Target
2 è un gioco, molto simile al gioco dell’oca, oppure una piattaforma
elettronica per il regolamento dei pagamenti in euro tra i Paesi della Ue?
L’uno e l’altra. Ovvero la piattaforma si comporta come un gioco. Pericoloso.
Supponiamo
che un’azienda italiana acquisti della merce da un’impresa tedesca per un
valore di 100 €, saldando con un bonifico. Il trasferimento del corrispondente
importo avviene elettronicamente. Poniamo dalla banca italiana Intesa (BI), la
quale chiede alla Banca d’Italia (BdI) di disporre il saldo dal proprio conto
di riserva che essa vi detiene. A sua volta la BdI chiede alla Banca Centrale
Europea (Bce), della quale le banche centrali dei paesi europei sono divenute,
con l’unione monetaria, semplici succursali, di effettuare il trasferimento, tramite sistema Iterlinking (rete telematica che
collega i sistemi di pagamento fra il sistema bancario nazionale e la Bce), di
100 € presso la Bundesbank (Buba), e da questa alla banca presso cui l’impresa tedesca
ha il conto, per esempio Deutsche Bank (DB).
Vi
sembra assurdo? Non ha importanza. Ciò che conta è che dal conto dell’azienda
italiana sono registrati a debito 100 €, e nel conto dell’impresa tedesca è
accreditato un pari importo. L’operazione di pagamento tra le due società è andata
a buon fine.
Senonché
la BdI, che detiene presso la Bce un proprio conto di riserva, si vede
addebitare 100 €. Sembra ancora più assurdo? Tranquilli, Salvini e Di Maio (quando avrà finito di stampare tessere) ci
spiegheranno il perché e il percome. Poi Enrico Mentana ci apparecchierà una
maratona. Dopo le elezioni europee. Per ingannare l'attesa Giovanni Floris riassumerà in dieci puntate la differenza tra promesse elettorali e voto di scambio.
Attualmente,
a seguito di questi pagamenti Target 2, la Banca d’Italia si trova ad avere un
passivo Target 2 di circa 500 miliardi di euro. La Germania, dal canto
suo, è arrivata a luglio scorso a registrare un credito di 976,3
miliardi di euro nei confronti degli altri paesi (Italia e Spagna su tutti).
Target
2, piattaforma elettronica per il regolamento dei pagamenti in euro tra i Paesi
della Ue, non fa che registrare
i rapporti di forza economici (surplus commerciale), ed ecco quindi spiegato il perché alla
fine del giro i 100 € pagati dall’azienda italiana a quella tedesca in realtà
figurano a debito dell’Italia.
Funziona
così da una decina d’anni. Prima, i saldi T2 dei Paesi erano intorno allo zero,
e questo avveniva perché gli istituti commerciali (Intesa - Deutsche Bank ecc.)
si scambiavano direttamente fra loro moneta elettronica (riserve bancarie, per
essere più esatti) sul mercato interbancario, un’operazione che andava ad annullare
i trasferimenti T2.
Semmai
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