Nulla di nuovo sotto il sole. Come avevo già scritto in passato l’elettorato ebraico di Palestina non vuole alcun accordo con i palestinesi, può al massimo tollerarli come infermieri, camerieri autisti, giardinieri, personale di servizio. Quanto alla borghesia palestinese è meglio stendere un velo pietoso, non da oggi.
L'errore fondamentale compiuto dai palestinesi non è stato quello del 1948, ma risale a molto tempo prima, e ormai non c’è più nulla da fare. L’unica speranza che avevano i popoli arabi di liberarsi degli ebrei in Medioriente è stata offerta dal terzo Reich, ma sappiamo com’è andata a finire.
Chi leggerà queste parole storcerà il naso, per non dire altro, ma si tratta della pragmatica storica, ossia del realismo cinico di cui essa è intrisa, e che riguarda non solo le sorti dell’ebraismo ma anche quello dell’umanità intera e, come vediamo ora, dei palestinesi. Del resto, la storia è storia di stermini e di assassinii di massa.
Poi, nel dettaglio lo schema è ben noto: queste atrocità sono commesse da individui imbevuti da idee estremiste elaborate e diffuse da ideologi. Va anche detto che non si può mettere nessuno in prigione per le sue idee, ossia dimostrare fin dall’inizio un nesso causale tra questa retorica e atti criminali, così in tal modo nascono e si diffondono ideologie che fanno presa come quelle di Hitler e Netanyahu.
Quando bambini e adolescenti manifestano qui nella civile Europa per il diritto all’istruzione e vengono picchiati, gasati, mutilati e accecati per strada dalla polizia, tutto può improvvisamente degenerare in criminalità. Basta sentire in giro con quanta sicurezza marziale la gente più o meno comune confonde il potere con l’oppressione.
È il sogno inespresso della borghesia benestante quello di provare cosa significhi dominare: un piacere che raramente le viene concesso dai mercanti e dai banchieri.
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RispondiEliminaLi hai lasciati senza fiato
RispondiEliminaCondivido quanto scritto sul mio diario il 20 ottobre di quest'anno.
RispondiEliminaUna strana coincidenza di date. Il 20 ottobre 2022 (esattamente 4 anni fa), commentando la lettera alla madre di Cagol scrivevo “Tutto questo avverrà quando ai volti sorridenti dei giovani manifestanti per la pace che cantano e ballano si sostituiranno quelli cupi dei padri di famiglia che chiedono non più pace, ma pane”.
Sembra che “finalmente” ci siamo. Una massa informe di persone a prima vista molto diverse si sta agitando. Studenti, agricoltori, trasportatori, insegnanti,…. Sembrano movimentarsi in modo sparso. Non riescono ancora a capire che le loro frustrazioni sono il risultato della stessa causa.
Ci sono padri di famiglia non avvezzi alla rivolta che non riescono più a mettere il pane a tavola e non capiscono come, dopo una vita di sacrifici, le loro risorse e le loro forze si stiano esaurendo. Ci sono ragazzini molto più inclini alla rivolta che non vedono altro che un futuro di rinunce e privazioni. Chiedono che il “diritto allo studio sia garantito” e da quando sono nati sentono che purtroppo c’è una qualche crisi che incombe. Senza aver letto Marx o nessun altro economista/sociologo, vivono sulla loro pelle la crisi strutturale sempre più continua del capitalismo (Covid, crisi energetiche e guerre in primo piano) e non sanno più come esprimere la loro frustrazione. Non più la borghesia, che ormai è scivolata sempre più nel proletariato, ma la finanza ha pensato di poter continuare all’infinito l’estorsione di lavoro da braccia sempre più disperate che stanno invecchiando.
La soluzione è stata togliere gli spazi di condivisione di idee e vita, dai rave party alle manifestazioni ai centri sociali. Non hanno trovato di meglio che impedire qualsiasi luogo dove le idee possano svilupparsi. Sono così ottusi che non si rendono conto che il loro business è anche l’autostrada su cui possono viaggiare le idee. Ci sarà sempre un Datacenter non controllabile che si presenterà come “alternativo” magari soltanto per intercettare qualche spicciolo in più e fornirà l’infrastruttura su cui le idee viaggiano. Ora che sono con le spalle al muro, l’unica azione che gli è rimasta è schierare l’esercito nelle strade. I fascisti sono sempre stati convinti di poter fermare le idee con la repressione, ma credo che questa volta la frustrazione della gente potrebbe trasformarsi in disperazione e anche uno sbirro potrebbe trovarsi a dover manganellare suo figlio incazzato perché’ il padre difende il suo futuro di raccoglitore di merda di quel chihuahua il cui giacchetto tempestato di diamanti risplende come una visione pornografica nelle vetrine di Via Montenapoleone. Grazie come sempre per tutto quello che scrive. Muzio