mercoledì 14 luglio 2010

Il cambiavalute



«Non so se sia una ideologia ma l'austerità certamente è una necessità e una responsabilità» ha detto Tremonti, all'assemblea di Confcooperative. «Siamo ad un tornante della storia, non solo per noi ma per tutti i paesi. L'austerità è una necessità che significa solidarietà e responsabilità» ha poi aggiunto il ministro dell'Economia (la Repubblica, 14 luglio 2010).
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«Nessuna parte politica può sottrarsi alla responsabilità collettiva di alleggerire in modo decisivo e di consolidare il bilancio pubblico riducendo il debito che noi abbiamo accumulato e che è un pesante fardello sulle nostre spalle», ha detto Napolitano salutando il sindaco e i consiglieri comunali di Udine (Corriere della sera, 14 luglio 2010).
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Quasi la metà (il 47%) dei contratti di locazione per le ville più ricercate e invidiate di Porto Cervo, Forte dei Marmi, Capri, Sabaudia, Positano, Ravello, Panarea, Portofino, Taormina e Amalfi sono intestati a semplici nullatenenti o a pensionati con la social card. Ancora più impressionante il dato relativo agli yacht: il 64% delle barche di lusso che circolano in Italia, sono intestate a nullatenenti, a prestanome ultraottantenni, a società di comodo, italiane o estere. Lo scopo? È sempre lo stesso: spostare l'attenzione del Fisco dal nome del vero proprietario che - in molti casi - si nasconde dietro gli affittuari o proprietari ufficiali (la Repubblica, 12 luglio 2010).
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L’avv. Tremonti non sa, lo dice esplicitamente, se far pagare sempre gli stessi è un fatto ideologico. Rinfreschiamogli la memoria:
Via libera della Commissione Finanze del Senato, con il parere favorevole del governo, allo scudo fiscale allargato. Il pagamento della sanzione del 5% per il rientro o la regolarizzazione dei capitali e dei patrimoni illeciti all' estero renderà non punibili anche alcuni reati penali fiscali e societari, compreso il falso in bilancio. […] «Il nuovo scudo fiscale è in piena linea con lo schema dell' Ocse» ha detto il ministro dell' Economia, Giulio Tremonti […]. La lotta all' evasione sta dando risultati positivi e questo ci fa pensare a un gettito consistente» ha aggiunto il ministro ricordando che, dopo le modifiche approvate in Senato, la sostanza del provvedimento «ricalca in pieno quella dello scudo fiscale degli anni passati» (Corriere della sera, 23 settembre 2009).

Biscazzieri



Il primo luglio scrivevo  questo  post, relativo all’emendamento che collegava i 40 anni di contributi all’età. Poi giungeva la smentita del Sacconi.
Ora il capo dei biscazzieri rivendica:
«Non era un refuso» ha detto Tremonti, correggendo quanto aveva affermato il suo collega di governo, il ministro del welfare, Sacconi. «Tutti si sono soffermati su questo punto – si è lamentato Tremonti - ma quasi tutti è sfuggito che la manovra contiene la più importante riforma strutturale fatta in Europa, legando l'età pensionabile alle aspettative di vita».
Aggiungendo poi una frase che i principali quotidiani on-line non riportano (e che invece si può leggere qui), e cioè che "Non c'è stato alcun giorno di sciopero e non crediate che il sindacato non se ne sia accorto, il sindacato sa fare bene il suo lavoro".
Tradotto dal linguaggio della mala, significa che ci hanno imbrogliati due volte e grazie all’acquiescenza del sindacato e delle cosiddette “opposizioni”.

Conversione in legge del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, recante misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitività economica:  qui .

martedì 13 luglio 2010

Quaquaraquà



«Nessuno mi convincerà mai che Provenzano e Riina sono i veri capi della mafia. Sono i bracci operativi, ma un'associazione criminale che ha un giro di affari di 130 miliardi all’anno vuol dire che in essa ci lavorano persone che stanno nell'alta finanza e nella grande industria e non è diretta da chi sta in campagna e manda pizzini».
A parte l’italiano claudicante, l’ex sindaco di Roma e ex segretario del Pd, Valter Veltroni, ha profferto (ancora una volta) lo stesso concetto espresso anche dal barista, il signor Gino, che mi ha servito il caffè stamattina.
Né Veltroni e nemmeno il sig. Gino hanno fatto il minimo accenno concreto sull’identità degli altolocati che sarebbero coinvolti. E nessuno mi convincerà mai che Veltroni Valter  possa fare esplicitamente anche un solo nome di quelli che “nell'alta finanza e nella grande industria” dirigono “un'associazione criminale che ha un giro di affari di 130 miliardi all’anno”.
Quella di Veltroni, evidentemente, è solo una deduzione. Come il fatto, incontestabile, che ogni giorno è il sole a girare intorno alla terra. La differenza tra Valter e Gino, è che quest’ultimo, nel dedurre queste cose, ti serve un buon caffè, a modico prezzo, mentre l’on. Veltroni è membro della commissione parlamentare Antimafia e le sue rivelazioni quotano la prima pagina dei giornali.

lunedì 12 luglio 2010

Il nuovo ordine, la dittatura commissaria



La crisi economica mondiale ha risvegliato in Germania i fantasmi della Repubblica di Weimar. Il nesso tra crisi economica, disoccupazione di massa, decretazione d'urgenza e altre misure, inducono evidentemente a riflessioni sul tema della sostenibilità del sistema.

Se ne occupa anche un professore tedesco, il quale ha esortato il pubblico a superare i fantasmi del passato e parlare apertamente "della necessità di una soluzione bonapartista". Sotto il titolo "Democrazia anatra zoppa", il professore Herfried Münkler chiede un fresco e meno inibito esame del rapporto tra democrazia e dittatura.

domenica 11 luglio 2010

L'odore dei soldi


Casini. Nel senso del genero di Catalgirone. Il quale sostiene che ancora nessuno gli ha fatto delle “offerte”. Il niet di Bossi e Maroni. Quindi i tagli di  Tremonti, il federalismo senza soldi. È in atto una guerra tra bande. Occulte. Una guerra che coinvolge interessi enormi, laddove centrodestra e centrosinistra rappresentano solo dei puerili paludamenti. Una cosa è certa, il federalismo leghista ha rotto la minchia. Chiaro?