Sentite un po’ che cosa scrive Luca Tremolada sul giornale dei padroni confindustriali: «Secondo l’amministratore delegato di Microsoft AI, Mustafa Suleyman, entro 18 mesi al massimo il mondo arriverà all’automazione completa delle mansioni impiegatizie. Vuol dire che professionisti come avvocati, contabili e project manager saranno, nella migliore delle ipotesi, messi al lavoro in una catena di montaggio agentica, dove il loro compito di supervisione e controllo avrà come colleghi modelli linguistici di grandi dimensioni orchestrati da agenti di intelligenza artificiale».
Nonostante l’ablazione del suo pensiero da parte di ogni vetero marxismo e di ogni comodo liberalismo, Marx, già 170 anni or sono, nei Grundrisse, aveva vaticinato con lucida precisione ciò che sta accadendo oggi: la conferma del carattere storico e transitorio della legge del valore. Lo scrivevo proprio nel post di ieri: il potenziale di progresso della forza produttiva in ogni ambito dell’attività economica si scontra con la natura dei rapporti sociali in essere nella società. Siamo davvero a un punto di svolta storico della nostra civiltà, o, se preferite, del capitalismo. Date retta.
Si può ancora viaggiare a Roma (con ritardi), Parigi e Barcellona. Ballare, mangiare la pajata e la cassœula, leggere Omero, Tomasi, Balzac e Cervantes. O quello che preferite. Tra un po’, tutto questo non ci sarà più, e non mi riferisco solo ai ristoranti che chiudono, i luoghi che cambiano e gli amici che muoiono. Se non sapremo scuotere questo sistema da cima a fondo, sarà il sistema a scuotere irresistibilmente ognuno di noi. Saremo i servitori di un mondo che non è il nostro. E ciò, sul momento, mi sembra l’ipotesi più probabile.
Già ora la nostra Europa è solo un parco a tema per turisti e un bancomat per una guerra che abbiamo perso tutti. Il mondo che verrà distruggerà ciò che siamo, forse la cosa migliore che sia mai accaduta nella storia. Con tutti i nostri errori e difetti.
Quando tutto va a remengo, c’è una sola consolazione: sapere perché sta andando così. La sinistra nemmeno si pone seriamente la questione. Pensa al referendum su quell’aborto che è sempre stata la giustizia, qui più che altrove, convinta che vincendolo farà perdere la destra. Stanno arrivando altri imperi, come nei film con le macchine aliene che invadono il pianeta, e noi in Europa siamo ancora alle prese col fascismo. È un fatto paradossale, ma è un pericolo serio.
Perché l’Italia e l’Europa non hanno superato il fascismo; non solo come memoria, ma come arma politica. Ci sono generazioni senza letture né memoria diretta, facilmente manipolabili con dei cliché. Chiedere in giro, non solo ai giovani, che cosa pensano di Mussolini. La destra fascista ha preso piede a causa dei peccati di tutti noi. C’è una mancanza di cultura. Vera cultura, non la robaccia che viene spacciata in televisione e nei social, dove i politicanti litigano continuamente tra loro ma non seriamente, dove giornalisti fingono di interrogare altri giornalisti che conoscono le domande in anticipo per delle risposte scontate.
Dove sono gli “intellettuali” che dicono quello che pensano e non si preoccupano delle conseguenze? Anche un Pasolini qualsiasi andrebbe bene. Abdicazione in cambio di tribuna, stipendi e prebende.
È una battaglia persa, lo so, ma dobbiamo combatterla. Non dobbiamo temere la sconfitta, che è una possibilità della lotta. Che altro ci resta?






