Il 12 e 13 maggio, si è svolto il vertice ASEAN-USA, il primo a tenersi a Washington nei 45 anni di storia dell’organizzazione. È stato anche il secondo vertice tenutosi negli Stati Uniti dopo un incontro del 2016 ospitato da Barack Obama in California.
L’ANSEAN è l’Associazione delle Nazioni del Sud-est asiatico. Ne fanno parte dieci Stati: Filippine, Indonesia, Malaysia, Singapore, Thailandia, Brunei, Vietnam, Birmania, Laos e Cambogia, con una superficie complessiva di poco superiore a quella dell’Unione Europea, con quasi 700 milioni di abitanti, un PIL di 3.000 miliardi di dollari che cresce a un tasso medio del 4% annuo.
Lo scopo fondamentale dell’Associazione è di promuovere la cooperazione e l’assistenza reciproca fra gli stati membri per accelerare il progresso economico e aumentare la stabilità della regione. L’ANSEAN è uno dei principali partner dell’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai, con la quale sviluppare la cooperazione per la pace, la stabilità, lo sviluppo e la sostenibilità dell’Asia. Dell’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai fanno parte Cina, India, Russia, Pakistan, Kirghizistan, Tagikistan, Uzbekistan e Kazakistan.
Biden, definendo l’incontro come il lancio di una “nuova era nelle relazioni USA-ASEAN”, ha detto ai leader riuniti che “l’ampiezza delle nostre discussioni riflette quanto siano vitali le regioni dell’Indo-Pacifico e dell’ASEAN per gli Stati Uniti d’America”.
Chissà che cosa direbbero a Washington se il Xi Jinping dicesse ai membri dell’Unione delle nazioni sudamericane quanto sia vitale l’America Latina per gli interessi della Cina.





