martedì 18 agosto 2015

Al cubo


Un tempo quando si diceva che il mondo è impazzito era un modo per significare che l’ordine delle cose veniva scosso nei suoi tradizionali fondamenti e consolidate abitudini a causa dalle più varie e in certi casi discutibili innovazioni. Poi pensava il senso pratico ed estetico a far selezione delle novità, e dunque si faceva l’abitudine a ciò che in un primo momento era parso così strano ed insolito. Una volta assimilata, la novità attendeva a sua vota di essere superata e sostituita da altra “stranezza” ancora. È anche per tali motivi che dapprima abbiamo lasciato le caverne e poi non indossiamo più le sottogonne di crinolina.

A riguardo dell’abbigliamento, pensiamo ai maglioni a girocollo che sostituirono massicciamente le camicie. Ebbene furono una novità soprattutto negli anni 1960-'70, e oggi un capo di vestiario simile lo parta quasi esclusivamente – e forse non a caso – un noto farmacologo. Nelle spiagge, ricordiamo come il bikini fu percepito all’inizio quale azzardo, ma vedere oggi un costume a pezzo intero è quasi una rarità. Per non dire dei cappotti, largamente sostituiti dai piumini, e non troppo frequente è anche l’uso della gonna. Eccetera.



E tuttavia vi sono cose alle quali non possiamo fare l’abitudine, che l’occhio, anche il meno educato al bello, rifiuta di considerare accettabile dal punto di vista estetico. Ed è questo il caso delle nuove costruzioni progettate e realizzate da quegli architetti (e loro committenti) che si credono dotati di un punto di vista estremamente creativo e  all’avanguardia, le cui realizzazioni, ci raccontano, se non le comprendiamo ed apprezziamo è perché siamo vincolati a vecchi schemi estetici, roba da rozzi provinciali.

Ebbene no, non serve che passino gli anni e i decenni per stabilire che quanto oggi realizzato a norma di legge in architettura è il più delle volte una porcata e che committenti e architetti, sopraintendenti e autorità preposte, sono, per usare un termine nel suo senso originario, dei deficienti.

Il cubo fatto passare per edificio ad uso alberghiero sul Canal Grande è solo uno degli ultimi esempi di follia a sfondo speculativo. Vedo ora, traendolo da un altro blog, questo “coso” di cemento realizzato a Foligno e che dovrebbe essere e rappresentare una Chiesa, tra l’altro su uno sfondo paesaggistico, benché in parte deturpato, che andava senz’altro preservato e tutelato.



Altre e ben più cruente efferatezze ci dovrebbero preoccupare e tuttavia anche questi “cosi”, apparentemente meno cruenti ed efferati, sono un chiaro segno dell’impazzimento del mondo, così come il fatto stesso che permettiamo che simili personaggi si qualifichino con titoli e cariche che con ogni evidenza non meritano ed usurpano.

7 commenti:

  1. quel coso lo sapremmo disegnare tutti , specie i bambini dell'asilo

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    1. no, cara Lucilla, questa volta non sono d'accordo. I bambini non disegnano cose del genere poiché anche il meno dotato sa disegnare con più fantasia e grazia di un simile architetto

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  2. Sono anni nei quali ha sempre ragione chi urla più forte e ci siamo assuefatti alla televisione, mai un dibattito che entri nel merito dei problemi, solo urla, insulti, cazzate e il vuoto totale, ( grazie America che ci hai insegnato) e anche "questi cosi" sono valorizzati: sono un urlo galattico!
    Temo che i tempi del ragionamento, degli ideali, della pacatezza di chi ha qualcosa da insegnare siano ormai finiti, immolati sull'altare della pubblicità.

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  3. che dovrebbe essere e rappresentare una Chiesa

    una " kaaba " appunto ; e adesso non ci resta che aspettare che ci cresca il deserto arabico intorno :-)

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  4. La Chiesa cattolica è all'avanguardia nella distruzione del bello, specie se antico. L'incultura del clero, basso o alto, è perfettamente in linea con quella della media della popolazione. Lo squallido menefreghismo degli addetti alla religione per tutto ciò che è bellezza - specchio della loro ottusità e bassezza - emerge ovunque giriamo gli occhi e vediamo "chiese" contemporanee, aborti industriali commissionati da vescovi ignoranti e trafficoni ad architetti della loro stessa risma. E pagati da noi. Peraltro quegli aborti senz'anima, dall'aspetto a volte molto simile a quello di banche, riflettono bene l'idea e la pratica del Dio del capitalismo.

    Per quanto riguarda la foto, il cubo fa ovviamente schifo, ma forse non più degli orrendi casermoni anni '70 sulla destra e tutto quel liquame cementizio, quella lebbra tirata su da geometri criminoidi e da speculatori mafiosi che pullula e trabocca ovunque, a Foligno come in ogni parte d'Italia, dappertutto, senza soluzione di continuità.

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  5. Cara Olympe,
    avrei voluto lanciarmi ,in un post sull''estetica,affrontandolo da un punto di vista materialistico-dialettico.
    Ma poi la cosa mi avrebbe portato via un sacco di tempo.
    Per cui desisto,e tanto per tornare ai nostri poligoni,piu'o meno regolari,pensavo: "visto che la Grecia sta vendendo i porti alla Germania ,la quale li acquista con i "surplus realizzati in questi anni,sulle nostre palle e visto che di qui a breve tocchera'a Noi,perche'non venvere Venezia ai totesconi,compreso il Cubo,insieme per lo stesso prezzo gli regaliamo pure Fuksass o come diavolo si chiama ?

    caino

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  6. a me il cubo piace.

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