Le loro encicliche generano più clamore di una grande scoperta scientifica. I loro viaggi, chiamati pellegrinaggi e coperti da media adoranti, attirano decine di migliaia di inebetiti. Ci sarebbe da chiedersi il perché, se la risposta non fosse già stata data da un mio amico di Treviri, quella che vede la comparsa dell’uomo produttore e prodotto della merce, ossia vittima della congiunzione tra schiavitù economica e religiosa (vedi alla voce “alienazione”).
Troppo spesso si dimentica che il Papa cattolico è tra i massimi rappresentanti a livello mondiale del pensiero irrazionale, quel pensiero che rappresenta la codardia di coloro che vi si rassegnano, quelli che hanno una vera passione per la sofferenza, che sacralizzano, e provano un vero amore per la povertà altrui: “C’è qualcosa di bello nel vedere i poveri accettare il loro destino e soffrire come Cristo durante la sua Passione”.
Questi fanatici della dimensione metafisica, di scienza ne capiscono meglio di chiunque altro. Infatti ritengono che “la fede nella creazione offra la spiegazione più completa e migliore di tutte le altre teorie”. Misogini, questi falsi eunuchi (Mt 19,12) impartiscono lezioni sui comportamenti sessuali degli altri. Esperti delle problematiche della famiglia, pur non avendone una loro, sono pedagogisti insuperabili per quanto riguarda l’educazione dei figli (degli altri), ma insuperabili anche nel molestarli sessualmente.
Custodi della sacralità della “vita”, rivendicano il ruolo di istruire e guidare, di avere le competenze necessarie a garantirne la sicurezza etica e morale del mondo intero. Fino al punto di definire “sicari” i medici che praticano l’interruzione di gravidanza, un “crimine abominevole”, laddove già da subito l’ovulo fecondato avrebbe statuto di soggetto giuridico. E del resto, già chi si masturba commette peccato, per fortuna scontato a caro prezzo, ossia con la cecità.

Volevo leggere questo pezzo ma sono stato colto da cecità.
RispondiEliminaPietro
Ps Intanto successone d'affluenza alle urne ma si farà finta di niente come sempre
😄
Elimina"... la comparsa dell’uomo produttore e prodotto della merce, ossia vittima della congiunzione tra schiavitù economica e religiosa (vedi alla voce “alienazione”)."
RispondiEliminaLe due forme dominanti di alienazione umana.
La produzione materiale è in rapporto generativo simmetrico con le immagini mentali sia degli oggetti fisici che delle procedure produttive, almeno a livello direttivo nella produzione capitalistica- la produzione materiale stimola la produzione mentale di nuova produzione materiale in un processo continuo di proliferazione controllata forse soltanto nei modi di produzione con lo sfruttamento di uomini e natura.
Nelle religioni la produzione di immagini mentali è bloccata ad insiemi di idee imposte e loro corollari, sia per gli amministratori che per gli amministrati - il corpo ideale imposto non ha con la realtà materiale il rapporto simmetricamente generativo che ha la produzione materiale - la sola attività mentale rinnovabile nelle religioni è quella procedurale di controllo e mantenimento.
L'alienazione mentale prodotta dai modi di produzione materiale fruisce della alienazione mentale prodotta dalle religioni mediante la precoce induzione del blocco immaginativo su idee senza rapporto con la realtà materiale.
Il rapporto generativo simmetrico che la produzione materiale ha con le immagini mentali è un concetto che andrebbe precisato meglio, secondo me..
EliminaProvo a precisare quello che avevo in mente.
EliminaL'umano immagina che con il ramo lì per terra arriverà a far cadere il frutto troppo in alto per le sue braccia, prende il ramo e lo fa - se non ci riesce cerca un ramo più lungo, se ci riesce si tiene il ramo per la prossime occasioni. Rapporto con la realtà che genera immagini senza produrre nuova realtà materiale. La novità rispetto agli altri animali è il tenersi il bastone.
Se immagina di usare il ramo come arma, gli fa una punta e se immagina che una punta di pietra sia più funzionante si mette a fare una punta di pietra. In questo caso le immagini prodotte nel rapporto con la realtà materiale diventano comportamento, procedura di produzione materiale di un oggetto mai esistito prima, e a seconda di come il processo produttivo procede, e di come la punta risulta funzionare, nella sua mente si formano immagini in base alle quali lascia la punta come è o la modifica, o ne fa un'altra diversa. Le immagini mentali generano la produzione materiale che a sua volta genera immagini mentali. Il rapporto umano con la sua produzione materiale è simmetricamente generativo, se si intende l'uomo in generale, come specie - non vale certamente per l'operaio in fabbrica che produce tutto il giorno bulloni, quando è solo il prodotto del suo lavoro a generare le immagini, quelle della sua alienazione.
Il tuo amico di Treviri, come pure il mio amico di Freiberg, hanno proposto due teorie per spiegare l'origine del sentimento religioso. Purtroppo le teorie, anche se perfettamente ragionevoli e comprensibili non riescono a spiegare completamente le cause di questa malattia che inspiegabilmente su centinaia di milioni di esseri viventi, dall'ameba al rinoceronte, colpisce solo il genere homo (lasciando perdere il sapiens).
RispondiEliminaIo mi sono fatto un'idea sull'origine del sentimento religioso, anche tenendo conto di quello che dicono Karl e Sigmund. Mi sembra ancora più significativa l'operazione di marketing fatta dal cristianesimo duemila anni fa. Infatti, i pagani cercavano di procacciarsi il favore degli dei per ottenere benefici in questa terra, e ognuno può vedere la limitatezza di quella prospettiva. I cristiani hanno avuto l'idea vincente: non su questa terra, non in questa vita, ma nella vita futura avrai il premio o la punizione. E qui non c'è limite: per tutta l'eternità, cazzo!
EliminaE' un'idea vincente, perché non solo non ti dà la controprova, ma fa fulcro proprio sul dubbio: ti conviene scommettere, se n'è accorto anche Pascal.
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