martedì 10 marzo 2026

Noi

 

Fu alla fine del secolo scorso l’ultima volta che ricevetti un certificato elettorale. Scrissi una letterina, vi allegai il certificato elettorale e consegnai il tutto all’ufficio protocollo del mio comune di residenza. Pertanto, se vorrò votare al prossimo referendum dovrò recarmi presso gli uffici del mio comune per il rilascio di un documento idoneo al voto. In futuro, già lo so, bestemmierò in occasioni innumerevoli per questa mia tribolata decisione.

Per un giorno fingerò che la mia memoria sia diventata labile, che non ricordi i fanatismi e le innumerevoli infamie. Tuttavia, questa decisione non invalida il mio giudizio sulla distanza abissale dei comportamenti di molti magistrati e gli esseri umani che ne subiscono gli effetti. Pertanto, non voterò nel merito del quesito referendario, né nel demerito. Fosse solo per quello li manderei tutti a cagare distintamente, soprattutto quelli con la riga a sinistra e le palle a destra.

Perché molte persone come me, seppur molto a malincuore (eufemismo), andranno a votare al prossimo referendum? Senza tirarla per le lunghe: perché noi siamo persone perbene.

13 commenti:

  1. Quindi, andrai a votare!?
    Che delusione!

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  2. "A mali estremi, estremi rimedi"

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  3. Ottima scelta tra due mali, va scelto quello minore. Poi c'è un motivo fondamentale, questa banda di scappati di casa, fascisti reazionari, se vince il si cambieranno la costituzione a colpi di maggioranza, eliminando le poche tutele democratiche che rimangono.

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    1. Non capisco questa difesa di quella carta straccia della Costituzione.
      Viene sempre tirata in ballo quando con o senza di essa i poteri governativi hanno sempre fatto quello che vogliono. Nonostante essa (la Costituzione)

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  4. Astensione strategica. Sempre e comunque. Votare è legittimare. Legittimare uno scontro tra i poteri della borghesia più putrefatta d'Europa. Andate al mare diceva quello.

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  5. Io vado a votare perchè amo la costituzione e non voglio che venga cambiata.
    un saluto roberto b

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    1. @ Roberto b
      E di grazia sig. Roberto, cosa le ha garantito questa costituzione fino ad oggi?
      Io come lavoratore appartengo comunque alla classe degli schiavi e morirò come uno schiavo. E così la buonanima di mio padre prima di me.
      Il lavoro, la salute, ecc, tutti diritti sanciti nella costituzione più bella del mondo. Poi nella realtà se non hai un lavoro l'alternativa è o delinquere o andare a vivere sotto ad un ponte. Idem per la salute: se non hai soldi con il servizio sanitario nazionale... Sei un uomo morto.!
      Beata ingenuita!

      L. B.

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    2. Gentile L.B.
      faccio una domanda,; ma tu vuoi cambiare la Costituzione?
      Da come si capisce dal tuo post non è la Costituzione che è marcia ma la politica che non l'ha mai applicata,
      un caldo saluto roberto b

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  6. in Italia non c’è separazione dei poteri, figurarsi autonomia della magistratura. E non è una questione di leggi, ma di economia politica. È quasi un dato culturale. I poteri economici in Italia usano la costituzione, il riformismo e il voto per dirsi comunque democratici. Per chi lavora, anzitutto per chi fa lavoro produttivo, è chiara ovvia l’impostura, la finzione. Naturale il disprezzo.

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  7. Mi ritrovo perfettamente in queste tue parole

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  8. Comunque sia, non so a voi, ma a me pare ridicolo fare referendum su separazione carriere proprio ora. Completamente scollati da realtà.
    ps avvisare Crosetto per tempo.

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