giovedì 26 marzo 2026

L’Italia chi?

 

Donald Trump non conosce la geografia (così come molte altre cose) ed era chiaramente convinto che il regime iraniano fosse, in sostanza, solo una versione orientalizzata di quello di Nicolás Maduro. Se Trump non studia i dossier, però costringe noi a farlo.

Trump ha rivolto l’altro ieri all’Iran un’offerta, chiamiamola così, con la quale spera di costringere la Repubblica islamica al tavolo dei negoziati dopo 24 giorni di guerra. In realtà si tratta di un ultimatum, uno dei tanti che Trump lancia quotidianamente a chiunque. Ha concesso alla parte iraniana cinque giorni per accettare la sua lista di richieste, presumibilmente discussa e approvata integralmente in precedenza dal primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu.

Il New York Post afferma di conoscere tutti i 15 punti dell’offerta di Trump: l’Iran dovrebbe chiudere i suoi impianti di arricchimento dell’uranio, ridurre il numero e la gittata dei suoi missili e abbandonare tutti i suoi alleati nella regione. La prospettiva che, in cambio le sanzioni vengano revocate, non vale nulla per Teheran. Del resto, la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, ha messo in dubbio il contenuto del piano americano in 15 punti che sarebbe stato inviato a Teheran tramite il Pakistan. Trump però ha parlato di ”colloqui” in corso. Vai a sapere la verità (*).

Nel frattempo, le nuove direttive del Pentagono e il dispiegamento di ulteriori unità militari lasciano presagire una possibile offensiva di terra sul territorio iraniano (ipotizzo: tra sabato e domenica?), probabilmente limitata all’isola di Kharg. Ma c’è anche dell’altro oltre alla questione dello Stretto di Hormuz.

Ansar Almighty, meglio conosciuti internazionalmente come Houthi, sono un movimento politico e militare yemenita che fa parte della minoranza sciita zaydita, sostenuta dall’Iran. Ebbene, ha ripetutamente attaccato navi mercantili e petroliere. Il governo de facto del Paese mira principalmente a colpire Israele. L’Iran potrebbe aprire un nuovo fronte proprio nello Stretto di Bab al-Mandeb se Stati Uniti e Israele dovessero lanciare attacchi contro la terraferma iraniana o le sue isole al largo della costa.

Bab el-Mandeb è una piccola strozzatura geografica nel Mar Rosso che ha un’influenza enorme sull’economia mondiale: è un punto chiave per il controllo di quasi tutte le spedizioni tra l’Oceano Indiano e il Mar Mediterraneo attraverso il Canale di Suez. Si tratta di uno stretto largo meno di 40 km e lungo circa 130 che separa il Corno d’Africa dalla punta meridionale della Penisola arabica che costituisce in pratica l’ingresso meridionale del Mar Rosso dal Golfo di Aden e dall’Oceano Indiano. Sul lato ovest dello stretto si affacciano Eritrea e Gibuti, mentre lungo il suo lato orientale si trova lo Yemen.

Nello Yemen si sta combattendo un conflitto che vede contrapposte Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti, che in precedenza erano state alleate nel conflitto, ma ora sono in profondo disaccordo sull’ordine auspicato nella regione. Quella dello Yemen è una guerra civile che ha frammentato politicamente il Paese e fatto precipitare la sua popolazione in una delle peggiori crisi umanitarie al mondo. Oltre due terzi dei circa 32 milioni di abitanti dipendono dagli aiuti umanitari e circa 4,5 milioni sono sfollati interni.

L’obiettivo primario di Riyadh è quello di stabilire una situazione ragionevolmente stabile lungo il confine e di contenere il più possibile l’influenza iraniana. Al contrario, Abu Dhabi persegue una strategia ben più aggressiva, volta a controllare i porti marittimi e le rotte costiere chiave nel Golfo di Aden e nel Mar Rosso, mirando ad affermarsi come potenza commerciale e militare marittima.

Per quanto riguarda il Libano, Emmanuel Macron ha elogiato le “misure forti e coraggiose” adottate dal Libano dall’inizio della guerra e ha assicurato dalla Francia il “pieno sostegno”, annunciando la prosecuzione degli aiuti umanitari alle popolazioni sfollate, nonché un maggiore supporto alle forze armate e di sicurezza.

Il Medio Oriente (inteso come concetto esteso) è diventato come non mai una polveriera. A quasi un mese dall’inizio di questa guerra deliberata, la dinamica prevalente rimane quella di un’escalation, di una guerra fuori controllo. Ciò che prevale è una logica circolare e questo fatto potrebbe essere il preludio di qualcosa di più tragico (ma lo dico sottovoce e incrociando i diti).

E l’Italia? L’Italia chi? Da noi c’è la ferita purulenta che porta il nome di un sottosegretario dimissionato e di una ministra dimissionaria. E poi un dilemma: lì davanti ci mettiamo Pio Esposito? Quindi l’illusione della frastagliata compagine di centro-sinistra di vincere le prossime elezioni politiche. Un caso di mitopoiesi psichiatrica, in cui ognuno degli interessati punta in realtà a conservare almeno un posto in parlamento e nei talk show. Più benefit carburante.

(*) In esclusiva alcuni punti del Piano: 1. L’Iran riconosce che Donald Trump è il miglior presidente che gli Stati Uniti abbiano mai avuto; 2. Lo Stretto di Hormuz d’ora in poi si chiamerà Stretto d’America; 3. L’Iran accetta di condividere con gli agenti dell’ICE il know- how delle Guardie Rivoluzionarie in materia di sparatorie contro i civili. 4. L’Iran riconosce Donald Trump come suo leader religioso e politico. 5. L’Iran realizzerà almeno dodici resort di golf internazionali Trump e quattro hotel Trump; 6. L’Iran aderisce al consiglio di pace di Donald Trump. 7. Tutti gli iraniani devono guardare il film “Melania”; 8. L’Iran acquisisce tutte le scorte rimanenti di scarpe da ginnastica Trump, Bibbie Trump, figurine Trump e preservativi SuperTrump. Eccetera.

2 commenti:

  1. (*) In esclusiva alcuni punti del Piano: 1. L’Iran riconosce che Donald Trump è il miglior presidente che gli Stati Uniti abbiano mai avuto; 2. Lo Stretto di Hormuz d’ora in poi si chiamerà Stretto d’America; 3. L’Iran accetta di condividere con gli agenti dell’ICE il know- how delle Guardie Rivoluzionarie in materia di sparatorie contro i civili. 4. L’Iran riconosce Donald Trump come suo leader religioso e politico. 5. L’Iran realizzerà almeno dodici resort di golf internazionali Trump e quattro hotel Trump; 6. L’Iran aderisce al consiglio di pace di Donald Trump. 7. Tutti gli iraniani devono guardare il film “Melania”; 8. L’Iran acquisisce tutte le scorte rimanenti di scarpe da ginnastica Trump, Bibbie Trump, figurine Trump e preservativi SuperTrump. Eccetera.
    😂😂😂
    Grazie, mi hai fatto scompisciare dalle risate!

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  2. https://www.officinadeisaperi.it/eventi/trump-e-un-genio-della-sconfitta-liran-sara-fatale-agli-usa-da-il-fatto-e-il-manifesto/

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