venerdì 22 giugno 2018

Aveva ragione Pol Pot


E’ ricominciata la canea degli espertoni in tema di previdenza, in attesa che “gli amici del popolo” ora al governo provvedano a peggiorare la Monti-Fornero. Gli schiavi vanno in pensione troppo presto e muoiono troppo tardi, questo il succo dei loro ragionamenti. Semplicemente occultano un fatto essenziale: gli operai, oltre al valore del proprio salario e dei propri contributi pensionistici, producono con la loro fatica e sacrificio anche il valore corrispondente ai redditi percepiti da quegli stessi farabutti che scrivono sui giornali mille volte falliti i loro servizietti tanto oggettivi e numericamente ineccepibili.

Aveva ragione Pol Pot, di questa gente devono rimanere solo i teschi.

3 commenti:

  1. il caso italiano è peculiare.
    Ha tratti di unicità e alterità rispetto al contesto.
    Non segue modelli che non siano arcaici.
    Le contraddizioni attuali vengono dall'applicare modelli generali ad un caso così particolare; modelli avanzati a un caso arretrato.

    Si è fatto finta, per decenni - soprattutto dopo il '92 - che in Italia vigesse una democrazia e uno Stato di diritto ed ora la situazione è totalmente fuori controllo, ma secondo i più "democraticamente". Han poco da sorprendersi i nostri amici europei adesso.
    La confusione è talmente spinta che Salvini stesso fatica a definirsi fascista.

    Anche definire schiavi i pensionati retributivi fa parte della confusione.
    Così come evocare Pol Pot per i lacché.
    E' vero, però, che stan tutti sotto padrone, spesso sotto lo stesso. E il loro padrone, nella maggior parte dei casi, è la Famiglia.

    Per me una possibile inversione di tendenza era tasse di successione, legge sui conflitti d'interesse, patrimoniale soggettiva, tutto assieme, Chiesa compresa. Cura da cavallo.
    Invece in 30 anni di ue, niente di niente, ciucci al governo, colpa degli immigrati.

    è tutta una recita drammatica del resto.
    il governo è neutrale su questi aspetti; e non può più essere altrimenti.
    Peggio: non può che assumere accenti fascisti per occultare i padroni dietro una cortina di fumo nero… Ma ormai sappiamo benissimo dove porta questo gioco.

    L'Europa deve avere il coraggio di mettere l'Italia intera alla porta. E cercare di riagganciare la Gran Bretagna.

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  2. A Reggio Calabria, in seguito all'omicidio di Soumaila Sacko, la Prefettura ha aperto un tavolo tecnico che riunisce i vari organismi di controllo operanti sul territorio, dalla Caritas diocesana ad Emergency, passando naturalmente per le forze dell'ordine. Sono tutti d'accordo nel voler smantellare la tendopoli per dare il via a una "zona economica speciale" dotata di container e servizi igienici. Lager più "umani", insomma.

    Il Prefetto ha inoltre istituito un tavolo permanente per i lavoratori stagionali, composto dai rappresentanti della Regione Calabria, delle Organizzazioni sindacali (CGIL, CISL, UGL, USB), delle Organizzazioni datoriali di categoria (Coldiretti, Unione Provinciale Agricoltori, CIA, Copagri), dal Commissario Straordinario del Governo per l'Area di San Ferdinando, dai Sindaci dei Comuni di San Ferdinando e Rosarno, dai Commissari straordinari di Gioia Tauro, dal Dirigente dell'Ispettorato Provinciale del Lavoro, dal Dirigente del Centro per l'Impiego, dal Presidente dell'ANCI, dal referente di Libera. I braccianti africani vanno tenuti a bada e, dopo quanto accaduto, si dispiega appieno quel mostro sociale corporativo composto da una parte dalle forze dell'ordine e dalle istituzioni, e dall'altra dalle organizzazioni sindacali e dalle associazioni "umanitarie" e di categoria, che si muovono nell'ottica del dialogo tra le classi.

    Il fatto che si sia sparato e ucciso per il furto di una lamiera in una fabbrica abbandonata dimostra il livello di barbarie raggiunto. I cartelli alzati dai braccianti mentre sfilavano per le strade di San Ferdinando ricordavano quelli della rivolta di Rosarno nel 2010: "Non siamo animali, siamo esseri umani". La ribellione al Capitale nasce proprio dal fatto che questa società è anti-umana, perché per vivere i proletari devono vendere la propria forza lavoro a qualsiasi condizione. Nella piana di Gioia Tauro abbiamo l'esempio più nitido di sfruttamento, ma il lavoro in generale si sta configurando come una moderna schiavitù. Il quotidiano La Stampa, non certo comunista, scrivendo delle condizioni di lavoro a cui sono costrette le nuove generazioni, afferma: "La mutua è una parola che non rientra nel vocabolario dei tuoi diritti. Se non lavori non vieni pagato. Dove volevi andare in vacanza quest'anno? Programmare la tua vita diventa pressoché impossibile [...] La parola d'ordine di oggi è flessibilità. Nel senso che ti devi letteralmente piegare a qualsiasi richiesta, a qualsiasi ora, a qualsiasi prezzo. Una flessibilità a senso unico che non si rispecchia in un investimento per il futuro. Una 'nobiltà' che sta sfociando in nuove forme di schiavitù."

    Un po' ovunque il movimento rivendicativo è in via d'estinzione, mentre si fa strada la ricerca di una nuova appartenenza, una comunità politica che neghi radicalmente l'esistente.

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    1. Le solite cose, le solite mafie e mafiette

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