lunedì 14 settembre 2026

Viaggio d'inchiesta

 

Il mio mestiere (un mestieraccio) di blogger, lo prendo molto seriamente. Quando posso, lascio tutto e vado a verificare di persona l’origine delle notizie. Venerdì ho pubblicato un post relativo a un verbale di contravvenzione dei vigili urbani nel quale era contestato alla “persona a margine generalizzata, in presenza di più persone, bestemmiava con parole oltraggiose le divinità venerate dalla religione di Stato”. Sembra che il malcapitato fosse un giovane su una motoretta. Nel post ponevo delle domande che non hanno trovato risposta. Per questo ho deciso di verificare di persona come si sono svolti i fatti.

Nel post avevo scritto che il verbale era stato redatto dai “vigili del Lido di Venezia”. Questo è esatto solo in parte, poiché in testa al verbale compare la scritta “Pellestrina”, una sottile lingua di terra nella Laguna di Venezia. Dunque, la mia decisione è stata quella di recarmi sul posto per avere un’idea generale più chiara della situazione locale, e, se possibile, intervistare i vigili della sede locale, magari scoprendo l’identità del multato. Intervistarlo sarebbe uno scoop, che neanche Emilio Fede con Maurizio Cocciolone.

La trasferta sull’isola è tutta a mie spese da quando Putin non mi versa più un rublo per il blog. Consulto internet, appare AI Overview che mi dice che il modo migliore, una volta raggiunta la stazione di Santa Lucia, è quello di prendere un vaporetto ACTV fino al Lido di Venezia e poi proseguire con l’autobus della linea 11. La frase esatta è questa: “Dalla fermata dei vaporetti fuori dalla stazione Santa Lucia, prendi la linea 6 o la linea 5.1 fino al Lido (Santa Maria Elisabetta). Il viaggio dura circa 35-40 minuti”.

Dio solo sa quanto sono una persona pedante, rompicoglioni e scrupolosa: consulto l’orario ACTV per avere conferma degli orari sia del vaporetto della linea 6 e sia dell’autobus della linea 11. Traccio il programma: alzata alle 7.15, partenza dalla stazione del treno alle 9.35, arrivo a Venezia Santa Lucia, imbarcadero della linea 6 fuori dalla stazione, vaporetto delle 10.41, arrivo al Lido alle 11.12, autobus linea 11 alle ore 11.30. Orario di arrivo a Pellestrina: 12.15 – 12.20, con lieve brezza da nord-est. Neanche “Furio Zòccano” mi batte.

Tutto secondo i piani prestabiliti? E invece arrivati a Venezia è incominciata l’avventura. La linea 6 del vaporetto non si trova “fuori dalla stazione Santa Lucia”, ma in Piazzale Roma. Non è proprio la stessa cosa. Con i minuti contati, ci siamo dovuti accontentare di prendere il vaporetto della linea 2, cosa che mandava a pallino la concatenazione degli altri orari previsti (ciao Furio).

Ma il bello doveva ancora arrivare. La linea 2, dopo Rialto e San Marco, normalmente prosegue per Sant’Elena e quindi per il Lido. Sennonché, arrivati a San Marco, scopriamo, così come altri viaggiatori, che quel vaporetto non avrebbe proseguito. Per quale motivo? Ci viene detto che si tratta di un “bis”, previsto per la mostra del cinema. Tanto meglio, osservo, avrebbe dovuto proseguire per il Lido. Eh no, il “bis” è stato mantenuto ancora per un giorno, ma la mostra del cinema, ci viene rivelato come se fossimo degli ottentotti, “si è chiusa ieri”, per cui la corsa terminava a San Marco. La logica non è affatto stringente, ma le conseguenze sono chiare.

Sembra Kafka? Ma non esageriamo, è solo Anton Čechov in viaggio all’isola di Sachalin (se non avete ancora letto il suo poderoso resoconto, sbrigatevi a farlo). Arrivati al Lido, si scopre che la corsa dell’autobus della linea 11 per Pellestrina (è prevista una corsa ogni mezz’ora), quella teorica delle ore 12, non c’è. Non è prevista dall’orario. Devono pur mangiare a quell’ora anche gli autisti. Del resto si tratta di poco più di mezz’ora d’attesa, nulla a confronto di ciò che aspettava ieri nel tardo pomeriggio ai viaggiatori delle linee ferroviarie per Napoli e Torino (investimento tra Monselice e Terme Euganee, ritardi fino a due ore).

Alle 12.30, l’autobus della linea 11 puntualmente parte, noi per fortuna seduti, altri stipati in piedi come pinguini imperatore. Seduta di fronte a noi c’è una coppia di anziani signori britannici, i quali parlano un loro pressoché incomprensibile (per noi) dialetto. Giunto dopo una mezz’ora al Faro Rocchetta, l’autobus, con il suo carico stipato e accaldato, s’imbarca sul traghetto, che puntualmente comincia a muovere per Santa Maria al Mare, ossia per la punta più settentrionale di Pellestrina. Dopo pochi minuti, si sbarca e si prosegue sullo stesso autobus lanciato lungo l’isola (in totale circa 11 chilometri).

Primo appunto: gli autobus della linea 11 sono elettrici e non sono molto grandi (per via dell’imbarco sul traghetto), sono frequenti (salvo pausa prandiale), e corrono velocissimi, soprattutto sul rettilineo di Pellestrina. Sull’isola, motorette e biciclette con pedalata assistita sfrecciano a velocità che neanche nella Scampia di Saviano. Complice il fatto che a Pellestrina il traffico è quasi inesistente, almeno di domenica.

Al centro dell’isola sorge l’abitato più consistente, fatto di abitazioni decorose e per lo più modeste, con le facciate variopinte, un paio di chiese (una abbastanza singolare), una vecchia torre piezometrica, qualche ristorante, una piccola gelateria e pochissimi bar (forse tre). A parte i turisti (numerosi, ma non tantissimi: si può giungere lì anche da Chioggia), di autoctoni in giro se ne vedono pochi. Ci hanno raccontato che la sera siedono fuori casa e nei campielli i ragazzi giocano come in un cortile. Come cinquant’anni fa, ci hanno detto. Palesemente nessun problema di furti nelle abitazioni.

Numerosi i piccoli e medi pescherecci all’attracco. Qui andava forte il “peocio”, ossia la cozza o mitile. Il troppo caldo, e il granchio blu, mi dicono, ha sterminato tutto. Poi, con quello che costa il gasolio ...

Il luogo è tranquillissimo e silenzioso. Numerose le panchine, il cellulare perlopiù a zero virgola zero tacche. Viene spontaneo il rilassamento fino all’abbiocco. Salvo, appunto, lo sporadico e velocissimo passaggio di un paio di motorette e alcune bici, alcune voci lontane provenienti dai ristoranti all’aperto, c’è pace. Passaggi di auto sul lungomare ne abbiamo contati al più un paio, forse uno solo.

Dicevo dei ristoranti: sold out. Quale pesce? Quello che chiunque può trovare al supermercato (orate, branzino, capesante, ecc.), che qui di pescato, nei ristoranti, in genere neanche a parlarne. Prima di partire, ho letto decine di recensioni a tale riguardo. Quelle negative e anche molto negative (“terribili”) non sono poche, come chiunque può constatare.

La responsabilità principale di questo stato di cose non è solo dei ristoratori, ma dei clienti. I quali (tutti!) pretendono di mangiare pesce anche quando pesce pescato non c’è o ce n’è molto poco. E anche quando c’è il fermo-pesca (31 luglio – 13 settembre 2026). Gli stupidi rappresentano non meno del 70% della clientela, si sa. Quanto ai ristoratori, molti sono dei pirati, conviene questo stato di cose e i prezzi li mantengono comunque alti.

Suggerisco, non solo a Pellestrina, pranzo al sacco: per esempio, un po’ di frutta fresca e acqua minerale. Per chi può permetterselo, un panino.

E vengo al dunque, ossia al motivo principale del mio sopralluogo ispettivo/informativo: ho cercato la sede locale dei vigili urbani. Quella che ho visto, presso il municipio, è in ristrutturazione, il cartello che la indica è quello qui sotto.

Lascio ai lettori eventuali considerazione o altro, ma vi chiedo di non commentare in troppi, che oggi non ho molto tempo per leggere le vostre cazzate dopo aver scritto, in piena notte, le mie.

P.S. : la coppia di anziani britannici dell’andata, l’abbiamo ritrovata al ritorno seduta nei medesimi posti, noi di fronte a loro nei due unici posti rimasti liberi. Il fatto casuale ha suscitato comune ilarità e scambio di qualche battuta in un inglese abbastanza comprensibile. All’arrivo al Lido ci siamo salutati dandoci, ovviamente per celia, appuntamento per l’indomani.

5 commenti:

  1. Domanda stupida, lo so: ma telefonare prima?

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  2. Così si fa! Sul Corsera l'inviato responsabile delle notizie inerenti allo stretto di Hormuz scrive da ... Istanbul.

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  3. Alla sede dei vigili in questione, al comune... Comunque meglio così hai avuto occasione di scrivere questo divertente post.
    Pietro

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