mercoledì 24 giugno 2026

Per chi avesse ancora voglia di giocare con le parole

Mentre in Italia i media si occupavano quotidianamente dei “bambini nel bosco”, i sionisti procedevano allo sterminio dei bambini palestinesi nella Striscia di Gaza. Non è un fenomeno marginale nella politica israeliana, bensì una prassi di governo: è la conclusione a cui è giunto il Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite in un rapporto pubblicato ieri.

Più di 20.000 bambini sono morti nella Striscia di Gaza dall’ottobre 2023, e oltre 44.000 sono rimasti feriti. Ciò significa che i bambini rappresentano circa il 30% delle vittime della guerra, secondo il rapporto delle Nazioni Unite. «Traumi di massa, orfanezza, separazione, disabilità, sfollamenti ripetuti, fame e il collasso dei sistemi di istruzione e assistenza sanitaria» hanno privato i giovani di Gaza della loro infanzia, afferma la commissione d’inchiesta. Inoltre, sono “sottoposti a torture e gravi forme di maltrattamento», tra cui «violenza sessuale», nelle carceri israeliane.

La rappresentanza di Israele a Ginevra ha definito il rapporto una “farsa calunniosa”.

«La Striscia di Gaza è piena di terroristi. Ogni bambino nato ora, in questo preciso istante, è già un terrorista», ha dichiarato il deputato del Likud Nissim Vaturi alla televisione israeliana nel gennaio 2025. L’ex presidente della Knesset, Moshe Feiglin, ha rincarato la dose nel maggio 2025: «Ogni bambino a cui state dando il latte ora violenterà le vostre figlie e massacrerà i vostri figli tra 15 anni», ha affermato in un’intervista televisiva. La sua conclusione: «Nessun bambino» dovrebbe rimanere nella Striscia di Gaza.

È una logica che attraversa come un filo rosso i genocidi della storia: la propria collettività viene immaginata come vittima, in opposizione a un gruppo che rappresenta il male assoluto. Per garantire la propria sopravvivenza, gli altri devono essere sterminati o cacciati. Questo include esplicitamente i loro figli, perché sono i cattivi di domani.

Haaretz ha riportato ieri che il Consiglio di Sicurezza Nazionale ha convocato una riunione lo stesso giorno per promuovere l’”uscita volontaria” da Gaza.

3 commenti:

  1. Di nuovo qualcosa che tutti sapevamo ma che i "liberali" di destra e di sinistra hanno fatto finta di non sapere. Ora non possono più fare finta, non cambierà assolutamente nulla ma non possono più evitare di dirsi complici.
    Pietro

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  2. Il liberalismo nella sua verniciatura di sinistra e la socialdemocrazia hanno concluso il loro compito hanno spianato la strada al moderno fascismo. Oggi chi non vede questo aspetto è complice di questa operazione.

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  3. L'umorismo è un uccello che fa spesso il nido negli anfratti della tragedia e questo ce lo ha dimostrato in special modo proprio la tradizione letteraria ebraica. In questo caso la circostanza davvero singolare che mi fa sorridere è come proprio gli ultra-sionisti, coloro che si indignano di fronte al termine "genocidio" (questione linguistica davvero marginale e con funzione dolosamente diversiva) e lo rifiutano infuriati siano poi quelli che si affannano di più a precisare ed esplicitare il carattere e le finalità sterminatrici di ciò che essi stanno perpetrando a Gaza e in Cisgiordania da quasi tre anni. Direi anzi che coloro che nel governo fiancheggiano da destra Netanyahu non abbiano assolutamente l'ombra d'un pelo sulla lingua quando trattano certi argomenti. Poi però, se a parlare di "genocidio" è un politico/intellettuale italiano d'opposizione, dalla destra e da gran parte della stessa opposizione si registra un immediato levarsi di indignati stracciamenti di vesti e di veementi accuse di infame estremismo. Estremista lui, capito, mica Otzma Yehudit.
    Topo il Ganzo

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