lunedì 5 ottobre 2026

Masochismo


In Italia, il centrosinistra si sta autodistruggendo in modo molto efficace. E non potrebbe essere altrimenti. I grandi media, alla ricerca delle cause, stanno improvvisamente scoprendo il vuoto. Del resto ci sono voluti solo trent’anni per approdare a tale consapevolezza, proprio perché in molti hanno dimenticato da tempo cosa dovrebbe rappresentare la sinistra, sia pure moderatissima e sedicente riformista.

Le politiche economiche e sociali perseguite con i governi di centrosinistra sono state, anche solo vagamente, progressiste e di sinistra? C’è uno stato sociale che garantisce buoni salari, posti di lavoro decenti e previene la disoccupazione? Quale classe sociale ha goduto i maggiori favori dai governi europei e dalla UE?

Tanto per dire, il riarmo europeo l’ha intrapreso la destra o la sinistra? I diversi sistemi fiscali per favorire i grandi capitali e i patrimoni sono un’idea di chi? Precariato e sottoccupazione sono frutto delle politiche di chi? Le periferie metropolitane afflitte da povertà e carenza di servizi sono un lascito di governi di destra e di sinistra? E i tagli alla spesa sociale e la privatizzazione dei servizi? Uguale.

Per quanto ci riguarda direttamente, il massimo che possa rivendicare la sinistra parlamentare negli ultimi trent’anni sono le “lenzuolate” di Bersani (ma le banche continuano a macinare decine di miliardi di utili netti ogni anno) e gli 80 (ottanta) euri di Braccobaldo Show. E ora criticano gli sconti sui carburanti, ma nessuno propone un tetto massimo ai prezzi.

Insomma, in che cosa si differenziano destra e sinistra? Nessuno realmente lo sa. Se proprio vogliono parlare di riforme, esse devono raggiungere i luoghi in cui le persone le vivono concretamente: nella vita di tutti i giorni, sul lavoro e nei servizi sociali.

Invece si procede con mance, condoni ed esenzioni. In tal modo, con qualsiasi governo, l’Italia si colloca stabilmente ai vertici dell’Unione Europea per volume assoluto di evasione fiscale. Padroni, professionisti e i componenti delle categorie di lavoro autonomo possono versare le imposte di propria sponte, e dunque decidere se e quanto dichiarare, mentre i salariati sono munti alla fonte. Questo meccanismo, da quasi tutti ritenuto ovvio, produce la prima e più marcata disparità di classe, l’ineguaglianza sostanziale che contraddice la presunta pari dignità sociale.

Che gli elettori votino per i fascisti e i nazisti non scuote questi presunti democratici più di tanto. Con Berlusconi hanno pure appoggiato il governo Monti, perché serviva a salvare l’Italia dal default. Così ci hanno mentito tutti concordi. Le elezioni non hanno mai conferito un mandato per un cambiamento radicale, tantomeno in Italia, un Paese solo formalmente sovrano. Pertanto, pensare che le cose possano cambiare andando al voto è non solo illusione ma anche masochismo.

Possibile che questo Paese non sia ancora stanco di questo sistema tutto sommato a partito unico, composto da snob borghesi e presuntuosi imbecilli che ci rifilano delle frottole? 

1 commento:

  1. Si vota qui o là come si va in curva nord o sud, per abitudine e consuetudine, senza pensare. Intanto i verdi britannici ci hanno ricordato che sinistra è innanzitutto antifascismo.
    Pietro

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