mercoledì 24 gennaio 2018

Qualunque idiota purché non faccia danno



Poniamo che il prossimo 4 marzo nessun elettore si rechi alle urne. Nemmeno un voto, manco una scheda bianca o nulla. Immaginiamo dunque il dibattito che si aprirebbe nei talk, sia quelli che iniziano alle sei del mattino che in quelli che aprono alle nove di sera e chiudono il giorno dopo. Tra loro, a telecamere spente, si chiederebbero: possibile che dopo tre mesi di ininterrotto rompimento di uallera non siamo riusciti a convincerne manco uno di andare a votare? Neanche una massaia pavese, nemmeno un incazzatissimo romano! Che diranno gli inserzionisti, e soprattutto i nostri padroni?

Berlusconi sarebbe quasi sull’orlo della depressione: possibile che non abbiano creduto alla mia barzelletta, quella dei mille euro ad ogni pensionato, compresi quegli otto milioni che non hanno mai versato una lira o un euro all’Inps? Possibile che non abbiano creduto all’abolizione di quella ridicola aliquota del 4 per cento su successioni e donazioni? Quell’imposta l’avrei tolta davvero ora che sto per tirare le cuoia e devo trasferire esentasse immobili e argenteria a figli e nipoti, e qualcosa anche alle amiche. Come hanno potuto gli elettori non avere fiducia nel mago che ha creato dal nulla la nipote di Mubarak?


Salvini apparirebbe sugli schermi televisivi come Rocky Balboa dopo un mach con Arnold Schwarzenegger. In cuor suo si chiederebbe: possibile che nemmeno il più troglodita dei leghisti abbia creduto che io potessi sedere a Palazzo Chigi e che avrei espulsi 100 negri ogni giorno? Ma dov’è finita la razza bianca? Possibile che abbiano capito che il piscio di un negro ha lo stesso colore di quello di un padano?

E anche Di Maio non saprebbe darsene una ragione. Possibile, si chiederebbe, che gli elettori abbiano letto il nostro programma e si siano messi a ridere? Che abbiano fiutato il trucco, per esempio, in tema di previdenza, laddove si dice «Il MoVimento 5 Stelle aumenterà la libertà dei lavoratori di decidere, entro certe soglie e limiti, il livello di contribuzione (anzianità) e l’età anagrafica di uscita dal lavoro, anche mediante il meccanismo di “staffetta generazionale”».

Possibile che abbiano compreso che il diavolo s’annida nei dettagli, che incisi come “entro certe soglie e limiti”, senza nessun’altra specificazione è aria fritta, fuffa, imbroglio? E dunque hanno anche capito che tagliare le pensioni sopra i 5mila euro, di là degli impervi aspetti giuridici, significa tagliare la pensione in primis a tutti i magistrati, ai giornalisti grandi firme, ai dirigenti pubblici e privati, cioè a coloro che in Italia rappresentano il vero potere. Hanno insomma capito, gli elettori, che noi al governo non solo non andremo mai, ma che non ci vogliamo andare, che stiamo bene nei nostri scranni all’opposizione, semmai seduti su qualche poltrona dove non c’è da sporcarsi le mani.


Dopo qualche giorno, i leader dei partiti che nessuno ha votato si recherebbero al Quirinale per chiedere nuove elezioni. Il presidente Mattarella, con la sua proverbiale pacatezza, direbbe loro: “Che minchia di nuove elezioni cercate, non vi è bastata la lezione?”. In coro: e il governo, chi governa il paese? Risposta: “Va bene qualunque idiota purché non faccia danno, il resto viene da sé, preghiamo piuttosto che la contingenza internazionale continui a darci una mano”.

12 commenti:

  1. si può anche andare al voto con un grande senso dell'ironia, cioè senso delle cose e mettere una croce a caso, tanto.
    Quello che descrivi è sostanzialmente successo nell'ultima legislatura, eletta con sistema incostituzionale quindi come se nessuno avesse votato, proseguita a casaccio, come se qualcuno ancora ci credesse, con un qualunque Renzi al comando, grazie alla 'responsabilità' del partito e all'abilità del capocomico. E allora... grazie.
    Il problema ormai assume natura ingannevole e salta di qualità, difatti sia chi vota che chi non vota, non sa per cosa vota o non vota, ecco l'esercizio più alto di una democrazia che non c'è mai stata. La presa in giro. E' questo - e non le personificazioni delle retribuzioni - il vero potere in Italia, il potere dell'Irrilevanza una volta finito il teatro; si torna a casa e si trova l'Italia con un altro.

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    1. sono d'accordo sull'irrilevanza, ma non dirlo in giro

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  2. Insomma cornuti e mazziati...ieri sera però dalla Gruber ho visto un 5 stelle suonarle a Lupi e mi ha fatto bene al cuore....comunque vadano le cose proverò il brivido del non voto questa volta.
    Un caro saluto

    Roberto V.

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  3. Vabbè !!

    Vabbè ,diciamo che siamo dentro un " passaggio evolutivo" che tende alla costruzione del nulla.
    Il "gene" (sic!) italico poi, si è sempre distinto per alcune sue peculiarità esilaranti.
    Vado al Bar a prendermi un aperitivo, ho voglia di farmi quattro risate !

    caino

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    1. piano con gli aperitivi che poi ti partono gli esclamativi a raffica

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  4. Ahimè, non capisco. Illudersi che nessuno, proprio nessuno, vada a votare (e cercare di convincere gli indecisi a non andare) è come essere sicuri che la rivoluzione scoppierà puntuale domani all'alba. Non andarci in 10 o in 10 milioni non cambierà le cose: sono decenni che ci sentiamo ripetere quanto sono "mature" le "democrazie" in cui vota meno della metà degli aventidiritto. Faranno lo stesso i loro governi: basta poco più del voto degli aventi interessi (spesso solo economici). Casomai è sulle ultime parole del post che si dovrebbe riflettere anche senza essere sovranisti: preghiamo che la contingenza internazionale... Vale la pena (ri)leggere, dopo 40 anni esatti un articolo di Umberto Eco: "La sanguinosa scalata a un paradiso disabitato".

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    1. Lei anzitutto non ha colto l’ironia che impronta il post. Che c’entra poi l’articolo di U. Eco? Ad ogni modo lo rilegga bene l’articolo di Eco, vedrà che sostiene proprio la mia tesi, e anche in modo esplicito. Quanto alle Brigate Rosse, tema dell’articolo di Eco, dirò qualcosa il prossimo 16 marzo. Poche righe che inviteranno ad un calcolo aritmetico e conseguentemente a una riflessione. Nessuna apologia, per carità, solo un necessario inquadramento storico di quel conflitto, anche solo su base numerica, perché è stato fin troppo facile per la parte vincente darsi da sé la ragione, l’innocenza e l’amnistia.

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  5. La contingenza nazionale in quegli anni era il rapimento di Aldo Moro e la presenza di un fronte di oppositori al trentennale regime della DC. Mi sembra però che l'articolo sia, prima di ogni altra cosa, una riflessione sul potere, su un potere che già allora andava delineandosi come sovranzionale, impersonale, senza centro e senza periferia. Già all'epoca a qualcuno era evidente che l'eliminazione di un "commesso" dello Stato Imperialista delle Multinazionali non poteva essere risolutivo.

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  6. È uno scenario in cui spero, anche se, per il momento, mi accontenterei di un buon 10% in meno di partecipazione.

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  7. Solo un atto ci rende uguali ai nostri padroni, il valore intrinseco del voto. Ritieni che il capitale consideri il voto ugualitario una anomalia? Pensare e sperare che nessuno vada a votare rimane una utopia, tanto più che in questa fase il Potere preferisce il non voto per potersi spartire la torta con solo i voti dei propri famigliari. Siccome mi hai onorato di un ciao, anch’io ti voglio salutare con un caloroso,
    Ciao Roberto B

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  8. Se votare facesse qualche differenza non ce lo lascerebbero fare.Mark Twain

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