Dopo i fan adoranti di Céline Dion, ora arriva la devozione feticistica del Papa. È arrivato, ha detto cose reazionarie, cose sdolcinate e ha baciato feti appena nati, poi vroom-vroom nella Papamobile.
Un incontro al Palazzo dell’Eliseo, una visita all’UNESCO, una passeggiata nel Quartiere Latino, i vespri a Notre-Dame, una veglia di preghiera allo Stade de France e, come gran finale, una gigantesca messa all’aperto. In Francia sono in piena campagna elettorale, qualunque clown va bene per lo spettacolo.
Settimana di preghiera in strada in un Paese che è stato rigorosamente laico per oltre 120 anni. Motivo per il quale lo Stato francese rilascia i suoi diplomati anno dopo anno senza che abbiano ricevuto alcuna forma di indottrinamento religioso dalla scuola pubblica. Dunque dovrebbe destare sorpresa l’alta percentuale di giovani tra la folla presente all’arrivo del Papa. Qualche domanda bisognerebbe porsela.
Me la sono posta. A questo punto, per la solita Francia reazionaria, un Messia diventa indispensabile. Speriamo non abbia i baffetti.
Me la sono posta. In Francia, di là della solita frenesia mediatica, ai giovani studenti del Papa non frega un cazzo e ciò che chiedono non è “speranza”.
Per oggi, il principale sindacato studentesco delle scuole superiori ha indetto un blocco nazionale delle scuole in tutta la Francia, in concomitanza con la giornata nazionale di mobilitazione dei lavoratori del settore pubblico. Denunciano, tra l’altro, una generale carenza di risorse e classi sovraffollate. L’unica risposta è la repressione.


C'est toujours la meme chose, comme avec les gilets jaunes, ça ira.
RispondiEliminaBUONE NOTIZIE
RispondiElimina✊
Iniziato uno sciopero generale del settore pubblico in tutta la Francia
Oltre 170 manifestazioni hanno coinvolto 91 dipartimenti
del Paese. Otto importanti sigle sindacali — CGT, FO,
CFDT, UNSA, FSU, Solidaires, CFE-CGC e FA-FP — hanno
unito le forze, diffondendo una dichiarazione congiunta:
"Il costante deterioramento delle condizioni di lavoro, la stagnazione salariale a fronte di un'inflazione persistente
e la necessità di difendere i nostri diritti sociali richiedono una risposta collettiva inequivocabile. Le decisioni
scaturite da procedure arbitrali non devono più ledere i
diritti di lavoratori e dipendenti pubblici, né mettere a repentaglio le nostre pensioni", si legge nella dichiarazione.