domenica 8 settembre 2013

Eugenio Scalfari, mezzo uomo


Leggo nell’editoriale di Eugenio Scalfari che le contraddizioni con le quali dobbiamo fare i conti non starebbero nella materialità dei fatti, dei rapporti sociali, ma nell’idea che noi ci facciamo di quelle contraddizioni, le quali dunque poggerebbero essenzialmente sul piano ideologico, vuoi in termini di “verità assoluta”, oppure e per contro, di “verità soggettiva” e “relativa”.



Contraddizioni – precisa Scalfari – “Connaturate e ineliminabili al nostro essere a metà strada tra l'animale che vive di soli istinti e l'uomo animato da istinti ma anche da pensieri”. Un gravame biologico e istintuale che ci impedisce di elevarci al di sopra di “questa duplice natura di scimmia pensante”.

Per san Gerolamo la scimmia pensante, ossia la scimmia di Dio, non era altri che il demonio; per Scalfari – sedicente laico – non è molto diverso. Il motivo di questa insistenza sul biologico è molto semplice: i padroni e i loro ideologi hanno tutto l’interesse a mischiare e confondere le cose, a spostare il discorso dal sociale al biologico così come nei secoli passati rimettevano tutto alla volontà di Dio, soprattutto il "destino" di sofferenza e miseria.

In tal modo l’uomo non è più l’insieme dei rapporti sociali ma diventa qualcosa di astratto e d’immanente all’individuo, alla sua biologia, al suo essere bestia, scimmia. Il biologismo, nelle sue diverse declinazioni teoriche e filosofiche, è diventato l’habitus mentale del mondo contemporaneo a motivo che l’ideologia dei padroni del mondo è sempre l’ideologia dominante (altrimenti a cosa serve il controllo sulla scuola e sui media?).

Sarebbe ingenuo credere che l’entusiasmo di una vastissima ed eterogenea massa di ammiratori delle teorie darwiniste e biologiste d’impronta sociale derivi da approfondita conoscenza e del darwinismo e della biologia. Per altro verso, come pretendere che lo steinerismo, il bergsonismo, il nietzscheismo, il freudismo, eccetera, siano da considerarsi come qualche cosa di diverso da ciò che effettivamente sono?

Il motivo fondamentale che determina il successo – anche presso un pubblico colto – come dominate ideologica di queste teorie, è tutt’altro che una conoscenza specifica che sappia cogliere le implicazioni e le sfumature ideologiche di tali dottrine, e riguarda proprio la semplificazione delle dinamiche sociali. In sintesi si tratta di una riduzione al singolare di ciò che appartiene al collettivo, al sociale, un far carico all’individuo umano e alla sua “natura” (a metà bestiale, dice Scalfari) di tutto il contenuto della sua attività e della sua vita, di modo che abbiamo a che fare con un essere astratto dominato, in ultima analisi, da pulsioni essenziali e primitive che vanno psicoanalizzate, dominate, indirizzate o represse al bisogno.

In questo modo gli specialisti dell’ideologia spostano il centro di gravità sull’organismo biologico isolato e sui tre avvenimenti fondamentali della sua vita animale: la nascita, il coito e la morte. Sopra, sotto e attorno a questi tre avvenimenti è un puro divertimento – altamente remunerato – costruirci castelli di sciocchezze che non hanno alcun rapporto con la realtà, facendo di ciò che non è storico e non è sociale la misura ultima e il criterio di giudizio di tutto ciò che è storico e sociale.

* * *

Scrive Scalfari:

[…] indifferenti o berlusconiani o grillini, odiano lo Stato, le istituzioni, la politica. Per secoli hanno visto la loro terra governata da Stati stranieri e tirannici, Signorie, altrettanto tiranniche, una borghesia inesistente, una cultura ristretta a ceti privilegiati, un'economia di rapina.

Di qui il ritrarsi nel proprio interesse particolare, il disprezzo dell'interesse pubblico, la fragilità d'ogni tentativo di modernizzazione affidato ad élite presto trasformatisi in caste.

Qui ritroviamo lo Scalfari “sociale”, non più la mezza scimmia, ma il mezzo uomo, e il suo ragionamento non sembra fare una grinza. Apparenza. La sua appartenenza di classe gli impedisce di portare alla radice autentica il discorso “sullo Stato, le istituzioni, la politica”. Per quale ragione altrimenti, chiedo, dominano signorie tiranniche, una borghesia (che egli giudica inesistente poiché ha una falsa concezione delle classi sociali), una cultura ristretta a ceti privilegiati, un'economia di rapina? Che è poi una condizione, di là delle forme, di ogni paese del mondo, o no? Forse in America, in tutto il continente, non dominano le oligarchie del denaro, una cultura ristretta a ceti privilegiati, un'economia di rapina?

Scalfari non può dirlo – gliene manca il coraggio, teme di lasciare di sé un cattivo ricordo presso le signorie che frequenta quotidianamente da una vita – ma “un'economia di rapina” è a ogni effetto una dittatura economica nelle forme fasulle di una democrazia dominata da signorie tiranniche. Una tirannide economica che c’inghiotte anima e corpo, pronta a giustificare un’orgia sanguinosa con qualche pretesto per affermare la supremazia di una fazione. Con la scusa di ristabilire la democrazia, ossia il primato del capitale, s’è disposti al massacro di milioni forse di miliardi di uomini, donne e bambini. È l’economia che controlla la pace, ed è per questo che non abbiamo pace.

Scalfari sa bene queste cose, in parte le dice pure, ma gli conviene considerare altrimenti.

Gli interessi materiali del singolo e l’interesse generale del collettivo non s’indentificano poiché gruppi particolari d’individui continuano a manifestare attivamente un acuto interesse al mantenimento della loro collocazione privilegiata e al suo consolidamento, di contro alle altre classi che, non possedendo alcun controllo su strumenti di conoscenza e mezzi di produzione, subiscono contraddittoriamente la loro collocazione (e coloro che – pur trovandosi a mezzavia – fingono di non subirla è perché hanno il loro tornaconto in termini di professione e di redditi).

Si afferma così la scissione tra interesse particolare ed interesse comune e il manifestarsi di un conflitto tra interesse del singolo o di singoli gruppi e interesse collettivo; è ciò che Marx pone all’origine di un interesse collettivo che prende una configurazione autonoma come Stato (oggi nelle forme del dirigismo “democratico”), separato dai reali interessi singoli e generali, e, in pari tempo, come comunità illusoria (un motivo in più – en passant – per riflettere sull’esperienza dei “socialismi reali”).


Ma a dispetto del suo carattere illusorio, tale configurazione si formalizza assai concretamente nel nesso sociale alienato e proprio ciò – contrariamente a quanto sostiene Scalfari – gli conferisce apparenza ambigua, che mentre dissimula le sue radici classiste rivendica su queste un’impossibile universalità. E non c’è bisogno di scomodare Hegel per vedere come questo genere di “primato del politico” e della sua “autonomia” sia falsamente rappresentato in rapporto col movimento della produzione della vita, della storia del capitale.

11 commenti:

  1. Riassumendo dici: Scalfari rappresenta la visione illusoria che le oligarchie danno della realtà e il mezzo del perpetuarsi dell'ideologia del capitale del successo personale.
    Vorrei aggiungere che Scalfari ha grandi responsabilità nell'aver spostato la attività politica della sinistra nella guerra ad un singolo uomo che se certamente ha sbagliato lo ha fatto utilizzando o distorcendo le pieghe della legge, ma questa è una responsabilità dei legislatori tutti, della magistratura che nulla a fatto per rendersi efficiente, della tendenza compromissoria degli italiani e della ipocrisia della sinistra democratica che mentre finge di difendere gli interessi di tutte le minoranza alternative, dall'altro è stata il mezzo del capitale internazionale per distruggere le conquiste dei lavoratori.
    Ultimi aspetti di questa distruzione del potere popolare da parte dei "se-dicenti" democratici, Obama, Hollande, Cameron e mammo-Letta sono il consentire la invasione dell'europa da parte dell'immigrazione islamica e l'appoggio e difesa dei mercenari estremisti islamici contro un governo e un paese che consentiva alle donne la libertà personale e la dignità che la monarchia saudita e la legge coranica non vogliono e non consentono.
    Se prima la Bonino aveva espresso una posizione ferma e decisa adesso mammo-Letta vuole imitare l'amico D'Alema e condurci alla guerra.
    Complimenti al PD, complimenti a Repubblica e a giovanna Botteri che tutti i giorni non ci dicono la verità ma solo la loro ideologia oligarchica capitalistica guerrafondaia col che torniamo all'argomento di partenza.
    Ciao

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  2. Del mezzo uomo si fatica a scorgerne traccia.
    Il mezzo bestia un'aspirazione non raggiunta.

    Nonostante tutto buona domenica, gianni

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    1. Effettivamente niente di umano o animale: corsivi elettronici di un conto in banca.

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  3. C'è una ragione paticolare per cui "quasi" ogni santa domenica lei scrive un post su Scalfari? E' per caso costui, l'indicatore principe delle tendenze della iperborghesia eurista? Insomma, mi piacerebbe che me/ce lo svelasse.

    Cordialmente

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    1. il motivo ebbi a spiegarlo a suo tempo, ed è un motivo molto semplice (può darsi che uno psicanalista ne trovi molti altri, a loro non manca la fantasia): scalfari ha una grande influenza sul ceto medio, le sue idee diventano pane comune

      certo, io sono una formichina, non conto nulla, ma per me scrivere è un atto politico, qualunque cosa ciò voglia dire

      a lei dispiace?

      cari saluti

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    2. Certo che a me NON dispiace, e ci mancherebbe!

      Sul fatto che Scalfari abbia oggi una grande influenza sul ceto medio, avrei qualche dubbio.
      Sicuramente l'aveva quando era direttore di Repubblica.

      Per finire mi lasci dire che il suo scrivere è certamente un atto politico (ed è per questo che spesso, molto spesso leggo questo blog).

      Però, io mi pongo sempre il problema che tutto ciò che si produce su questo blog ad esempio, raggiunga quante più persone possibili.

      E le ribadisco quindi (come ebbi a farle notare tempo fa), di essere il più semplice possibile nel linguaggio.

      Stare a cantarcele tra quattro gatti, non serve a nulla, non trova?

      Buon lavoro e buon prosieguo.

      XXX

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    3. anche quando si canta tra quattro gatti si prova a non essere troppo stonati

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  4. Se siamo arrivati fin qui non e' perché abbiamo semplificato troppo?

    E credetemi le idee di Scalfari diventano senso comune!

    Buongiorno.

    Annick

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  5. Francesco Bucci21 ottobre 2013 09:30

    Certo di farvi cosa gradita, vi informo che è stato appena pubblicato il mio libro "Eugenio Scalfari. L'intellettuale dilettante" (Società Editrice Dante Alighieri), che demolisce il (o almeno fornisce un grosso contributo alla demolizione del) pulpito da cui Scalfari pontifica da oltre mezzo secolo.
    Cordialmente
    Francesco Bucci

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  6. ma in mezzo secolo come si fa a restare intellettuali dilettanti? probabilmente è sempre stato un dilettante intellettuale...

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