È stata effettuata la perizia da parte di un geologo prima di rilasciare le concessioni edilizie?
Alla fine di gennaio del 1985, lo Space Shuttle Discovery era decollato a meno undici gradi Celsius. Durante l’esame dei suoi razzi di lancio, recuperati dall’Oceano Atlantico, furono scoperte debolezze causate dal gelo nelle guarnizioni (gli O-ring). Furono trovati fuliggine e segni di bruciatura. Un altro millimetro e gli O-ring si sarebbero bruciati completamente.
Nel gennaio 1986, un ingegnere, nel corso di una conference call con i funzionari della NASA al Kennedy Space Center, aveva messo in guardia sulle criticità provocate dal gelo negli O-ring, e aveva proposto di rinviare il nuovo lancio di Challenger. Gli risposero di “togliersi i paraocchi da ingegnere e pensare come un manager”. Il giorno dopo, il 28 gennaio, si procedette al lancio con sette membri di equipaggio, tra i quali c’era l’insegnante Christa McAuliffe, che stava per diventare il primo civile nello spazio.
La notte precedente il lancio, come molti altri, Christa dormiva profondamente. I suoi figli attendevano con ansia due lezioni programmate di storia che l’insegnante avrebbe dovuto dare dallo spazio. Fin da piccola Christa era affascinata dalle donne pioniere negli Stati Uniti, era diventata presidente del sindacato degli insegnanti del New Hampshire, aveva fatto domanda per il programma Teacher in Space della NASA ed era stata selezionata nel luglio 1985 tra 11.000 candidati.
Milioni di americani erano incollati agli schermi la mattina del 28 gennaio 1986, e centinaia di altri riempivano le tribune a cinque chilometri dalla rampa di lancio. Lo Space Shuttle Challenger, insieme a Columbia, Discovery, Atlantis ed Endeavour, era uno dei cinque space shuttle riutilizzabili della NASA. Era il 25° lancio di uno space shuttle e il 1986 era destinato a diventare “l’anno più importante dall’inizio dell’era spaziale”.
Challenger aveva completato dieci voli dal 1983. Il lancio era stato posticipato di una settimana a causa del maltempo. Dopo anni di tagli al bilancio e di calo dell’interesse pubblico, ci si aspettava che i voli di routine dello Space Shuttle nello spazio riaccendessero la passione della nazione.
L’intera rampa era ghiacciata, con ghiaccioli lunghi metri che pendevano ovunque. Non si era mai verificato un decollo con un freddo così intenso. Sperando che il ghiaccio si sciogliesse, il centro di controllo decise di aspettare due ore.
Tutto andò secondo i piani. I motori si accesero. Lo strano pacchetto, composto da due razzi di lancio, il serbatoio color ruggine alto 46 metri, pieno di ossigeno e idrogeno, e la navetta agganciata, si levò in aria. Dopo una virata controllata, venne raggiunta la traiettoria leggermente inclinata e il Challenger accelerò fino a una velocità di 1.600 chilometri orari. Poi la spinta fu ridotta; a un’altitudine di 11.000 metri, raggiunsero il Max Q, il punto più critico. Se la navetta avesse volato troppo velocemente, la pressione dinamica dell’aria avrebbe potuto distruggere l’intero velivolo. Ma anche questo non si rivelò un problema. Negli strati d’aria più rarefatti che seguirono, i motori furono portati alla massima potenza. La navetta, per superare la gravità terrestre, avrebbe dovuto raggiungere i 28.000 chilometri orari.
Al momento non si registrò nessuna perdita termica, né un incendio alle guarnizioni fragili e una conseguente esplosione. Ma all’improvviso, lo Challenger esplose in una palla di fuoco, seguita da lunghe scie di condensazione bianca. I detriti dello shuttle, compresa la cabina separata con gli astronauti, precipitarono nell’Oceano Atlantico. Ci fu un breve silenzio nel centro di controllo della NASA prima che lo speaker annunciasse con involontaria ironia: “Abbiamo un grave malfunzionamento”.
La CNN, l’unica rete a trasmettere in diretta il lancio e a mostrare la tribuna VIP, aveva inquadrato in quel momento i volti dei genitori di Christa. Il mondo intero ha assistito alla loro iniziale gioia trasformarsi in incredulità e orrore. Anche gli scolari dell’insegnante, con i cappellini da festa, sono stati mostrati in diretta televisiva. Lo spettacolo doveva continuare.
Il presidente Reagan nominò una commissione d’inchiesta. Tra i suoi membri figurava il premio Nobel per la fisica Richard Feynman, che un paio di settimane dopo confermò, dopo un semplice esperimento, quanto l’ingegnere aveva testimoniato nelle udienze iniziali in merito ai suoi disperati avvertimenti alla dirigenza: usando un bicchiere d’acqua ghiacciata, dimostrò che la plastica degli O-ring del razzo a propellente solido destro aveva perso la sua elasticità a temperature inferiori a zero gradi Celsius.
Le riprese cinematografiche e televisive confermarono: appena 0,678 secondi dopo l’accensione, un piccolo fungo di fumo nero emerse dal razzo di lancio destro. Dopo 58,8 secondi, si trasformò in un getto di fiamma. Questo crebbe in pochi secondi fino a diventare un getto di fuoco che distrusse rapidamente il supporto del grande serbatoio. Ma solo 73 secondi dopo il lancio l’esplosione fu visibile sia agli spettatori che ai dipendenti della NASA.
L’intero programma Space Shuttle fu sospeso per due anni.
Il programma Space Shuttle, sviluppato a partire dagli anni ‘70, mirava a rendere i voli spaziali significativamente più economici rispetto ai lanciatori tradizionali, riutilizzando i componenti del sistema. Divenne cruciale per la costruzione della Stazione Spaziale Internazionale (ISS), poiché consentiva il trasporto di grandi moduli nello spazio. Permise inoltre la riparazione e il miglioramento del Telescopio Spaziale Hubble. Tuttavia, il programma fallì a causa dei costi sempre crescenti di ricondizionamento degli orbiter e dei lanciatori.
Dopo la conclusione del programma nel 2011, gli astronauti statunitensi dovettero raggiungere la ISS utilizzando le capsule russe Soyuz. Questo fu uno dei motivi per cui la NASA lanciò il Commercial Crew Program per promuovere le aziende private. Nel 2020, SpaceX, la società di Elon Musk, ha lanciato con successo un veicolo spaziale con equipaggio (missione Crew Dragon Demo-2)). Da allora, l’azienda conduce i voli di rifornimento con equipaggio della NASA verso la ISS con la sua navicella spaziale Dragon 2 e, dal 2021, effettua anche voli spaziali turistici.

La cosa era nota almeno dal 1790 a stare agli annali. La differenza col fatto della NASA è che erano eventi sotto gli occhi di tutti e dunque c e anche una quota di umana atupidità
RispondiEliminami è scappato un commento incompleto lo ripeto qua chiedendo venia; la differenza che mi salta agli occhi con l'episodio della Nasa è che la questione di Niscemi, che si avvia a diventare un altro "dramma giallo e sinistro" come li chiamava Bordiga, non era nascosto come l'anello del razzo, era conosciuto da tutti, aveva dato luogo a pesanti eventi almeno due volte nella storia e almeno dal 1790. Dunque c'è qualcosa di più della semplice incapacità di raffrontarsi con la natura propria del capitalismo che o la domina o la subisce, c'è anche ua quota di fatalismo del nostro Sud (sono di Napoli, so di cosa parlo) una componente culturale da non trascurare; è una cosa da aggiungere alla solerte efficienza del capitalismo nel produrre disastri che sono appunto "prodotti" non succedono, non sono disgrazie, sono la norma del rapporto con la Natura. Sere fa assistevo ad un documentario sull'assedio di Masada; e si faceva vedere che ai tempi i Romani costruirono un manufatto per portarsi alla base delle mura che oggi era interpretato come un pezzo di natura, una montagna di materiale messa lì peraltro in poche settimane, una cosa enorme che non si "vede" subito tanto è grande; non dubito dunque che con i potenti mezzi moderni la frana di Niscemi si potesse fermare e forse si può ancora farlo a patto di abbattere una striscia di case per almeno 50 o 100 metri per abbassare la pendenza della scarpata ai fatidici gradi calcolabili con i metodi per valutare la stabilità del pendio e costruire una muraglia di contenimento, anche se 4 km mi appare una cifra enorme anche per i potenti mezzi odierni. Chiaramente ciò avrà uno strascico di enormi perdite per i proprietari dei terreni eliminati e delle case ed anche per gli sfollati; quota che pagherebbe pantalone trasferendo nalla rendita una quota di tasse e potendo spostare lì una parte dei folli investimenti per il ponte di messina; per fortuna al momento il numero di morti è ancora zero, ma non disperiamo, fra Salvini e la mafia di Niscemi (non abbastanza "disarticolata"), ce n'è abbastanza per farne ancora qualcuno. Scusate il cinismo.
RispondiEliminaDico la mia a proposito della “componente culturale da non trascurare”. La lettura dei Vicerè di Federico De Roberto, se si prescinde dalle prime 100 pagine che ricordo mi parvero “pesanti”, è imprescindibile; ma forse ancora più importante da un punto di vista sociologico è la lettura di ciò che segue, vale a dire L’imperio, laddove (vado a memoria) il rampollo degli Uzeda, Consalvo, fattosi deputato, dà il meglio di quella “cultura”. Viene poi Tomasi, che nella quarta parte cesella e sintetizza in modo insuperato l’essenza di quella “componente culturale”, ben al di là della fresetta famosa sulla conservazione perseguita attraverso il cambiamento (simulato). Del resto, solo un siciliano poteva farlo. Leonardo Sciascia ebbe a criticare Tomasi, ma la sua critica mi pare (si parva licet) più moralistica che di contenuto. L’essenziale di Tomasi lo colgo in una frase di don Fabrizio, quando dice che i siciliani devono cambiare aria giovanissimi per non subire l’influsso di quella “componente culturale” isolana. Non è fatalismo e rassegnazione, ma una presa d’atto della realtà storica.
Eliminada più di 10 anni solo un siciliano poteva presiedere questo nostro grande paese
EliminaCara Olympe non scorderò mai l'aneddoto che si racconta a proposito dei napoletani che dopo uno dei tanti ritorni di Ferdinando I (il re lazzarone) a palazzo lo acclamavano sotto il balcone nella gran piazza Plebiscito; viva il re viva il re, maestà, dissero "vulimmo essere fanatici" (vogliamo essere fanatici); a questo punto con magnanimità il re Ferdinando concesse" e pure fessi"!; e tutti ad applaudire! questa è l'anima della mia (ormai ex) città
RispondiEliminaun commento tecnico dettagliato qui: https://www.focus.it/scienza/scienze/perche-la-collina-di-niscemi-si-muove-la-spiegazione-scientifica-della-frana
RispondiEliminaGentilissima, io sono siciliano e questa interpretazione di Tomasi, grandissimo scrittore, non l'approvo. E' il giudizio del nobil signore che critica dall'alto della sua cultura ed umanità il viddano siculo ignorante e lurido. Il fatalismo è una componente culturale che i "dominatori" le classi dirigenti siciliane e quelle del nord hanno inculcato con il bastone e il sangue alle masse contadine siciliane. Sciascia grazie all'insegnamento di Eric Hobsbawm ha compreso che l'autonomia siciliana era diventata la struttura portante del potere mafioso. Anche Tomasi di Lampedusa nel suo commento aveva compreso che l'autonomia sarebbe fallita. Leggere il Gattopardo solo in funzione di un'interpretazione dell'ottocento è limitante. Ha mai visto un politico "anti-mafioso" proporre modifiche radicali delle istituzioni autonomiste della Sicilia. Senza dimenticare che la mafia siciliana è servita sempre agli interessi USA ed ancora le serve. Sigonella è la base militare più importante americana in Europa , ha ospitato fino a 30.000 americani. Riferimenti bibliografici, Eric Hobsbawm i ribelli, e poi Sciascia sull'autonomia in di Scritti sulla Sicilia di Mario Mineo (a cura di Violante e Castiglione, Flaccovio 1995). Infine un'osservazione il povero paese di Niscemi, come molti paesi siciliani fu costruito in alto su una collina argilloso per sfuggire alla malaria.
RispondiEliminaGentilissima, io sono siciliano e questa interpretazione di Tomasi, grandissimo scrittore, non l'approvo. È il giudizio del nobil signore che critica dall'alto della sua cultura ed umanità il “viddano siculo” ignorante e lurido. Il fatalismo è una componente culturale che i "dominatori" le classi dirigenti siciliane e quelle del nord, e prima i dominatori stranieri, hanno inculcato con il bastone e il sangue alle masse contadine siciliane. Sciascia grazie all'insegnamento di Eric Hobsbawm ha compreso che l'autonomia siciliana era diventata già negli anni ’50 la struttura portante del potere mafioso, il versante legale. Anche Tomasi di Lampedusa aveva compreso che l'autonomia sarebbe fallita. Leggere il Gattopardo solo in funzione di un'interpretazione dell’Ottocento è limitante. A proposito si è mai visto un politico "anti-mafioso" proporre modifiche radicali delle istituzioni autonomiste della Sicilia? Oltre a ciò, la mafia dal 1945 è chiaramente funzionale al controllo militare dell’isola da parte USA. Infine, un’osservazione per lo straziato paese di Niscemi è stata costruita su un poggio per evitare gli effetti della malaria, a quei tempi endemica. Riferimenti bibliografici Eric Hobsbawm I Ribelli. Forme primitive di rivolta sociale; Sciascia in Scritti sulla Sicilia di Mario Mineo (a cura di Violante e Castiglione, Flaccovio 1995). ( mi scuso se ho postato due volte l'intervento, problemi di connessione)
RispondiEliminaCaro Giuseppe il "sistema" siciliano è anche quello che è raccontato in questo articolo qua: https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2026/01/29/frana-in-sicilia-trentanni-di-incuria-cosi-niscemi-e-venuta-giu/8272559/ come spiegare che gli abitanti di Niscemi che certamente non sono scemi! (scusatemi il gioco di parole) abbiamo assistito senza protestare a questo gioco delle tre carte e alla sostanziale inazione locale?
RispondiElimina