Sempre secondo Weitz, che fa proprio il racconto di Fey von Hassell, il generale fu molto felice di rivederlo, e Bonin gli chiese il suo
soccorso immediato. Vietinghoff mandò due ufficiali alla ricerca delle due Ss a capo del
convoglio: li trovarono in un’osteria lì vicino e ordinarono loro di consegnare i prigionieri e di andarsene con le altre guardie. Così fecero, e gli uomini dell’esercito ebbero la meglio su
80 guardie delle Ss (in realtà qualche decina).
Tutto troppo facile e pacifico. Dubito che ciò corrisponda esattamente al vero, soprattutto
che in quel giorno il generale Vietinghoff si trovasse a Niederndorf/Villabassa. Il generale era il
comandante del Gruppo d’armate C, con sede a Recoaro Terme. Dopo il bombardamento
di Recoaro ripiegò con le truppe più a nord e a Bolzano fissò il suo comando. Pertanto è più
realistico che Bonin riuscisse a telefonare a Bolzano e, non riuscendo a mettersi in contatto
con von Vietinghoff, parlasse invece con il suo capo di stato maggiore, il generale Hans
Röttiger, che pure conosceva, il quale gli promise di contattare von Vietinghoff per suo
conto.
Da Bolzano un messaggio fu inviato alle truppe della Wehrmacht di stanza a Sexten (Sesto,
dov’è cresciuto Jannik Sinner). Da Sesto partì per Niederndorf/Villabassa il giorno successivo il capitano
Wichard von Alvensleben con 150 soldati.
Pagina del rapporto redatto nel nov. 1945 da von Alvensleben.
Intanto, a Niederdorf/Villabassa, Stiller telefonò all’ingegnere Anton Ducia, che era stato distaccato
dalla Camera di Commercio di Innsbruck a Bolzano per coordinare le richieste di alloggio
militari e civili in Alto Adige in qualità di responsabile degli approvvigionamenti del
Commissario Supremo.
Come concordato telefonicamente con Stiller il giorno precedente, Anton Ducia arrivò a
Niederdorf la mattina del 29 insieme al suo collega, il geografo Dr. Herbert Thalhammer. Si
tenne un briefing sulla situazione con il comandante della guarnigione della Wehrmacht, il
tenente colonnello von Rehm, e gli ufficiali delle Ss Stiller e Bader.
Stiller.
Anton Ducia contattò telefonicamente il sindaco di Niederdorf/Villabassa e organizzò una
sistemazione provvisoria per i prigionieri. Questi furono alloggiati in parte nelle locande e
nella canonica, e in parte su un cumulo di paglia ammassato in fretta nel municipio. Il resto
della storia è assai più complesso di come viene raccontato di solito e qui non voglio tirarla
per le lunghe.
Il 30 aprile i prigionieri furono liberati da soldati della Wehrmacht comandati dal citato
capitano Wichard von Alvensleben (1902-1982), che evidentemente aveva ricevuto ordini in
tal senso dai suoi superiori. Infatti, messe alle strette, le guardie Ss si ritirarono senza
sparare. La maggior parte degli ormai ex detenuti fu trasferita nell’hotel Pragser Wildsee
(Lago di Braies), dove vennero ricevuti dalla proprietaria, Emma Heiss-Hellenstainer.
Assegnazione delle camere, la 124 è firmata da Schacht.
Il documento è conservato presso l'hotel.
Ognuno di loro ricevette un piccolo biglietto con il numero di una camera. Le stanze sono
gelide e, per la maggior parte, non possono essere riscaldate, poiché la stagione qui non
inizia prima di giugno. Ma ora sono al sicuro, hanno un vero letto in cui dormire, possono lavarsi e possono mangiare a sazietà, anche se devono cucinare da sé a causa della mancanza
di personale.