mercoledì 23 settembre 2026

L'imitatore


Immaginiamo che Hitler avesse tenuto, nel 1936, un discorso presso la sede ginevrina della Società delle Nazioni, l’antesignana dell’ONU attuale. Ipotizziamo chiedesse di annettere la Cecoslovacchia e l’Austria al Reich, come poi in realtà avvenne, e avesse minacciato di distruzione la Polonia, cosa che non mancò di fare in seguito (*).

Mi chiedo quale reazione avrebbe provocato il discorso di Hitler presso i delegati presenti nella sala, quindi sulla stampa e presso i governi di tutto il mondo. Solo qualche strillo di giornale e poco altro?

Nel 1936, di Anschluss neanche a parlarne. Hitler non avrebbe potuto affermare che l’Austria sarebbe passata sotto “il controllo permanente [della Germania] sulla sicurezza e su tutte le altre questioni” senza suscitare le reazioni, per esempio, di Mussolini, il quale avrebbe mandato o minacciato di inviare le sue truppe al Brennero, come aveva già fatto nel 1934.

Quanto alla Cecoslovacchia, Parigi e soprattutto Londra si piegarono vergognosamente. Ma quando toccò alla Polonia, il bluff di Hitler non funzionò più. Insomma, a tutto c’è un limite. E chi potrebbe oggi minacciare di guerra gli Stati Uniti a proposito delle loro reiterate aggressioni? La guerra è esclusa, solo Washington può minacciarla e, localmente e impunemente, porla in atto. In nome della “libertà” e della “sicurezza”.

Trump non è Hitler, non gli riesce bene nemmeno la caricatura. Ma ieri, come sua consuetudine, si è comportato come un dittatore, offrendo uno spettacolo che ci dovrebbe far vergognare tutti. E invece ... Mancava solo che sputasse per terra e scorreggiasse rumorosamente. Nemmeno questo avrebbe scosso più di tanto i delegati delle varie nazioni, che sono rimasti al loro posto silenti o anche plaudenti (tranne Cuba, per ovvi motivi).

E che Cuba sia sotto assedio, mi pare evidente. Il comunismo non arriverà mai in America, “ma la libertà arriverà a Cuba”, ha dichiarato il paladino dell’America First, la cui amministrazione conta sul collasso economico e sociale dell’isola attraverso un blocco totale.

Per non parlare di ciò che è avvenuto in Venezuela. Anche la guerra all’Iran è un fatto contrario alla Carta dell’ONU. Una guerra che mostra segni di una possibile escalation e che sta influenzando la distribuzione di petrolio e gas, con ripercussioni a cascata sull’economia globale.

Trump ha minacciato di ridurre l’Iran “all’inferno, senza possibilità di sopravvivenza e senza speranza di una futura grandezza o di un futuro prospero per le generazioni a venire”, se Teheran non farà come dice lui.

Che del genocidio palestinese gli Stati Uniti siano complici degli israeliani non ci piove. Che proprio in occasione del suo discorso la Groenlandia, l’isola più vasta del pianeta, sia stata di fatto annessa agli Stati Uniti solo degli ipocriti potrebbero negare.

Trump si è occupato ovviamente anche della guerra in Ucraina, dicendo che la pace è dietro l’angolo. A tale proposito, è passata sotto silenzio la dichiarazione del primo ministro polacco Donald Tusk, il quale ha affermato che l’esercito ucraino perde 27.000 uomini al mese tra morti e feriti. Ha affermato di aver ricevuto queste informazioni direttamente da Kiev. Zelensky e i suoi collaboratori non hanno smentito la notizia.

Nel suo discorso di circa 37 minuti, Trump ha anche esortato “tutti gli Stati membri della Corte penale internazionale a ritirarsi immediatamente da questa istituzione senza scrupoli”. Il Segretario di Stato americano Marco Rubio ha promesso di smantellare la CPI, che processa gli autori dei crimini più gravi al mondo, “mattone dopo mattone”. Ha definito la Corte “una minaccia intollerabile alla sovranità americana”.

I banditi internazionali con sede a Washington e a Wall Street sono furiosi per l’emissione di un mandato di arresto nei confronti del più efferato criminale dell’ultimo mezzo secolo: Benjamin Netanyahu.

Insomma, penso che a suo tempo Hitler, nel suo ipotetico discorso a Ginevra, sarebbe stato più cauto e conciliante, sicuramente meno smargiasso, di quanto è avvenuto ieri con Trump.

(*) Nella realtà storica, la Germania aveva aderito alla Società delle Nazioni nel 1926 e ne uscì nel 1933. 

2 commenti:

  1. Da Petrolini: «Io nun ce l'ho cò te, ma cò quelli che te stanno vicino e nun t'hanno buttato de sotto», a Don Abbondio: “Il coraggio, uno, se non ce l’ha, mica se lo può dare”

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  2. GLI USA HANNO COMPLETATO IL FURTO DELLE
    RISERVE AUREE DEL VENEZUELA

    Circa 31 tonnellate di oro venezuelano, del valore di circa
    4 miliardi di dollari sono in questo momento trasportate
    da Londra verso gli Stati Uniti, dove saranno conservate
    presso la Federal Reserve Bank di New York.

    I lingotti erano rimasti bloccate in Gran Bretagna dal
    2019, quando Londra ha rifiutato di riconoscere la
    legittimità del governo di Nicolás Maduro, fino a quando
    la situazione non si è risolta quest'anno, quando gli Stati
    Uniti hanno "sequestrato" il presidente venezuelano.

    Sebbene, formalmente, l'oro appartenga ancora al
    Venezuela, quest'ultimo non potrà comunque prenderne
    possesso direttamente. Invece, Caracas potrà utilizzare
    l'oro come garanzia per ottenere prestiti internazionali,
    mentre, il deposito sarà negli USA che di fatto ne saranno
    i padroni. La scappatoia giuridica la troveranno
    facilmente magari con un prestito in dollaro concesso a
    Caracas che in cambio darà l'oro. in ipoteca...il resto sarà
    un gioco da ragazzi.

    GIUBBE ROSSE

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