martedì 22 settembre 2026

Le elezioni russe

 

Alle elezioni della Duma di Stato russa, il partito al governo Russia Unita (RE) ha rafforzato la propria posizione. Dopo lo spoglio di circa il 95% delle schede, RE ha ottenuto il 57,83% dei voti e 355 seggi su 450. Questo risultato è sufficiente per emendare eventualmente la Costituzione.

Il Partito Comunista della Federazione Russa (PRF) si è classificato secondo con il 13,81% dei voti e 40 seggi. Il PRF ha perso un numero significativo di voti; alle ultime elezioni del 2021, con una minore affluenza alle urne, aveva ottenuto quasi il 19%.

Il terzo posto è andato al Partito Liberal Democratico (PLD), che, dopo la morte del suo carismatico e demagogico leader di lunga data, Vladimir Zhirinovsky (morto nel 2022), è sceso a poco meno del nove percento con 25 seggi.

Il quarto partito rappresentato nella nuova Duma di Stato è Gente Nuova, un partito di “liberalismo giuridico” (sic!), che ha ottenuto il 7,96% dei voti e 20 seggi.

L’affluenza alle urne è stata del 59,32 percento, significativamente superiore a quella di cinque anni fa, quando si attestava intorno al 51 percento. Restano da capire i motivi prevalenti per i quali oltre il 40% e a volte la metà degli elettori russi non vada a votare. La stessa domanda vale per molti altri Paesi.

Si è votato anche nelle ex regioni ucraine recentemente annesse dalla Russia e nelle due repubbliche del Donbass, Luhansk e Donetsk. L’UE ha dichiarato che non avrebbe riconosciuto i risultati elettorali e ha annunciato nuove sanzioni, principalmente a causa dell’inclusione di regioni precedentemente ucraine (*).

La rappresentante dell’UE, l’estone Kaja Kallas, a nome dei 27 Stati membri, aveva già definito le elezioni antidemocratiche fin dall’inizio. Invece sono democratiche le elezioni in Israele. Soprattutto si continua a fornirle armi nonostante il genocidio di un popolo che può essere seguito in ogni suo dettaglio 24 ore su 24. Le risoluzioni delle Nazioni Unite sono carta straccia. Viviamo tutti nella realtà totalitaria basata su una “verità” fabbricata.

(*) Secondo i dati forniti dall’Institute for the Study of War, un’organizzazione non governativa statunitense e pubblicati da Le Monde, al 20 settembre 2026 la percentuale dei 603.550 km2 di territorio ucraino occupati dalla Russia e di quelli controllati da Kiev è la seguente: Kiev controlla l’80,72% del territorio, pari a 487.180 kmq; Mosca controlla il 19,29, pari a 116.420 kmq, l’esatto equivalente della superficie del Triveneto, Lombardia, Piemonte, Liguria ed Emilia Romagna.

2 commenti:

  1. Beh, quando escludi dalla competizione elettorale i partiti che ti fanno opposizione vera o ne incarcei i leader che poi misteriosamente muoiono, incredibilmente vinci.

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    1. @ Cristian
      Fuori I nomi dei partiti di opposizione vera e quelli dei leader i carcerati e morti poi misteriosamente.

      F. G.

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