La cosa non mi riguarda personalmente ma sono incazzatissimo lo stesso. Un’incazzatura che perdura con il passare delle ore e che si manterrà prevedibilmente elevata anche nei giorni futuri.
Poi è comparsa anche una lieve soddisfazione: per gli operai che votano lega (ne conosco diversi); per le sciampiste che menomale che silvio c’è; per gli insegnanti, cattolici e no, che votano centrodestra, insomma per tutti gli ottimisti del cazzo. Dal 2016 non andranno più in pensione con i 40 contributivi (più “finestra”), ma dovranno attendere anche l’età.
Per costoro, ovviamente solo per loro, mi sembra giusto. Anzi, un provvedimento tardivo e poco incisivo. HANNO RITIRATO L'EMENDAMENTO (PRESENTATO PER ERRORE, HANNO DETTO) DOPO CHE I GIORNALI AVEVANO GIA' PUBBLICATO LE TABELLE!! UN TENTATIVO PER SAGGIARE LA REAZIONE. I LADRI CI RIPRVERANNO.
Un imbecille che pratica uno sport estremo si spiaccica e muore. Clamore.
Un operaio che per sopravvivere lavora 10 ore in un cantiere e cade da un’impalcatura ma nessuno se lo copre.
Il New York Times, dopo l’approvazione della mini riforma sanitaria, insiste nel dire che i pacemaker non servono a un cazzo, soprattutto agli anziani indigenti.
Al largo delle coste della Luisiana, Mississipi, Alabama e Florida, ventotto piattaforme e 51 impianti di perforazione sono stati evacuati a causa delle tempeste in corso (uragano Alex). Nessun problema per l’impianto della BP: l’erogazione continua.
50 anni fa l’insurrezione di Genova. Ne parlano in pochi, soprattutto i fascisti.
Prandelli sta già lavorando per la nazionale.
Tutankhamun ha chiesto le royalties per le infradito.
Le cronache giudiziarie di questi giorni si riferiscono ad alcuni personaggi i cui nomi ricorrono anche per le opere del Giubileo del 2000. Da parte di alcuni esponenti del mondo politico si sostiene che le opere previste per quell'evento furono per buona parte realizzate. Non è così. Infatti l'85% delle opere inizialmente previste per il Giubileo a Roma non è stato realizzato, ed è quanto risulta dall'analisi dei documenti ufficiali (decreti ministeriali, delibere della commissione per Roma capitale e relazioni al Parlamento). All'epoca furono stanziati 2.578 miliardi di lire per il Giubileo per il Comune di Roma, 2.200 dei quali riguardavano opere inizialmente programmate e non realizzate. Bruscolini.
Eccone alcune:
1. linea metropolitana C: 1.500 miliardi;
2. tram Aurelia - Stazione Termini: 141 miliardi;
3. Archeotram: 72 miliardi;
4. passante viario nord-ovest: 91 miliardi;
5. depurazione del Tevere: 40 miliardi,
6. passante dei laghi: 30 miliardi.
Si tratta di opere strutturali che avrebbero inciso in particolare sulla mobilità che, a tutt’oggi, dopo la malavita politica, è il maggior problema della Capitale. Nel corso del tempo questi investimenti sono stati in tutto o in parte definanziati o trasferiti su altre voci di bilancio, dando luogo ai soliti finanziamenti a favore delle varie cricche, non ultima quella vaticana. Solo così possono dire che la maggior parte dei finanziamenti sono stati impegnati e le opere realizzate.
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Bei tempi quelli in cui la Lega tuonava contro il canone Rai. Oggi si adeguano al magna magna. Il solito Zaia auspica di trattenere in sede locale parte del canone Rai, al fine anche di sostenere l'emittenza locale e la Rai regionale: “Senza le televisioni locali, non possiamo parlare con i cittadini, soprattutto delle notizie del territorio”. Senza le Tv locali non possono completare l’opera di infinocchiamento dei padani: al presidente della regione Veneto dovrebbe essere noto che le emissioni regionali della Rai usufruiscono già dei proventi del canone/imposta.
Nel forum gestito dalla signora Isabella Bossi Fedrigotti sul Corriere (attualmente sospeso perché la signora è in “viaggio”) c’è un post di tale “nonnapapera” che dice:
una cosa positiva portataci dalla crisi economica? leggo che a causa della crisi è diminuito del 25 % il consumo di droghe....non so come fanno a calcolare queste cose , ma se è vero allora qualcosa di buono è venuto fuori anche dalla crisi....
Risponde stringata la signora I.B.F.:
Se è vero... Ciao, Isabella.
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A due passi da casa mia abita un autista di camion (trasporti internazionali: partenza domenica sera e ritorno venerdì) il quale ultimamente ha fruito di sei mesi di ferie arretrate (anni che non le faceva), al termine delle quali, all’età di quasi sessant’anni, è stato messo in cassa integrazione facendogli capire di trovarsi un altro posto di lavoro. A questo vicino di casa ho raccontato quanto scrive “nonnapapera”. Il suo commento è stato un po’ diverso da quello espresso da I.B.F., pur sintetico anch’esso ma anche tutto in punta ex art. 724 c.p..
La borghesia, quella che ragiona, si sta rendendo conto che cancellando il passato, ossia quei principi sui quali si basa la moderna società industriale, si sta cancellando il futuro, mettendosi nelle mani del fascismo (non più in orbace, ma in cashmere, come ho scritto nei giorni scorsi).
Quell'avanguardismo ultraliberista di cui Piero Ostellino è corifeo dalle colonne del Corriere: «la vittoria dell' “individualismo metodologico”, che riconduce le dinamiche sociali all'Individuo, ponendolo al centro, rispetto a quell'astrazione ideologica chiamata collettività».
Il gioco è sempre lo stesso, ed è facile poiché contrabbanda i diritti della democrazia liberale, cioè il riconoscimento e la tutela legale dei diritti fondamentali della persona e del lavoro (che con sprezzo Ostellino liquida come banali “garanzie”), a nient’altro che a una difesa corporativa, anzi, peggio, a un rigurgito di “nostalgici del marxismo-leninismo”, “degli eredi del verticalismo sindacale”.
Un ricatto vecchio come il cucco quello fondato sull’idea che il potere terroristico delle burocrazie staliniste abbia rappresentato effettivamente il movimento rivoluzionario. Ad una menzogna totalitaria si vuole rispondere con un’altra menzogna assoluta, cioè con un’ideologia che sta ritagliando tutto il reale sul suo modello.
Ho già scritto che il ricatto della multinazionale Fiat è stato nello stesso momento una prova di forza e un bluff, quest’ultimo reale e vincente, giocato su più tavoli: in primis a Pomigliano e a Tychy. La Fiom ha ottenuto apparentemente un buon risultato, ma in realtà, per sua colpa, ha perso nel momento in cui ha detto agli operai di andare a votare in massa per il referendum. Il voto, in questi casi, nasconde sempre l’inganno. Tuttavia pensa Ostellino che per quei 1673 NO di Pomigliano sia stato facile porre in gioco le esistenze proprie e dei loro cari, ossia mettere sul piatto della bilancia l’unico lavoro, il solo reddito che permette di non piombare nella disperazione più nera? E quindi di mandare a dire ai fascisti in cashmere e agli ideologi manigoldi che gli operai di Pomigliano non sono dei pezzenti disposti a lavorare in condizioni premoderne, laddove lo schiavo è schiavo e basta?
In tale quadro vanno ben considerate le minacce – vere o verosimili che esse siano –di Barroso riassunte da John Monks, segretario generale dello European Trade Union Congress (ETUC), in un'intervista all'EU Observer il 14 giugno: "Ho avuto una discussione con Barroso lo scorso venerdì", ha detto Monks, "su che cosa si può fare per la Grecia, la Spagna, il Portogallo e il resto, e il suo messaggio è stato brusco: 'Guarda, se non applicano questi pacchetti d'austerità, quei paesi potrebbero virtualmente sparire nella forma democratica in cui li conosciamo. Non hanno scelta, prendere o lasciare'…”.
Il rientro dal debito e la manovra europea sconvolge i giochi romani (e non solo), perciò prepariamoci al peggio.