Fare della satira su Trump è stato divertente e anche molto facile. Però è il presidente della più grande potenza militare e nucleare, oltre che economica e monetaria. Dunque non è come fare satira su Salvini o Macron.
Anche se ormai quasi nessuno ci fa caso, Trump ha ignorato più volte sia il diritto internazionale e sia quello costituzionale statunitense in materia di guerra. Ha agito ripetutamente in violazione della Carta dell’ONU, né ha coinvolto il Congresso, a cui la Costituzione conferisce il potere esclusivo di dichiarare guerra.
Trump è il volto degli Stati Uniti, il rappresentante eletto di uno Stato e di un Paese che si considera l’inventore della democrazia (della pizza e altro ancora). È l’esecutore di una politica che non è guidata e promossa solo ed esclusivamente da lui, dalla sua persona.
Nonostante tutto il clamore mediatico che circonda Trump, non dobbiamo dimenticare cos’è la democrazia liberale nella sua essenza, quali strutture di potere salvaguarda e quali individui vengono scelti per questo ruolo in un dato momento. È in questo reale contesto sociale che può verificarsi ciò che erroneamente interpretiamo come la follia di un presunto pazzo.
La follia di fondo è il capitalismo e l’imperialismo in un mondo che si sta squagliando, dove nuove potenze stanno emergendo ed entrano in feroce competizione. Di conseguenza, e secondo le leggi del capitale, la questione della guerra e della pace passa in primo piano nelle relazioni tra Stati e blocchi di potere in tutti i settori, dall’economia all’esercito.
In un mondo del genere, che ospita le più grandi minacce per l’umanità, in un mondo dolorosamente privo della forza e dell’influenza dei movimenti anticapitalisti e antimperialisti, non possiamo esimerci dall’analizzare e valutare le forze che stanno cambiando questo mondo oggi, e dunque decidere da quale parte stare.
La “follia” di un Trump è davvero diversa da quella di un Merz e dei suoi simili e della loro ossessione per una politica di potenza e la guerra? Per tacere dello Stato sionista che occupa la Palestina con metodi non dissimili da quelli dei nazisti. Dunque, mi pare evidente quali siano le potenze più aggressive, le più militanti e pronte a scatenare un conflitto locale o generale.
Molti europei e statunitensi non sono tra coloro che dimostrano di essere interessati a un confronto aperto e pacifico. Al contrario, sono di fatto favorevoli a una politica estera aggressiva e guerrafondaia. Lo dimostra il loro sostegno alla NATO e al regime fascista di Kiev, il loro sostanziale favore o disinteresse con il quale guardano a ciò che succede in Palestina. Tutto ciò ha e avrà sempre più delle conseguenze. Leggere la storia del passato e del presente come il risultato della follia di qualche leader politico è autoassolutorio ma fuorviante e catastrofico.
https://www.officinadeisaperi.it/agora/politica-e-cultura/con-questultima-aggressione-il-crollo-del-diritto-e-della-ragione-da-il-manifesto/
RispondiEliminaCi sarebbe da dire che non c'è un netto pre post Trump; nel senso che la logica dell'imperialismo non è cambiata si è solo resa più manifesta; non ci sono stati bei tempi andati, ma solo tempi in cui si "parlava" di diritto internazionale ma si facevano comunque omicidi mirati e guerre di conquista; insomma Trump o Biden sono parimenti due pezzi di m...., espressione del capitalismo rampante americano; Obama era certo più simpatico ma ha fatto guerra tragiche, solo che era coperto dalla sua bella faccia e ti faceva fesso col premio NObel premesso, questo invece è un pezzo di m... come effettivamente si presenta. Ciò dipende secondo me dallo sviluppo ineguale, come lo chiamava Lenin, non hanno più la possibilità di mostrare faccette lorsignori non hanno più tempo e si mostrano per quello che sono; occorre solo prenderne atto; e mettere da parte quei gruppi politici come la socialdemocrazia , leggi PD-AVS, che credono ancora nei bei tempi andati. non ce ne sono mai stati. è una illusione di prospettiva; i più "democratici" hanno la rogna sotto il mantello , gli altri sono appestati come appaiono; soo 80 anni che ce la menano con l'ONU, come ce l'hannno menata con la società delle nazioni; balle; al massimo c'era l'URSS e oggi c'è la Cina, per quello che valevano o valgono, pallidi tentativi di cambiare regime; adesso è il turno dell'0ccidente avanzato di cadere sotto i colpi della vecchia talpa.e speriamo sbuchi presto, non ce la faccio più
RispondiEliminaobama più simpatico, a chi?
Eliminaseriamente: prima c'era un ordine mondiale, con le sue nefandezze, ma c'era. oggi quell'ordine non esiste più e non se ne vede un'altro all'orizzonte. dall'equilibrio (nstabile quanto si vuole), allo squilibrio (che non sappiamo ancora cosa può riservarci).
oggi ci sono gli amici di Jeffrey Epstein nella stanza dei bottoni, qualche preoccupazione in più ce l'avrei
purtroppo gli amici di Epstein erano anche democratici; Olympe Obama ha scatenato barie cosette: le elenco: Libia (2011): L'amministrazione Obama ha guidato l'intervento militare della NATO, con attacchi aerei che hanno portato alla caduta del regime di Muammar Gheddafi. Questo intervento ha creato un vuoto di potere che ha portato a una prolungata instabilità nel paese.
RispondiEliminaISIS / Iraq e Siria (dal 2014): Obama ha autorizzato raid aerei e l'invio di consiglieri militari contro il sedicente Stato Islamico (ISIS) in Iraq e in Siria, una strategia definita come "degradare e distruggere" il califfato.
Afghanistan (Surge 2009-2011): Appena insediatosi, Obama ha aumentato il numero di truppe in Afghanistan (il cosiddetto "surge" di circa 30.000 soldati) per contrastare la ripresa dei talebani, proseguendo la guerra iniziata nel 2001.
Guerra dei Droni (Pakistan, Yemen, Somalia): Ha drasticamente aumentato l'uso di droni per attacchi mirati contro sospetti terroristi (al-Qaeda e affiliati) in paesi con cui gli USA non erano ufficialmente in guerra, causando anche vittime civili.
Interventi in Yemen e Somalia: L'amministrazione ha sostenuto la coalizione a guida saudita in Yemen e ha effettuato operazioni speciali e attacchi di droni in Somalia.
Siria (Guerra Civile): Ha approvato programmi della CIA per armare i ribelli moderati che combattevano contro il regime di Bashar al-Assad, pur evitando un intervento diretto su vasta scala.
Obama è stato il primo presidente statunitense a restare in guerra per TUTTI gli otto anni del suo mandato. Ammetto che ha anche ritirato la maggior parte delle truppe da Iraq (nel 2011) e ridotto la presenza in Afghanistan, cercando di allontanare gli Stati Uniti da conflitti di terra prolungati, ma in complesso non è stato certo un pacifista.
RispondiEliminapreciso una cosa: non ho mai avuto simpatia né per obama né per i democratici.
EliminaDonald Trump è cresciuto a contatto con la mentalità mafiosa di New York che tipicamente ha queste tre caratteristiche
RispondiElimina- Controllare il commercio con ricatti e accordi ad hoc
- Comprare i giudici per evitare la galera
- Uccidere il capo clan quando è apertamente ostile o non vuole trattare
Se prendiamo le mosse di politica interna ed estera combaciano perfettamente.
- I dazi sono il ricatto commerciale
- La corte suprema è stata in larga parte nominata da lui
- Maduro, Khamenei ricalca la logica dell'eliminazione del capo clan
Il problema che uno Stato ha una complessità tale che questa strategia può portare solo disastri nel medio-lungo periodo a cui nessno sarà preparato. Ridurre il mondo a continue faide tribali con la selezione del più forte mi fa tanto ricordare Gomorra in cui tutti, prima o poi, muoiono.
Bella vittoria.