È bastato l’obbligo di essere decenti. E però quella macchia verde, il lombardoveneto, la conosco bene. Parlo soprattutto del mio Veneto, della sua provincia profonda. Di gente soddisfatta, che guarda (non tutti, sia chiaro) solo al proprio particolare in un mondo eccessivamente amaro. Una visione del mondo a sé stante, paleolitica. Il loro è un linguaggio la cui grammatica non sarà mai completamente decifrata. Una forma di comunicazione unica, in cui ciò che di solito conta per gli altri, per loro non ha importanza. Gente che ragiona per tutta la vita come se fosse ancora in seconda media. Capace di tutta la bontà e di tutta la cattiveria con la stessa faccia. Tutta la cattiveria della bontà.
se si eccettua Verona comunque è valido quanto scrivevi giorni fa, le città capoluogo hanno visto la vittoria del NO anche se di misura, mentre i piccoli paesi e le ridenti cittadine venete sono tutte per il SI; è anche una questione di vita culturale, "l'aria di città rende liberi" dicevano una volta. D'altronde anche in Trentino è così, anche se nel mio quartiere, la Bolghera i NO sono stati il 67%. E non è un quartiere proletario, mentre a Napoli nei quartieri proletari si è superato addirittura l'80%.
RispondiEliminaNe hanno le palle piene di chiunque governi
EliminaEsatto. E la tristezza di questi partiti che cercano di "buttarla in politica".
EliminaPietro
Nelle rare volte che il popolo può decidere la politica prende quasi sempre sonore mazzate. Infatti la classe politica bipartisan se ne guarda bene dall'incentivare strumenti di democrazia diretta e boicotta i referendum dalle sicure vittorie sociali schiaccianti come eutanasia e cannabis. Sono curioso di vedere quale abominio di legge elettorale riuscirà a partorire la destra ferita e tranvata da questo referendum.
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