venerdì 1 febbraio 2013

Carovita



Per fortuna ci ha pensato la Consulta a cassare una vera ingiustizia. I tagli tra il 5 e 10% delle retribuzioni superiori ai 90mila euro dei dirigenti pubblici sono incostituzionali. Lo stesso vale per la decurtazione degli stipendi dei magistrati. E questo si sapeva da qualche mese. Nuova è invece un’altra decisione: è destinato ad aumentare lo stipendio dei top-manager pubblici del 3,1%, che corrisponde grosso modo all’inflazione media del 2012. Il nuovo livello retributivo ammonta dunque a 302.937,12 euro per il 2012 e da qui discenderà l'adeguamento degli stipendi dei super-dirigenti per l’anno in corso.

Niente da fare invece per gli stipendi dei dipendenti pubblici fermi da vari anni e per le pensioni dei nababbi, ossia quelle superiori ai 1.217 euro netti il mese. Un pensionato che si trova in questa fascia ha già perso 363 euro nel 2012 e ne perderà 776 nel 2013. Un pensionato con un reddito mensile di 1.576 euro netti (2.000 lordi) nel 2012 ha perso invece 478 euro e nel 2013 ne perderà 1.020. La mancata rivalutazione della pensione, sommandosi a quella dell’anno precedente, porterà quindi quei sei milioni di pensionati a ritrovarsi nel biennio 2012-2013 complessivamente con 1.135 euro in meno. Il mancato adeguamento si farà sentire sull’importo delle pensioni ovviamente anche per tutte le altre annualità a venire, vale a dire circa un 50 euro al mese a vita. Tuttavia, anche per coloro che percepiscono una pensione netta inferiore a 1.217 euro netti al mese, gli adeguamenti non compensano minimamente l’aumento di prezzi e tariffe.

Per quelli che hanno tanto da ridire sulla dittatura del proletariato, ecco servita una delle tante e infinite varianti della dittatura della borghesia.


2 commenti:

  1. La Consulta è un organo di "giustizia" politica e di classe.

    Anche un cieco capisce che tassare una sola categoria di lavoratori quando si ammalano solo perché si ammalano, e le altre categorie no, è ingiusto e incostituzionale. A maggior ragione quando sia gli uni che gli altri già pagano le tasse - specialmente i malati tassati, gli altri a volte già meno - e quindi anche il servizio sanitario nazionale.

    Eppure questo è quanto accade in Italia, grazie a Brunetta. Ed è quanto la Consulta ha legittimato con una delle più incredibili sentenze mai viste. Una sentenza che non è nemmeno una sentenza di costituzionalità: semplicemente giustifica la tassa sulla malattia come doveroso contributo al risanamento delle finanze nazionali chiesto a quei cittadini di serie C, a quegli ebrei del ventunesimo secolo che sono i dipendenti pubblici. Un po' come, appunto, la tassa sugli ebrei in quanto ebrei, piuttosto comune nell'Europa di un tempo.

    mauro

    RispondiElimina
  2. solo del 5-10% ? è morale che il signor Antonio Manganelli , capo della Polizia, debba percepire 600 e rotti mila euro l'anno per un incarico PUBBLICO? cosa rischia il supremo rispetto ad un suo agente che è di pattuglia, di notte, per strada e che non ha nemmeno la certezza di poter rifornire di carburante l'auto di servizio ? ciao Olympe

    RispondiElimina