Un raid aereo pakistano sulla capitale afghana, Kabul, ha ucciso più di 400 persone e ne ha ferite altre 265 lunedì sera. I rapporti indicano che il bombardamento ha colpito l’ospedale Omid, una clinica specializzata per tossicodipendenti. È una notizia passata quasi inosservata. E ormai dimenticata è anche quella delle giovani vittime della scuola di Minab assassinate con un missile Tomahawk.
Nulla è più banale della morte, nessuna vita può esistere senza la partecipazione della morte. Ma c’è modo e modo di morire. Nei conflitti bellici attuali una parola non usa più: “assassinio”. Si preferisce parlare di “uccisioni”. Anche nel caso di vere e proprie stragi. Come sappiamo essere asettici quando la morte riguarda gli altri. Ieri sera, alla radio, ascoltavo un “esperto” di questioni internazionali. Com’era asettico parlando di bombardamenti questo “teorico” del massacro. Di personaggi simili ne possiamo annoverare di illustri, da Giulio Cesare a Giulio Douhet.
A Firenze la Scuola Militare Aeronautica è intitolata al generale italiano Giulio Douhet. È il liceo “dove si formano i cittadini di domani”.
Nel 1921, fu pubblicato un libro intitolato Il Dominio dell’Aria, scritto dal generale Douhet. In esso, egli delineava una dottrina secondo la quale le guerre future sarebbero state vinte grazie all’aviazione, capace di radere al suolo le infrastrutture industriali del paese nemico, costringendolo così alla capitolazione. Douhet includeva nel suo piano il bombardamento di massa dei civili, perché, a suo dire, “le popolazioni, spinte unicamente dall’istinto di autoconservazione, esigeranno a qualsiasi costo la cessazione dei combattimenti, forse anche prima della mobilitazione dell’esercito”. Tutti gli stati maggiori volevano attuare questa allettante strategia, e i suoi effetti si videro a Guernica, Shanghai, Rotterdam, Londra, Berlino, Le Havre, Dresda, Tokyo, Hanoi e, più recentemente, a Gaza. Il risultato di questa nobile teoria è che non ha mai funzionato e però ha ucciso un numero enorme di civili innocenti.
E poi c’è la censura. In Israele è in vigore dalla Guerra dei Sei Giorni del 1967. Un esempio. Quando un missile iraniano ha colpito un obiettivo militare di Tel Aviv il 3 marzo, e le schegge hanno raggiunto una scuola vicina, era consentito riprendere solo la scuola. Poiché due giornalisti di CNN Türk avevano filmato anche il quartier generale militare durante una diretta, i due sono stati arrestati. Asettici e selettivi, se non si vogliono passare dei guai.

ho appreso (se non ricordo male) di Douhet leggendo Mersheimer che lo cita nel libro italiano La logica di potenza; e lo cita però per dire che le sue posizioni nonostante siano studiate in tutte le accademie militari sono smentite dall'esperienza storica; Mersheimer è un esponente del realismo politico offensivo, posizione oggi non maggioritaria; egli sostiene che sia il potere dell'esercito di terra a decidere i conflitti.sostiene il realismo strutturale, in particolare nella sua variante nota come realismo offensivo. La sua analisi si fonda su un approccio razionalista allo studio delle relazioni internazionali.il punto chiave del pensiero di Mearsheimer è che le grandi potenze perseguono attivamente la massimizzazione del potere e il dominio per garantire la propria sicurezza in un sistema anarchico.Mearsheimer assume che gli Stati si comportino in modo razionale, effettuando calcoli strategici basati su relazioni di forza e potere. L'incertezza costante sulle intenzioni altrui spinge gli stati a presumere il peggio e ad agire di conseguenza. non è marxista ma credo che si avvicini parecchio nelle conclusioni pratiche sul tema.
RispondiEliminache gli Stati si comportino in modo razionale, ci può stare, che effettuino calcoli strategici basati su relazioni di forza e potenza è ovvio se non sono dei suicidi. ma è il concetto di "stato", senza nessuna altra determinazione che risulta un'astrazione. sarebbe come dire, p. es., che il III Reich fu il frutto della volontà di H. e lo Stato fascista di M.
Eliminabeh non delle singole persone, al contrario le singole persone furono scelte dai rispettivi capitalismi per i proprii interessi; come diceva Bordiga nella teoria del battilocchio, un termine napoletano che indica sia una pizza allungata che una persona un po' frastornata , stonata diciamo, che cammina come gli americani nei film realisti del dopoguerra insomma, beh diceva Bordiga un battilocchio che svolga un certo ruolo si trova sempre fra i milioni della massa, ma non è lui che decide le cose, sono le cose che lo trovano, che lo individuano.; in questo senso lo stato di Mussolini o di Hitler era al conrario uno stato che i rispetttivi ineressi di parte avevano costruito trovandoci poi chi metterne a capo tra le milionate o miliardate disponibili; e va da se che SE la storia è matura succede anche per il partito comunista ( e speriamo sia la volta buona)
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