domenica 25 gennaio 2026

Vieni, ti spiego il fascismo, quello nuovo

 

Hanno chiuso la filiale della banca. Ora, per andare alla banca, dobbiamo recarci in un altro comune, circa otto chilometri. Entrando nella nuova filiale (nuova di zecca), sembra di essere nella sala d’aspetto di qualsiasi altra cosa, tranne che di una banca. Devi aver preso ovviamente appuntamento col tuo gestore, entrando devi rivolgerti alla reception (o front desk, come dicono quelli che hanno imparato l’inglese con le audiocassette), dopo di che vieni indirizzato a uno di quelli che chiamano “salottini” (incredibile: in italiano!) e che stanno al piano superiore.

Qui incontri il tuo signore gestore, cioè colui che gestisce il tuo conto. In quaranta giorni, mi hanno cambiato gestore tre volte (riorganizzazione interna, hanno detto). Siccome a mia volta gestisco con ampia delega anche altri tre conti di persone molto anziane (fate conto con quanti cellulari devo smanettare!), ho scoperto che ad ognuno dei conti di queste persone hanno affibbiato un gestore diverso. Pertanto, per le mie operazioni devo prendere appuntamento con ben quattro gestori diversi, con orari diversi e, manco a dirlo, non nello stesso giorno.

Ho preso appuntamento col direttore della filiale (che non ho avuto l’onore di conoscere) per far presente l’assurdità della faccenda, ma, causa trambusto per il trasferimento/concentrazione delle filiali, mi è stato detto che Mosè era molto impegnato e dovevo attendere qualche giorno. Sono passate anche le feste natalizie e, sul più bello, mi hanno detto che hanno cambiato anche quel direttore, dunque devo attendere ancora “la chiamata”. Qualcuno, meno all’antica di chi scrive, potrebbe osservare che tutto ciò è normale. Prendo atto.

Dove si vuole arrivare, anzi, dove si è già arrivati? Alla cosiddetta isybank, cioè alla filiale digitale. Anche qui, dopo un po’, diventerà impossibile comunicare, sia pure via telefono, con degli esseri umani, ma solo con delle stupide macchine “addestrate” a fornire ai clienti risposte che spesso sono inutili. Per tutto il resto, dovremmo arrangiarci. Il treno sarà questo: cliente-telefono-macchina. Nell’occulta stazione: alto dirigente e azionista, che magari sono la stessa persona. A loro ricchi premi e cotillon, ai clienti calci in culo e pedalare.

Quello che vale per le banche vale per tutto, tra poco anche per il medico di famiglia eccetera. Poi si chiedono perché le giovani coppie vogliono rimanere sterili. Mi assale la malinconia e almeno una volta il giorno rimpiango di non appartenere alla generazione precedente la mia, cioè a una generazione che si è estinta o si sta estinguendo. Si potrà obiettare: ma quella generazione ha vissuto il fascismo e la guerra! Rispondo: perché questa roba che cos’è?

venerdì 23 gennaio 2026

L'armonia dei numeri

La Groenlandia è cosa fatta. Trump è un grande statista. Quanto all’Ucraina, l’incontro trilaterale nel deserto non approderà a nulla di concreto. Per i noti motivi, tra i quali quello delle ballerine ucraine, che non devono necessariamente saper danzare, ma soprattutto devono essere politicamente affidabili, dunque non possono esibirsi ne Il lago dei cigni, “simbolo della macchina culturale imperiale russa”. Quando alla Striscia di Gaza ci penseranno architetti e immobiliaristi. Sull’escalation della situazione in Rojava: ma che roba è? Perciò parlo d’altro.

Mercoledì, il Parlamento europeo ha deciso a strettissima maggioranza di deferire l’accordo UE- Mercosur alla Corte di giustizia europea per una revisione giuridica. Risultato: 334 voti favorevoli, 324 contrari e 11 provvidenziali astensioni (che armonia in questi numeri). Questa votazione congela di fatto l’entrata in vigore dell’accordo sul cosiddetto libero scambio fino alla pronuncia della Corte. E ciò potrebbe richiedere del tempo: mesi, forse più di un anno.

Chissà che nel frattempo i bifolchi che protestano si diano una calmata, se non altro per stanchezza e spese. Sebbene conservatori, socialdemocratici e liberali (c’è differenza?) abbiano votato in larga parte contro il parere legale, non sono stati sufficientemente uniti per impedire il deferimento. Ma soprattutto il deferimento alla Corte è stato reso possibile dall’alleanza tra verdi, sinistra ed estrema destra.

La trama include anche la seguente scena: i membri del PPE, il gruppo più numeroso del Parlamento europeo, hanno discusso animatamente sull’accordo. Alla fine, 43 dei 187 membri del gruppo hanno votato “contro la posizione concordata”, ossia a favore del deferimento alla Corte. È stato un duro schiaffo in faccia anche per la presidente della Commissione Europea, di cui non ricordo il nome, e per il cancelliere tedesco, il generale Guderian.

Importante: negli “accordi misti”, come UE-Mercosur, le decisioni vengono prese non solo dalle istituzioni dell’UE, ma anche dagli Stati membri, con un’interazione a più livelli. L’applicazione provvisoria richiede l’approvazione del Consiglio, ovvero degli Stati membri. Per l’entrata in vigore definitiva, anche il Parlamento europeo deve approvare l’accordo. Solo dopo la ratifica da parte di tutti i parlamenti nazionali degli Stati membri dell’UE, l’accordo può essere pienamente attuato. La Commissione europea non può autonomamente far entrare in vigore provvisoriamente un accordo; tuttavia, può avviare questa fase e proporla al Consiglio.

Ma c’è il trucco, come in ogni cosa: il controllo della Corte non blocca automaticamente l’applicazione provvisoria. L’accordo UE-Mercosur sarà applicato provvisoriamente una volta che il primo Stato del Mercosur lo avrà ratificato. Avanzo un’ipotesi: sarà il Paraguay. Le sequenze della sceneggiatura sono ben più numerose, perché l’applicazione provvisoria è possibile solo nei settori che rientrano nella giurisdizione dell’UE, ma altre parti dell’accordo che rientrano nella responsabilità degli Stati membri non possono essere applicate in via provvisoria.

Penso che anche questa notizia, che riguarda la più grande zona di libero scambio del mondo (ma attualmente appena un ottavo del valore degli scambi tra UE e Stati Uniti o UE e Cina), possa interessare molto, ossia come un fischio nel buio. Eppure il Sud America può diventare una piccola ancora di salvezza per gli europei in un mare economico e geopolitico in tempesta.

giovedì 22 gennaio 2026

Finalmente ho capito Marx

 

Sul Corriere della Sera, Maurizio Ferraris spiega Karl Marx. Nel paragrafo intitolato Valore e plusvalore, finalmente mi è parso chiaro perché siamo arrivati al punto in cui siamo. E anche a che prezzo, è proprio il caso di dire.

«Al posto di Dio, Marx metterà la merce, l’oggetto dei desideri umani che la rendono quasi magica e comunque attraente. Al posto della religione, Marx metterà il Capitale, il sistema entro il quale ha luogo il sortilegio per cui un oggetto qualsiasi appare desiderabile per dei soggetti. E al posto dei credenti Marx metterà i lavoratori, ossia coloro che, con la loro fatica, producono la loro stessa alienazione: le merci, frutto del loro lavoro, che vengono vendute a un prezzo molto superiore a quello che viene pagato ai lavoratori che le producono. Ecco spiegato il motivo per cui gli operai sono poveri e i padroni delle fabbriche sono ricchi».

Ecco come, tra l’altro, un rapporto sociale, il dominio di classe e lo sfruttamento di un’altra, viene trasformato in un “sortilegio” della merce, in una questione di ... sovrapprezzo. Il plusvalore deriva dall’abilità e dalla furbizia del capitalista che sa vendere le proprie merci a un prezzo superiore al loro valore, non da una sottrazione di lavoro vivo. I rapporti di produzione capitalistici, basati sul sovrapprezzo, diventano struttura eterna e naturale dei rapporti umani. E Marx, l’autore di una rivoluzione scientifica, il primo pensatore dell’era tecnologica che non si confronta più con un mondo naturale – che sarebbe dato – ma con un universo artificiale – che viene prodotto, diventa per Ferraris un volgare affabulatore che ha sostituito Dio con la merce, che ha sostituito un’illusione con un’altra.

La crisi della sinistra, la nostra condizione ormai disperata, in buona sostanza è riconducibile a una grande mistificazione, che coinvolge tutto e tutti e che ha lo scopo di legittimare l’ordine esistente e riferire il superamento di questo sistema all’utopia. La mistificazione, che è un lavoro professionale, è il processo ideologico e formale mediante il quale la borghesia nasconde la realtà dello sfruttamento dietro “forme” apparentemente neutre e razionali (prezzo, profitto, mercato), rendendo il plusvalore un fenomeno incomprensibile alla sua origine. E ciò che vale per Marx e la sua critica, vale per tutto il resto.

«Un uomo che cerca di adattare la scienza (per quanto errata possa essere) a un punto di vista che non ha origine da essa stessa, ma a un punto di vista preso in prestito dall’esterno, a interessi che le sono estranei ed estrinseci, lo chiamo “vile” (Teorie sul plusvalore, II).»


mercoledì 21 gennaio 2026

Ultime da Davos

 

Grave violazione della sicurezza al World Economic Forum di Davos: un uomo anziano, mentalmente confuso, è riuscito ad accedere alla sala plenaria con mezzi ancora ignoti, dove ha parlato in modo incoerente per quasi un’ora.

Come è potuto accadere che un estraneo sia riuscito ad accedere al leggio e a esporre lì, senza impedimenti, i suoi deliri per quasi un’ora e mezza resta inspiegabile. Ma ancora più stupefacente risulta il fatto che alla fine abbai ricevuto degli applausi convinti da una larga parte della platea.

Il presidente Macron, sistemandosi gli occhiali da sole, ha esclamato: “Speravamo che si fermasse da solo dopo un po’, o che la sicurezza intervenisse, ma non è successo!”. Lilli Gruber avrebbe voluto intervistarlo, ma la giornalista aveva già preso un appuntamento con il chirurgo Massimo Popolizio.

Al contrario, il singolare soggetto salito sul palco si è lasciato andare alle più bizzarre fantasie, alternando vanterie e minacce. Ha affermato ripetutamente che la Groenlandia gli apparteneva di diritto, a volte confondendola con l’Islanda, in un caso con le Isole Vergini. Ha poi affermato di aver posto fine da solo a otto guerre e di godere di un’immensa popolarità.

Solo dopo più di 60 minuti lo strano vecchietto ha lasciato il podio. Non è ancora stato stabilito dove si trovasse nel frattempo il presidente degli Stati Uniti, il quale è poi giunto a Davos pilotando personalmente il suo cacciabombardiere invisibile. Questa sera riceverà in premio un fascinus d’oro per aver posto fine alla guerra in Ucraina un anno fa, il giorno dopo il suo insediamento.

La partita

 

Le cose in Italia vanno molto bene, salvo qualche retaggio dell’epoca comunista. E dunque parliamo di politica internazionale, campo nel quale, come il gioco del calcio, ci sentiamo quasi tutti molto ferrati, a cominciare dalla geografia, sia fisica che politica e lasciando da parte, per ora, quella sessuale. Che siamo forti in geografia ma anche in storia lo prova il fatto che tutti sanno furono i vichinghi ad approdare per primi in Groenlandia. Chi fossero i vichinghi è un altro capitolo molto frequentato del nostro dibattito quotidiano al distributore del caffè.

Del resto, Trump ha ragione: il fatto che siano giunti in Groenlandia con una barchetta, non li rende padroni di quell’isola. Né i normanni, che sempre vichinghi erano, possono avanzare pretese sulla Sicilia. E nemmeno gli arabi. Allora nemmeno gli ebrei sulla Palestina. E nemmeno Enea ...

E poi, quanto costa un essere umano? Secondo Donald Trump, 10.000 dollari, ovvero l’equivalente di 8.600 euro. Questa è la somma che intende pagare a ogni groenlandese per convincerlo a separarsi dalla Danimarca e unirsi agli Stati Uniti.

Quel prezzo laddove gli esseri umani non siano molto numerosi, altrimenti cala anche notevolmente fino a ridursi al costo di un proiettile. Fu il caso, ad esempio, del presidente James Polk, che nel 1848 spese la sbalorditiva cifra di 15 milioni di dollari per acquisire il Messico settentrionale (corrispondente agli attuali stati di California, Nevada, Utah, nonché parti di Arizona, Colorado, Wyoming e Nuovo Messico) – e la vita di circa 13.000 soldati statunitensi e altri 25.000 proletari messicani.

Vi do una notizia in anteprima: la Coppa del Mondo FIFA negli Stati Uniti, in Canada e in Messico avrà una nuova sede: la Federazione calcistica statunitense (USSF) ha annunciato oggi che la capitale della Groenlandia, Nuuk, sarà la sede di una partita del torneo: Stati Uniti vs Danimarca. La condizione posta è che quest’ultima giochi senza portiere.

La vendita dei biglietti inizierà immediatamente su: great-american-reich.com.