Novant’anni fa, scorgendo la tempesta all’orizzonte, Daniel Guérin scrisse che era giunto il tempo di decidere. Di qua, le politiche di riarmo autoritarie che favorivano i grandi gruppi capitalistici; di là, la possibilità di una radicale rottura socialista: “Quelli che vogliono vivere, hanno fatto la loro scelta.”
Anche la segretaria del Partito democratico ha fatto la sua scelta. Ha scritto a Meloni dicendo che il suo partito è pronto a strategie comuni a riguardo del cambiamento politico, istituzionale e culturale che accompagna il riarmo nazionale ed europeo. Anzi, no, le ha scritto che il suo partito è pronto a strategie comuni sul clima e l’energia.
Togliere le sanzioni alla Russia e all’Iran o continuare a importare gas dagli Usa? Scelte difficili. Restiamo in trepidante attesa delle decisioni.

Nel 1957, il PCI votò contro l'ingresso nella comunità europea, per delle buone ragioni esposte sull'Unità: https://erasmodue.wordpress.com/2025/03/26/ieri-e-oggi/
RispondiEliminaCome dico nel post, la cosa che colpisce è che, nella pagina de l'Unità, tutte le tematiche sono traguardate in base al risultato positivo o negativo per la comunità italiana, e, al suo interno, per le classi popolari. Questo riguardava gli aspetti economici, perché di questo si parlava. Possiamo immaginare quanto sarebbe salito il livello dell'avversione del PCI se si fosse trattato di decidere roba come la difesa comune europea.
il tempo in cui il ragionamento politico aveva un posto, quel tempo che ora esiste solo nella nostra memoria di vecchi
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