venerdì 27 settembre 2019

Necessariamente



Mi fanno pena quei ragazzi che oggi vengono fatti sfilare per le strade chiedendo ai governi di d’intervenire sulle cause antropiche dei cambiamenti climatici. A essi è fatto credere proprio questo, e cioè che questo sistema sia riformabile. Essi sembrano inconsapevoli di vivere nello stadio supremo della produzione mercantile, ostaggi di forze potentissime e soverchianti, dominati da rapporti sociali che agiscono su ciascuno e su tutti come invisibili catene.

Si spendono decine di miliardi per mettere in piedi dei baracconi con lo scopo di “nutrire il pianeta”, laddove quattro multinazionali controllano il 70 per cento della produzione cerealicola. Poi i media s’incaricano di dispensare paure nevrotiche sul consumo di questo o quell’alimento. Patetici e ridicoli.

Articoli e libri contengono perlopiù denunce generiche, contro gli “uomini maledetti, ingordi e ciechi”, insomma le solite chiacchiere contro questo e quello, ma nell’insieme si tratta di una critica laterale che non dice nulla sulla realtà del capitalismo e sulla necessità del suo superamento, sull’impossibilità della sua continuazione, sull’urgenza della lotta contro la dittatura borghese.

Questa è l’epoca che ha ogni mezzo tecnico per alterare in modo assoluto e definitivo le condizioni di vita sul pianeta, ma è anche l’epoca che ha tutti i mezzi necessari di controllo e previsione per misurare con esattezza e in anticipo dove ci sta portando un’economia lasciata libera di crescere senza limiti e che ha come scopo assoluto ed esclusivo il profitto, l’accumulazione fine a se stessa.

L’impossibilità di proseguire oltre è dunque già dimostrata, e tuttavia, come si sente e si legge, si confida in un’azione politica riformatrice e in una scienza che dovrebbe escogitare dei rimedi a tutto; ma una tale politica e una tale scienza, controllate e finanziate dal capitale stesso, possono soltanto garantirci la catastrofe.

Il timore più grande che ha la borghesia è quello che questi giovani comincino a pensare con la loro testa e prendano coscienza del reale stato di cose. La ferocia con cui ci si scaglia contro l’idea stessa di un possibile radicale cambiamento, che passa necessariamente per un lungo processo rivoluzionario, è la dimostrazione di questa paura.

giovedì 26 settembre 2019

Quello stalinista di Ottaviano


«Io so che è certamente eretico paragonare Augusto a Stalin, però qualcosa in comune l’avevano: facevano fuori la gente prima che cominciasse a congiurare. Io credo che Augusto e Livia, sua moglie, che l’aiutava a fare gli elenchi, abbiano provveduto a far fuori tanta gente prima che diventasse pericolosa e così da liberarsi il campo dai rischi di congiure e di opposizioni.»

Alessandro Barbero, Rai Storia, Passato e presente, 24 settembre 2019.

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Il dittatore polacco Piłsudski, alleato di Francia e Regno Unito, operò in ogni modo per impedire un’eventuale intesa che a lungo l’Urss di Stalin cercò di stabilire con Francia e Regno Unito in funzione antitedesca. Stalin fece benissimo, nel settembre 1939, a riprendersi i territori russi ceduti ai tedeschi nel 1918, in cambio della pace, e poi assegnati a Versailles ai polacchi. Nell’occasione si sbarazzò di un po’ di quella borghesia polacca che aveva appoggiato il dittatore Piłsudski. Nel 1944, attestò le sue truppe davanti a Varsavia per dar tempo alla Wermacht di radere al suolo la città. In seguito, Stalin si dimostrò troppo di buon cuore con il clero cattolico polacco. Questo fu un suo gravissimo e imperdonabile errore politico e strategico. Ancora oggi l’Europa e la Russia pagano per quell’errore. Mi auguro di vedere il giorno nel quale sarà posto rimedio a quello e ad altri errori consimili.

mercoledì 25 settembre 2019

Totalitarismi




A proposito di totalitarismi, il Parlamento europeo farebbe bene a occuparsi di ciò che ci minaccia realmente tutti e quotidianamente. Ma non ha alcun potere per farlo, né formale, né reale. Il Parlamento europeo è solo un’accolta di chiacchieroni con alti stipendi e molti privilegi.

martedì 24 settembre 2019

Equiparazioni


Nazismo e impero romano furono due totalitarismi, l'equiparazione contenuta nella risoluzione del Parlamento europeo è relativa a questo tratto comune, che è incontestabile.

Nazismo e monarchie assolute furono due totalitarismi, l'equiparazione contenuta nella risoluzione del Parlamento europeo è relativa a questo tratto comune, che è incontestabile.

Nazismo e rivoluzione francese furono due totalitarismi, l'equiparazione contenuta nella risoluzione del Parlamento europeo è relativa a questo tratto comune, che è incontestabile.

Nazismo e impero napoleonico furono due totalitarismi, l'equiparazione contenuta nella risoluzione del Parlamento europeo è relativa a questo tratto comune, che è incontestabile.



Alleati dei fascisti.

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La ricchezza da sola non costituisce il vero potere; è un mezzo per avere potere. Ma chi ha il potere oggi? Forse quei miliardi di esseri umani, schiavi, che ogni giorno devono vendersi e stentare la vita? Forse la piccola e media borghesia, con i suoi professionisti, avvocati, giudici, notai, medici, commercianti, direttori, artisti, predicatori di questo e quello, eccetera? Neppure. La media borghesia avverte la sua impotenza, il guscio vuoto della rappresentanza politica. Chi detiene il vero potere di governo delle nazioni e del mondo? Chi controlla le risorse naturali, l’industria, i mercati, la finanza? Chi ha il potere di stabilire i prezzi, di strozzare gli agricoltori, di sfruttare la forza-lavoro, di piegare il piccolo commerciante, di saccheggiare impunemente la natura? Chi possiede il controllo su quei grandi mezzi di comunicazione che stabiliscono il clima mentale di tutti noi? Il Parlamento europeo non ha tempo e volontà di occuparsi realmente del tallone di ferro che ci schiaccia nel presente, perciò si dedica ai totalitarismi ormai innocui del passato.


lunedì 23 settembre 2019

Sono sinceri, conoscono il gioco



Non conosco alcun sistema economico, nella storia moderna, più totalitario del sistema borghese. Nessun sistema come quello borghese che abbia saputo incatenare e sfruttare più a fondo, con crudele razionalità, con scientifica brutalità, il lavoro di uomini, donne e bambini. Un viaggio attraverso la storia del modo di produzione capitalistico è un viaggio attraverso l’inferno, non meno orribile di quanto lo sia stato l’inferno nelle epoche più remote. Lo stesso nazismo è stato il prodotto diabolico per eccellenza del sistema borghese. Coloro che lo negano, non lo fanno per ignoranza. Sono sinceri, affermano quello in cui credono, salvo il fatto che la loro sincerità s’incontra perfettamente con le ragioni accampate dagli sfruttatori, quelli di oggi non meno di quelli di ieri. Al massimo criticano la società borghese nei modi e nelle forme che i padroni del mondo particolarmente gradiscono perché non minaccia l’ordine stabilito, anzi lo rafforza. Concepiscono il capitalismo sub specie aeternitatis, conoscono il gioco e incassano il dividendo che spetta alla loro saggezza.