venerdì 4 aprile 2014

Proprio per lo stesso motivo


Da un anno vado dicendo che Grillo ha fatto un errore madornale, quello di voler fare la rivoluzione partendo dal parlamento. In parlamento si fanno le leggi non le rivoluzioni. E poi questi non sono tempi di rivoluzioni, semmai il contrario. Il nome di questo blog, ripeto per chi fosse arrivato qui in ritardo, non è scelto a caso. Non sarà comunque Renzi a mettere in atto il prossimo, ormai strisciante, diciotto brumaio.

Come ho detto più volte, e anche tre giorni fa, Renzi è solo una marionetta. L’hanno portato dov’è per preparare il terreno: maggiore sarà la confusione sotto il cielo, tanto meglio sarà. Senza voler immaginare chissà quali complotti, resta però un fatto, e cioè che esistono forze interne ed esterne – anche tra loro contrapposte – che fanno parte del gioco.

giovedì 3 aprile 2014

White paper


La politica dell’annuncio è politica. Produce fatti e conseguenze politiche. Non è solo marketing. Se un annuncio convince dieci milioni di italiani che dal giorno dopo le Europee staranno un po’ meglio, non solo vanno meglio le Europee, ma cresce anche l’indice di fiducia delle famiglie, e si può sperare in più consumi e investimenti.

Tony Blair visse per l’intera prima legislatura sull’onda degli annunci: si chiamavano white paper, riforme annunciate, date in pasto alla stampa, digerite dal pubblico come cambiamenti epocali, e poi dimenticate. Ma tirarono su il morale di una nazione depressa dal post-thatcherismo.

mercoledì 2 aprile 2014

Sciocchezze


Gli uomini non si sono mai rassegnati all’inspiegabile, e quando il livello delle loro conoscenze non riusciva a fornire risposte soddisfacenti sono ricorsi al mito. Oggi il mito ha assunto connotazioni diverse, non è più qualcosa di rivelato ma di “dimostrato”, non più trascendente ma reale, almeno nelle apparenze di un modello fisico-matematico. Spesso si tratta di una realtà solo immaginata, “prodotto della fantasia più che di prove sperimentali”, di “ipotesi altamente speculative emerse dalle fertili menti dei fisici teorici”, come si legge in un articolo di Le Scienze del mese scorso.

martedì 1 aprile 2014

Riforme da strapazzo


A letto per un raffreddamento, rammento quando il signor de Choiseul, nella mia stessa situazione, si faceva leggere per tutto il giorno dei racconti di fate, una lettura alla quale si dedicavano in molti allora nella Francia dell’ancien regime, trovandola non meno inverosimile di quanto non trovi io oggi le notizie di politica.

*

Ieri mattina, epoca sempre memorabile per un governo italico, il consiglio dei ministri si è occupato nientemeno che di riformare il Senato. Si sono fatti portare un fornelletto, un po’ di brodo, del sale e del pepe, e quindi delle uova. Ed è a quel punto che con una buona dose di coraggio e di destrezza le hanno rotte; quindi, con precisione, girate a destra e a sinistra, in alto e in basso nella casseruola che poi hanno posto sopra la fiamma. Non s’era mai visto, a sentir loro, qualcosa di così perfetto e di così buono.

*

Questione di decenza


Ve la ricordate l’Ucraina? Bene, ora è finalmente una nazione libera, quasi europea e finalmente baciata dalla democrazia e finanziata dal Fondo monetario internazionale, un organismo di assoluta beneficienza. I miliardi di dollari che l’Ucraina riceverà in realtà non arriveranno mai a Kiev. Saranno dati alle banche straniere in garanzia dei loro crediti. Agli ucraini però saranno richiesti i soliti “sacrifici” per ripagare i crediti così generosamente elargiti. Inizia così per l’Ucraina la spirale debiti/sacrifici, la spirale che tiene inchiodati i popoli al  loro destino, paghi però e finalmente di far parte del mondo libero, quello stesso che L'Agenzia statunitense per la Sicurezza Nazionale (NSA) e British Government Communications Headquarters (GCHQ) sono impegnati a spiare come rivelano Der Spiegel e Intercept (chi ne parla in Italia?).

*


A proposito di "diritti"

Per far sembrare la cosa nuova, essendo loro assolutamente impresentabili, hanno messo al posto di comando una marionetta. Per il resto – come dice Mario Draghi – c’è il pilota automatico. Potranno rivoltare il parlamento e tutti gli altri covi istituzionali da sopra a sotto, togliere qualche privilegio qui e concederne un altro lì, ma la linea economica la dettano comunque oltralpe, quella monetaria è saldamente in mano ai signori dell’ex Großmarkthalle (che nel 1941 divenne centro di smistamento per gli ebrei), la politica estera e militare invece sarà sempre in linea con gli ordini (e gli ordinativi) d’oltreoceano.