Péter Magyar (il cognome significa “ungherese”) proviene da una famiglia ungherese saldamente radicata nell’élite giuridica e politica del paese (*). Si è laureato in giurisprudenza presso l’Università cattolica Pázmány Péter di Budapest e dal 2002 è diventato membro di Fidesz, il partito di Viktor Orbán.
Nel 2009 si trasferì a Bruxelles con la moglie, Judit Varga, diventata una delle consigliere politiche dell’allora eurodeputato János Áder, eletto nelle liste di Fidesz. Mentre Varga lavorava, Magyar si occupava della loro prima figlia, appena nata.
Nel 2010, con il ritorno al potere di Orbán, Magyar viene nominato diplomatico responsabile degli affari europei. Dal 2015, in qualità di capogruppo diplomatico presso l’Ufficio del Primo Ministro, si è occupato delle relazioni tra il governo ungherese e il Parlamento europeo. Supervisionava i rapporti del governo con il Parlamento europeo e le sue responsabilità includevano questioni legali, finanziarie e di mercato, politica di bilancio e commerciale e pianificazione strategica. Nel settembre 2018, Magyar diventa capo della Direzione per il diritto dell’UE presso la banca statale MBH e, dal 2019 al 2022, ha ricoperto la carica di amministratore delegato del Centro per i prestiti studenteschi.
Anche Magyar applaudiva i discorsi di Orbán come un buon soldato. Per il momento, non si poneva la questione di denunciare il sistema che lo sostiene. Così come sua moglie Judit Varga, la cui carriera decolla. Nel 2021, Judit passa dalla carica di Segretario di Stato per le Relazioni con l’UE a quella di Ministro della Giustizia.
In qualità di ministro, Varga divenne uno dei politici di Fidesz più abili sui social media. Accumulò rapidamente oltre 100.000 follower su Facebook. E all’interno del governo, divenne uno dei profili Facebook con più interazioni, insieme a Viktor Orbán e al ministro degli Esteri Péter Szijjártó.
Con le loro carriere, anche il patrimonio della coppia ha un buon sviluppo (**). Una coppia benestante, con tre figli e apparentemente felice. Sennonché nel marzo 2023, Magyar scrive sulla sua pagina Facebook:
«Cari tutti! A quasi 18 anni dal nostro primo incontro, negli ultimi due mesi è diventato chiaro che il nostro percorso insieme a Judith è giunto al termine. In futuro, faremo tutto il possibile per dare tutto il nostro amore, individualmente ma uniti, ai nostri tre meravigliosi figli.»
Circa un’ora dopo, il Ministero della Giustizia rilascia una dichiarazione in cui anche Judit Varga confermato la notizia: «Desidero confermare quanto reso pubblico da mio marito. Siamo effettivamente in fase di divorzio».
Ancor prima del divorzio, Magyar non godeva di particolare popolarità negli ambienti governativi. Pur avendo ricoperto costantemente posizioni di rilievo in aziende statali, non era mai riuscito a raggiungere una carica politica più elevata. In seguito, le opzioni di Magyar si sono fatte sempre più limitate. “Diverse fonti governative hanno affermato che, dopo il divorzio, la fiducia in Magyar è diminuita progressivamente, e per questo motivo hanno iniziato ad allontanarlo da certi ambienti governativi”.
Nel marzo 2024, Magyar pubblica la registrazione di una conversazione con la sua ex moglie (fatta a sua insaputa un anno prima), la quale menzionava che György Schadl, ex capo dell’organizzazione degli ufficiali giudiziari, e Pál Völner, segretario di Stato, avevano “ripulito” alcuni documenti in un caso di corruzione. Magyar rilasciò un’intervista in cui accusò il governo Orbán di corruzione.
Tutto ciò riguarda la presidente ungherese Katalin Novák, la quale ha graziato Endre Konyi, ex vicedirettore dell’orfanotrofio di Bicske, condannato per aver tentato di insabbiare un caso di pedofilia che coinvolgeva il direttore dell’istituto. In qualità di Ministro della Giustizia, l’ex moglie di Magyar ha firmato la decisione.
L’ex moglie ha descritto pubblicamente il matrimonio con Magyar come un periodo di terrore. Percosse, crisi di nervi dovute all’alcol, tradimenti e umiliazioni: l’ex ministro della giustizia ha dipinto il ritratto di un tiranno. Magyar, dal canto suo, ribatte affermando che era la moglie a usare la violenza.
La ministra Varga e la presidente Novák si dimettono. Magyar, dal canto suo, coglie l’occasione per mettersi in luce. Lascia Fidesz, affermando all’epoca di non avere ambizioni politiche. In realtà, la macchina è già in moto. La sua prima intervista viene vista su YouTube da quasi 3 milioni di utenti (l’Ungheria conta 10 milioni di abitanti). In brevissimo tempo, Magyar prende le redini di un neonato partito di centro-destra, Tisza.
Sempre nel 2024, Magyar si candida al Parlamento europeo. Il 9 giugno, Tisza ottenne il 29,6% dei voti, conquistando sette dei 21 seggi ungheresi. Il 18 giugno, Tisza aderì al gruppo del Partito Popolare Europeo (PPE) e il suo leader, Péter Magyar, ottenne un seggio al Parlamento europeo.
Le aree rurali, dipinte da Orbán come la miniera d’oro del Paese, sono state travolte dall’aumento del costo della vita. Gli scandali di corruzione, fino ad allora tollerati, ora stanno facendo da detonatore a una situazione economica divenuta più precaria. Mentre Magyar ha fatto leva su questi temi in campagna elettorale, Orbán ha puntato le sue fiches sulla politica estera.
Nel 2026, Magyar si lancia a capofitto nella campagna elettorale parlamentare tenendo a volte anche sei comizi al giorno. Nei suoi discorsi ribadisce con forza la sua visione europea e si dichiara pronto a fare dell’Ungheria un alleato affidabile della NATO e un membro leale dell’Unione Europea. Nulla sembra turbarlo, nemmeno le accuse di violenza domestica mosse dalla sua ex moglie.
In termini di politiche fondamentali, Magyar non si discosta molto dal suo predecessore. Sull’immigrazione, critica il suo ex capo, che a suo dire ha permesso l’ingresso di troppi immigrati con il pretesto della necessità di avere nuovi lavoratori. In breve, Magyar rimane un conservatore. Il nuovo primo ministro ha anche ribadito che qualsiasi normalizzazione delle relazioni con l’Ucraina “deve essere preceduta dalla risoluzione della questione dei diritti della minoranza ungherese che vive lì”.
Viktor Orbán aveva di recente bloccato l’erogazione di 90 miliardi di dollari di aiuti europei all’Ucraina per continuare la guerra. Per rappresaglia, la Commissione europea ha congelato quasi 19 miliardi di euro di aiuti allo sviluppo. Ora è pronta a sbloccarli. Insomma, è sempre una questione di schieramento e di denaro.
(*) Suo padre era il rinomato avvocato István Magyar, e sua madre era la giudice Mónika Erőss, che ha ricoperto la carica di Segretario Generale della Corte Suprema e Vicepresidente dell’Amministrazione Nazionale della Corte. Anche il nonno materno di Magyar, Pál Erőss (1934-2021), era un noto avvocato e poi giudice della Corte Suprema nel regime comunista; nel 1956 sposò Teréz Mádl, sorella del futuro Presidente della Repubblica Ferenc Mádl, con la quale ebbe due figlie, Mónika (1959), la madre di Péter Magyar, ed Eszter (1968).
(**) Lo stipendio di Judit Varga come ministro era di quasi 2 milioni di fiorini al mese, a cui si aggiungevano 300.000 fiorini al mese come docente all’Università di Miskolc. Emolumenti di tutto rispetto in Ungheria. Suo marito percepiva 3,5 milioni di fiorini al mese come amministratore delegato del Centro prestiti studenteschi, oltre a 400.000 fiorini al mese come membro del consiglio di amministrazione. Secondo la dichiarazione patrimoniale del 2019, la coppia aveva guadagnato ulteriori 7,4 milioni di fiorini l’anno affittando la proprietà del marito nel Distretto 5 tramite Airbnb.
Nella dichiarazione patrimoniale di Judit Varga del 2020, si rilevava che la coppia aveva acquistato a Buda, in una delle zone più prestigiose, cinque delle sei unità immobiliari, di modeste dimensioni, del condominio Kútvölgyi per 200 milioni di fiorini. La coppia aveva versato un acconto di 8 milioni di fiorini con fondi propri, mentre i restanti 192 milioni di fiorini erano stati coperti da un prestito bancario. La maggior parte di questo prestito è stata successivamente rimborsata, utilizzando la vendita di un immobile in centro città, di 46 metri quadrati, proprietà del marito di Judit Varga e inoltre con i loro risparmi.
La coppia aveva anche utilizzato, nel 2017, un contributo statale pari a 10 milioni di fiorini tramite UniCredit Bank, il massimo importo di contributo per la costruzione di una prima abitazione. La superficie della casa, nella località turistica di Balatonhenye, sul lago Balaton, è di 195 metri quadrati, ampio scoperto con piscina, telecamere di sicurezza, la strada che vi conduce fu appositamente asfaltata. L’edificio fu presentato nel 2019 della rivista Beautiful Houses. Si tratta di una seconda abitazione, uso vacanze, non di una prima abitazione come previsto dalla legge per i relativi contributi.
La casa a Balatonhenye è elencata nella dichiarazione patrimoniale di Judit Varga del gennaio 2020. Da questa si apprende che il terreno di 2.144 metri quadrati è stato acquistato nel 2013 insieme al marito, Péter Magyar, in parti uguali. In seguito, avevano acquistato congiuntamente anche altre due aree (non edificate esenti da imposte) a Balatonhenye, per un totale di quasi 16.000 metri quadrati.
Tutta gente che non sa cosa significhi un lavoro da salariato.
RispondiEliminaParassiti insomma!
È il solito "cambiare tutto perché non cambi niente".
RispondiEliminaPietro
Piccoli leccaterga crescono........se vuole stare nella UE adotti l'euro subito, stesso consiglio ai polacchi, troppo comodo succhiare fiumi di soldi in euro che convertiti costituiscono vere fortune patrimoniali......
RispondiEliminaDalla candidatura ho detto: dalla padella alla carbonella. Pessimo elemento, un Quisling di Bruxelles & Berlino. Preferivo il cinghialone. Morvan
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