lunedì 21 giugno 2010

Trasferimento di responsabilità



Potrà non interesse i più distratti, ma la notizia c’è. A fine anno i derivati raggiungeranno 615 trilioni di dollari, circa 10 volte il Pil mondiale. E si tratta solo di derivati. Un nuovo terremoto bancario è alle porte; per le banche più grandi, quelle che non possono fallire, interverranno gli Stati, cioè coloro che lavorano e pagano le tasse, noi che paghiamo tutto.
Sento dire ancora di un doppio euro, uno per i paesi forti e l’altro per i porci del Mediterraneo. Chi spara queste balle non ha capito un cazzo. Innanzitutto non ha capito a cosa serve l’euro, ma soprattutto non ha capito a chi serve: la Germania, vera padrona d’Europa, la quale non può permettersi la creazione di una moneta parallela, cioè in grado di svalutarsi e far diventare meno competitive le merci tedesche.
Da notare che le manovre economiche, cosiddette, vengono definite dal Tesoro e Palazzo Grazioli in stretta relazione con Bruxelles e Francoforte, oltre che con Parigi e Berlino (la “cornice europea”), quindi con il Quirinale che ne viene “informato”. Presto sentiremo parlare del “trasferimento di responsabilità politica tra Stati nazionali e istituzioni comuni”. A noi resterà Ballarò e la Padania mentre al Sud stanno ancora aspettando “il ritorno dello Stato”.

domenica 20 giugno 2010

Che anche i ricchi paghino



Mettere le pezze la culo al sistema. Le soluzioni se non sono tratte dallo stesso cespo vengono comunque dallo stesso orto. È questo il senso del lucido editoriale di Scalfari pubblicato oggi. Questa gente non ha mai in testa un’alternativa (del resto sono tutte brave persone che vivono alla giornata, tra lavoro e affanni) ma solo un escamotage per rinviare la resa dei conti. Questa volta, l’ennesima per la verità, si può riassumere così: far pagare le tasse anche agli evasori, cioè ai ricchi. Un inedito.

Comunista a chi?


di José Saramago

Marx ed Engels hanno scritto nella Sacra famiglia: «se l'uomo è formato dalle circostanze, allora bisogna formare le circostanze umanamente». Niente di più chiaro, niente di più eloquente, niente di più ricco di senso. Non avevo ancora trent'anni quando, per la prima volta, lessi quelle parole. Furono, per così dire, la mia via di Damasco. Capii che mi sarebbe stato impossibile tracciare una rotta per la mia vita al di fuori di quel principio e che solo un socialismo integralmente inteso (dunque, il comunismo) avrebbe potuto soddisfare i miei aneliti di giustizia sociale. Molti anni più tardi, in una intervista con Bernard Pivot, che voleva sapere perché continuassi a essere comunista dopo gli errori, i disastri e i crimini del sistema sovietico, risposi che, essendo un comunista «ormonale», mi era impossibile avere delle idee diverse: gli ormoni avevano deciso. La spiegazione è più seria di quanto sembri: e forse si capisce meglio se dico che, in qualche modo, ha un equivalente nel «non possumus» biblico. Recentemente, suscitando lo scandalo di certi compagni dediti alla più canonica ortodossia, ho osato scrivere che il socialismo - e a maggior ragione il comunismo - è uno stato dello spirito. Continuo a pensarlo. E la realtà si incarica giorno dopo giorno di darmi ragione.
da «Comunista a chi?» numero speciale del «manifesto» 17 dicembre 2009



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Il più onesto necrologio è quello dell'Osservatore Romano ed è un vero peccato mortale che José non possa leggerlo:

«Saramago è stato dunque un uomo e un intellettuale di nessuna ammissione metafisica, fino all'ultimo inchiodato in una sua pervicace fiducia nel materialismo storico, alias marxismo».

sabato 19 giugno 2010

Liberali



Dice Bersani:
"Andremo a disturbare anche i protagonisti del più colossale scudo-imbroglio - dice l'ex ministro prodiano - se gli evasori avessero pagato il giusto con 105 miliardi avremmo fatto due manovre. Ma il governo li premia esentandoli dal redditometro".
Giusto. Ma dov’erano i parlamentari del PD che per ben due volte, grazie alla loro fondamentale assenza, hanno dato il via libera al “più colossale scudo-imbroglio”?
L’ex ministro prodiano, come lo chiama la Repubblica, perché a suo tempo ha accettato il “cuneo” di otto miliardi a favore di tanti evasori e ai salariati e pensionati l’aumento, invece, delle tasse?
La perdita di consenso, di fiducia, il fallimento del PD è tutto qui, nel dire una cosa e fare esattamente l’opposto. Ieri e oggi.
Poi, tra gli applausi, continua: "Ma quante volte dobbiamo dirci liberali prima di toccare un petroliere?”
Ecco un altro punto cruciale, sono liberali. Come i padroni.
Domani un post dove José Saramago spiega perché lui, di contro e tenacemente, si definiva comunista.

venerdì 18 giugno 2010

Se fosse un partito di sinistra, semplicemente di sinistra


Se Bersani fosse il segretario di un partito di sinistra, semplicemente di sinistra, sarebbe andato dagli operai di Pomigliano a dire loro che il referendum sul diritto di sciopero e di malattia non si deve fare perché è un atto fascista. Poi avrebbe dovuto pubblicamente invitare Fassino, Veltroni e gente così a lasciare il partito, per incompatibilità.
Tutto questo se Bersani fosse il segretario di un partito di sinistra, semplicemente di sinistra. Il problema è che il PD non è un partito di sinistra, è un partito di moderati quando non di reazionari. Sì, reazionari.
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Un altro moderato, Vittorio Agnoletto, a latere della sentenza che condanna ad una pena simbolica uno dei maggiori responsabili degli atti squadristici avvenuti a Genova nel 2001 ad opera delle “forze dell’ordine”, dichiara che ora  “giustizia è fatta”.
Il condannato, peraltro, resta al suo posto.
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A nessuno interessa un cazzo, comunque segnalo che la Turchia ha dichiarato di “congelare” gli accordi militari con Israele (ad Ankara leggono il mio blog!). Nel contempo gli sgherri turchi hanno arrestato dieci militanti del Pkk tornati pacificamente in patria.
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La Romania, dopo aver sperimentato la schiavitù modello Ceauşescu, apprezza ora il modello Fondo monetario internazionale: per avere un prestito ha tagliato di un quarto gli stipendi statali, del 15% le pensioni e vedrà ridotti di 200mila i dipendenti pubblici entro il 2011. I salari viaggiano sui 300 euro e da una crescita del Pil del 6% nel 2003-2008 si è arrivati a un -13 nel 2009.

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Non si deve fare promozione della Nutella, perché a mangiarne mezzo chilo al giorno potrebbe far male alla salute. Lavorare nove ore al giorno in fonderia invece ti allunga la vita. Ancor di più se fai i turni e lavori il sabato.