mercoledì 28 marzo 2018

Il cucchiaio, il piatto, la realtà


Non mi ha sorpreso più di tanto sentire il senatore prof. Mario Monti lanciarsi in lodi di “tattico e stratega” a riguardo di Matteo Salvini, neanche fosse Mao Tze Tung all’epoca della guerra sino-giapponese. Anzi, ciò conferma che certi ambienti sono tranquilli qualunque maggioranza esca dal cilindro quirinalizio.

Del resto, che cosa è successo esattamente sabato scorso? Vado per le semplici. Salvini e di Maio dovevano spartirsi il piattino delle presidenze delle camere. A disposizione avevano ognuno un cucchiaio. Di bocca buona, non hanno fatto troppi capricci e ognuno ha avuto la sua parte. La diatriba sulle candidature, i veti, hanno funto solo da spettacolo, sponda per i media padronali in deficit, mangime per gli allocchi.

Ora, per la formazione del governo, per il piatto più ambito, il cucchiaio è uno solo. Salvini ha affermato che non è indispensabile che a reggerlo sia lui. Per contro, Di Maio gli ha risposto che il cucchiaio gli spetta quale Unto del Popolo, avendo la sua lista ricevuto circa il 32% dei consensi elettorali. Probabile che in zona Quirinale gli spieghino che alle sue promesse non hanno aderito i due terzi del Popolo votante. I numeri sono numeri, ma le percentuali possono essere lette almeno in due modi.

Saranno infine imboccati entrambi, e, ciò che più conta, a decidere il reale contenuto del piatto saranno altri. A Bruxelles, Berlino, Francoforte, Parigi, New York, e pure su Marte, sono tranquilli a riguardo dell’Italia di Salvini&Di Maio, poiché sanno bene che la realtà è concreta e ci tiene sempre per le parti molli.

7 commenti:

  1. Post tragicamente divertente.
    Come uno sberlotto sul coppino, davanti a tutti, che ridono.
    Come si fa a non leggere i tuoi pezzi, come prima cosa del mattino ?

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    1. ora ho un motivo in più per scriverli. ciao

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  2. Eppure forse a M5S e lega gioverebbe ritornare alle urne in autunno per abbattere definitivamente PD e FI, per cui mi sembra che i motivi per non accordarsi potrebbero pure esserci.
    Detto questo io aspetto che qualcuno parli di evasione, spesa pubblica, pensioni, riduzioni numero eletti camera e senato, mafia, corruzione...
    Ma quando mai....
    Confermo sempre bello leggerla.

    Roberto

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    1. caro Roberto, quelli di prima erano degli stronzi, ma non ti aspettare nulla da questi. leggi le loro biografie, personalmente mi fiderei mooolto di più di una massaia pavese o salentina. ciao

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    2. Dubito che si torni presto al voto, specie con questi "chiardiluna" . Forse i " generali" lo vorrebbero ma la " truppa" che ha pescato il jolly di un " contratto quinquennale" a 200k€/anno ( più benefit) non voterebbe il proprio anticipato "licenziamento".
      ws

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  3. io sono disfattista.
    Ho detto subito dell'irrilevanza di queste consultazioni.
    Il sistema Italia è allo sbaraglio da troppo tempo, forse da sempre.
    Fare come se fosse una democrazia genera mostri sempre più strampalati (per quanto poi facili da normalizzare).
    Non sono io, però, il cinico.
    è la realtà, bara.

    L'Italia rappresenta sempre più un buco nero dell'Europa.

    Io da europeista penso vada estromessa. Anche se ricchissima. Perché non c'entra niente, per insolvenza sociale prima che economica.

    La nostra borghesia si metterebbe a piangere in inglese, cercherebbe di scaricare tutto sui propri sottomessi accorgendosi di averlo già fatto, del tutto, per decenni; allora dovrebbe mettere mano al portafogli (il proprio) detto riforme... cercando in realtà la pistola.
    Verranno a prenderci porta a porta.

    il punto è che la ue non può permettersi un rischio Jugoslavia così grande.
    In fondo si vede sempre l'Italia, in tv, come anello debole, in realtà è la sua pericolosità a tenere sotto ricatto gli altri paesi.

    Come spiegare, altrimenti, il QE?

    un'unione fiscale sarebbe la fine dell'unione,
    l'Italia, anche solo cambiando le imposte di successione, esploderebbe il giorno dopo.
    Perché non è Europa.-

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  4. http://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2018/03/28/fisco-45-italiani-sotto-15mila-euro_5ef04262-728d-4f3f-9be2-b4e3c802749a.html

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