martedì 2 agosto 2016

L'orologio posto in alto all’ingresso


Mi accorgo di avere difficoltà con la cronologia, ma solo con quella di questo secolo. Per esempio ieri, per qualche istante, ho provato un senso di smarrimento, quasi di vertigine, dovendo collocare temporalmente nella mia memoria l’anno 2001. Strano perché fu un anno di cesura con dei botti mai visti prima. Mi succede per motivi anagrafici o è segno precursore di qualcosa di più grave, di un crollo? Oppure si tratta più banalmente di rimozione, del disinteresse per un’epoca priva di progetto, che denota un’atmosfera di maledizione, in cui non si sa vedere il fondo del problema e alla quale a mia volta non riesco ad assegnare un colore e un particolare odore?

Associo ogni decennio della mia vita ad un colore dominante diverso, ma anche con un odore. Per esempio, gli anni Cinquanta sono bianchi e l’odore è quello del pane sfornato. Per i Sessanta il filtro è verde cui fa pendant l’odore dell’erba bagnata. Non tutto il decennio però, perché dal 1967, per me fatidico, prevale un giallo-bruno autunnale e l’immagine è di un viale che ho conosciuto bene tanto da diventare cronaca di un sogno ricorrente. La decade successiva, i turbolenti Settanta, è immersa in una foschia umida e pungente, l’odore stagnante del fumo di sigaretta. Il colore della decade che ha chiuso il lungo secolo è vago, indeterminato, non un colore ma un guazzo, e soprattutto senza alcun sapore particolare.


Gli anni Ottanta invece li rammento in technicolor, sgranato come usava nei filmati d’allora. Se l’ansia avesse un odore sarebbe quello di quegli anni. Ricordo visivamente, in particolare, dove mi trovavo quel certo giorno. Al solito avevo acchiappato un treno, stavo nel corridoio perché tutti i posti a sedere erano occupati. Udivo provenire dallo scompartimento delle voci che spiegavano il motivo per il quale i treni da Bologna portavano forte ritardo. Era esplosa una bomba, dicevano, su un treno. Un’altra! Non era così, l’ordigno stragista era stato collocato nella sala d’attesa di seconda classe. La stessa nella quale tante volte avevo aspettato scrutando quel lento orologio posto in alto all’ingresso.

15 commenti:

  1. da Bologna c'ero passato il giorno prima e avevo preso una porzione di lasagne al bar della stazione. quella mattina ero di già nel Cilento, nel pomeriggio, quando sentii la notizia della bomba, mi chiesi come al solito "cui prodest?". ancora non c'è risposta

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    1. non so le lasagne al bar, ma i cestini con lasagne della stazione di Bo erano pessimi, pessimi anche i panini, come ovunque del resto.
      la storiella dei palestinesi è da ridere, però c'è chi gli dà spazio. non sapremo mai la verità, come per altre stragi. e ad uccidere matteotti, ricorda, furono le brigate rosse. questa l'ho sentita ripetere proprio ieri pomeriggio, riportata da rediotre verso le cinque.

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    2. a Olympe

      erano pessime - girano ancora per il gargarozzo

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    3. come le pastine della prima comunione

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  2. Condivido il giudizio sui cibi, però al bar privato dei ferrovieri erano ottimi......non presi il treno quella mattina perché era troppo caldo e non avevo voglia di andare solo per prendere un libro all'Archiginnasio, restai a casa, Flavia no.....aveva 19 anni e ancora si ignora, forse per sempre. MI indigna che oggi una delegazione islamica partecipi alla commemorazione, a che pro?

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    1. dovrebbe indignarci l'ipocrisia delle autorità dello Stato che ogni anno ripetono: "avanti fino alla piena verità"

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    2. Lo stato, se così si può chiamare, mente in questo 'paese' dal 1861, s'immagini lei se non lo facesse ancora.

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  3. Cara Olympe,

    ci vorrebbe un titolo alla Camilleri per descrivere lo "stato attuale" ,per esempio : L'odore dei soldi .
    Certa gente non sa descrivere colori e suoni, ma ti assicuro che riconosce tale odore a chilometri, meglio di un segugio.
    Eppure, non dovrebbe stupirci più di tanto il senso di smarrimento che pervade tanti della nostra generazione, almeno da un punto di vista "razionale e scientifico ".
    Mah, tant'è..
    In letteratura poi, anche a buoni livelli, leggo molta spazzatura e intimistiche insignificanze, che trovano il tempo che trovano.

    caino

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  4. Olet,olet !

    caino

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  5. Siamo in molti ad avere dei "ricordi" ,anchio quegli anni ero passato spesso per quel lato della stazione, ed infatti la " strategia della tensione" gioca molto su quanto il "bersaglio" possa incidere nella psiche di molti .

    Ma se fu scelta allora bologna e non altro ( es firenze o roma) fu perche' l' obbiettivo psicologico principale erano le masse "comuniste" e bologna era appunto la "capitale" di quel partito bersaglio in origine della "strategia" e a cui "la strage" servi' appunto come rito catartico per sacralizzare quella omologazione al sistema gia' iniziata con il sequestro moro.
    ws

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  6. All'epoca era molto diffuso nelle vie di città e campagna il profumo di pane fresco - quello vero - molto meno quello del denaro, da ciò una più diffusa solidarietà accompagnata dalla semplicità.Eravamo e ci sentivamo più uguali e meno comodi.
    Il branco dei segugi negli anni si è parecchio infoltito, la preda è più o meno la stessa, del resto l'uomo è sempre stato cacciatore,non è mai cambiato, sono le occasioni di caccia che sono aumentate.

    L'attuale senso di smarrimento delle generazioni pre e post belliche, per quanto possa provare, non ha tanto valenza razionale o scientifica, quanto la sfumatura etica anche nei comportamenti più minuti che sconcerta. Purtroppo anche trasversalmente; iniziando anche dal linguaggio di signorine e signore, molte delle quali non si sarebbero mai sognate di intervallare i loro discorsi con vari 'cazzi e ne ho pieni i coglioni' a piè sospinto (la voglia della constatazione de facto mi intriga sempre). La liberazione della donna in questo non c'entra nulla.
    Il proprio riconoscimento in classe proletaria sta già iniziando dal linguaggio e dai comportamenti. Speriamo continui così.


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  7. non si può naturalmente disgiungere la bomba dal tutto, per quanto complesso. E il tutto, semplificando al massimo, è la politica di spesa assistenziale esplosa in quegli anni. Di solito chi ne ha usufruito ci racconta che il debito è impazzito sotto Craxi per colpa della corruzione, ma in realtà è aumentato a livelli irreversibili dopo Moro per comprare un paio di generazioni illuse. E' anche questa corruzione mi si dirà, certo. Ma, rispetto alle mazzette, quale miglior metodo di dividere (spartirsi) il tutto che il terrore indiscriminato?

    Ci sarà pur qualcuno della vostra generazione che si ricorda, oltre ai colori, di essere andato in pensione a 40 anni di età?
    Non vorrei, però, sembrare irrispettoso: è la storia del nostro paese ad essere sempre irrispettosa. D'altronde abbiamo a che fare con le classi dirigenti italiane, e con il papa, non con formazioni politiche moderne.
    Non possiamo non ricordare che a piazza Fontana la bomba fu, non a caso, alla banca nazionale dell'agricoltura che è solo un nome più accurato di chiamare la penisola intera.

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    1. io penso che la città di bologna sia stata sul cazzo ai molti reazionari che ha sempre vantato l'italia. ma francamente non saprei formulare – posto che serva a qualcosa – una qualunque ipotesi sui mandanti. certa è una cosa: tutto quell'esplosivo non si raccatta per strada

      oltre ai colori ricordo perfettamente i miei 40anni di contributi. degli altri non so.

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    2. per me i suoi contributi più importanti son quelli che sta versando ora in questo blog. (certo non devono essere disgiunti dai 40anni fiscalizzati...). Io cerco di non farne mai questione personale, tantomeno da anonimo su un blog, ma posso dirle che ammiro chi sa riconoscere i colori delle nostre stagioni e li sa poi scrivere.

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