«In vista di un possibile scenario postbellico, i paesi europei vogliono evitare che Kiev smantelli le proprie forze armate: con 900 mila soldati, di cui 400 mila con esperienza diretta di combattimento, Kiev è oggi la potenza militare più consistente del continente. La proposta, che è anche il primo pilastro di Parigi e Londra, è allora quella di una “strategia del porcospino”, un modello difensivo ispirato a Israele, basato su una forza armata tecnologicamente avanzata, altamente addestrata e pronta a dissuadere qualsiasi nuova aggressione.»
Ma i creativi riuniti a Parigi nel loro summit di guerra hanno escogitato anche un’altra proposta, che però risulta “più controversa”, ossia quella «di creare una “forza di rassicurazione”, un contingente multinazionale da inviare in Ucraina solo dopo un cessate il fuoco completo [...]. Ma restano però enormi ostacoli operativi: la linea del fronte da controllare si estende per oltre 1.400 chilometri.» Un po’ come se una linea del fronte andasse dalle Alpi a Palermo.
In tutto ciò rilevo solo una grande strategia: quella di buttare tanti soldi e di creare una situazione permanentemente di ostilità e pericolo. Inoltre, sul presente, queste iniziative da parte di quel megalomane di Macron segnano un’ulteriore drastica escalation della guerra contro la Russia in Ucraina. Le principali potenze europee stanno tracciando la rotta verso la guerra con la Russia. Come dovrebbero sentirsi i russi se non ulteriormente minacciati? Se simili iniziative aggressive si sviluppassero da parte della Germania sul confine francese, dormirebbero sonni tranquilli a Parigi?
L’invasione russa del febbraio 2022, seguita dal tentativo di negoziare una pace con l’Ucraina nell’aprile dello stesso anno in Turchia, mirava a convincere i suoi partner occidentali a prendere sul serio le preoccupazioni del Cremlino.
La Francia, ha detto Macron, consegnerà «missili anticarro Milan, armi di difesa aerea come i missili MICA da usare sui caccia Mirage che abbiamo già consegnato e anche missili terra- aria Mistral». Ha promesso vecchi veicoli da combattimento, come veicoli blindati VAB, carri armati AMX-10 RC, munizioni e droni.
A che cosa punta in concreto Macron? Ad assumere un ruolo essenziale e importante in Europa e in tal caso nell’Est Europa. Il pretesto di Macron che la Russia stia minacciando tutta l’Europa, è una frode. La sua è una semplice politica di potenza, di riposizionamento, in un contesto di rottura storica nei rapporti dell’imperialismo europeo con Washington e della crescente guerra tariffaria di Trump contro l’Europa.
Macron sa bene che il semplice fatto che Trump abbia avviato colloqui con funzionari russi non significa che si raggiungerà la pace. Infatti, ieri è emersa la notizia che Washington, dopo aver sospeso brevemente i suoi aiuti militari all’Ucraina, ha ripreso i voli di rifornimento militare verso Reszow, in Polonia, un punto di trasbordo chiave delle armi per l’Ucraina che giungono dalle basi statunitensi nel Golfo Persico.
Da parte sua Zelens’kyj vuole aiuti e impegno diretto europeo per una guerra totale contro la Russia. È un fatto noto che i cani di piccola taglia abbaiano quando si sentono protetti dal padrone. Chi nega questa volontà di guerra e di odio contro i russi è un illuso e spesso anche peggio.