Abbiamo visto un uomo correre su un prato, inseguito da dei vigili urbani che ineffabili eseguivano degli “ordini”, ossia quelli di acchiapparlo, trattenerlo e multarlo. Il tutto veniva filmato da un drone e poi reso pubblico come monito ed esempio. Vi è stato almeno un altro caso simile ripreso in diretta televisiva, accompagnato da insulsi incitamenti.
Questi fatti hanno provocato l’alzata di sopracciglio da parte di qualcuno, quando invece avrebbero dovuto innescare l’indignazione di un’intera nazione, poiché fatti come questi non hanno giustificazione né sotto il profilo della razionalità, né sul piano della profilassi sanitaria e sono censurabili anche in altre sedi.
Finora si è affrontata la pandemia virale con la stessa e unica strategia in uso nel 1348 quando comparve in Europa la peste. Solo in questi giorni si parla di avviare test sierologici sulla popolazione, e ancora oggi, 19 aprile, si leggono titoli come questi:
Tutto questo baccano d’immagini e inseguimenti resi pubblici, è servito e serve a sviare l’attenzione dell’opinione pubblica non già da semplice errori, bensì da atti ed omissioni di rilievo penale dei quali si sono resi responsabili i più alti vertici politici e amministrativi. Basti dire che le oltre settanta pagine più allegati del piano nazionale del 2018 per far fronte alle epidemie, tipo SARS, è rimasto nelle sue predisposizioni operative lettera morta, non solo prima di questo evento, ma anche dopo aver dichiarata l’emergenza nazionale il 30 gennaio scorso, e poi anche in seguito quando era evidente che le cose stavano andando al contrario di come sarebbero dovute andare se incardinate secondo le misure prestabilite dal piano stesso.
Abbiamo sperimentato tensioni psichiche collettive che non credevamo possibili, siamo rimasti e viviamo ancora come sospesi, prigionieri di un racket politico, tecnocratico-scientifico ed economico che ci ha mostrato, insieme al proprio fallimento, la fragilità della nostra esistenza. La nostra arrendevolezza alla paranoia è stata quella tipica delle menti sotto assedio. L’arroganza, l’incompetenza e l’impotenza delle classi dirigenti sono alla luce del sole, ma è proprio per tale motivo che si tende ad oscurarle parlando d’altro.
E c’è chi scrive editoriali nei quali si duole che nella nostra costituzione non esista nulla che permetta di avocare nelle mani di una o poche persone poteri speciali per simili circostanze. Non è un caso che una simile norma non compaia nella nostra costituzione. Non dimentichiamo che l’articolo 48 della costituzione di Weimar ha consentito di mettere nelle mani di un fanatico analfabeta dei poteri speciali dai quali sono poi derivate norme legali per instaurare una delle più spietate dittature.


