant’è), guardano alla sinistra di Bersani, quella delle riforme (se ne parla dall’inizio degli anni Sessanta). L’operaio disilluso ma non ancora stufo di prenderlo nel culo, può spingersi fino a Vendola e dintorni.
Tutto questo grossomodo, s’intende. Se non è quella la pozzanghera, è l'altra, ma il fango è il medesimo, schizzo più, schizzo meno. Oggi la puntata di questa telenovela prevede un colpo di scena, ma in realtà, come ogni fiction che si rispetti, è solo il prologo per le estenuanti, successive puntate dell’osceno mediatico.

3 commenti:

  1. I suoi post,sono oramai letti da me quotidianamente
    Saluti

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  2. “La dissoluzione dell’umanità in una massa di atomi isolati,che si respingono a vicenda,è già in sè l’annientamento di tutti gli interessi corporativi,nazionali e particolari ed è l’ultimo stadio necessario verso la libera autounificazione dell’umanità”.
    K.Marx

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  3. diciottobrumaio14 dicembre 2010 18:51

    benvenuti!

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