lunedì 23 febbraio 2015

Anche agli occhi degli sciocchi


Per ipotesi poniamo che la rappresentanza parlamentare rispecchi grossomodo la composizione delle classi sociali. Pertanto la maggioranza dei parlamentari dovrebbe essere costituita da rappresentanti delle categorie dei lavoratori dipendenti (operai dell’industria, dell’artigianato, dei servizi, impiegati ecc.) e dei pensionati in genere.  Il loro mandato sarà limitato nel tempo, di modo che al termine ritorneranno a fare davvero quello in cui erano occupati prima. Chiedo: in tal caso, le leggi sul lavoro e le pensioni, ma anche quelle che riguardano il fisco e più in generale l’economia, sarebbero le stesse che sono approvate oggi dagli attuali rappresentanti in parlamento?



Per quale motivo i salariati non eleggono propri rappresentanti tra gli appartenenti alle loro stesse classi sociali? Chi fa le leggi elettorali, e chi le liste? Gli stessi partiti che dicono di rappresentare la volontà del popolo, lo sappiamo bene. In realtà essi rappresentano anzitutto la volontà e gli interessi di pochi, certamente non della maggioranza. E del resto non è forse pacifico che chi detiene il potere economico controlla anche quello politico da molto prima che nascesse Pericle? E non solo il potere politico ma sono tra i maggiori proprietari dei mezzi di comunicazione.

Lo Stato è il più freddo dei mostri freddi, amava ripetere De Gaulle citando lo Zarathuštra di Nietzsche. Fredda anzitutto nel mentire è la dittatura della borghesia. Questa espressione, dittatura della borghesia, non ci incute alcun timore, anzi tendiamo a respingerla. Crediamo che non di dittatura di una classe si tratti, non di freddo mostro, ma di democrazia. Imperfetta quanto si vuole, ma pur sempre democrazia.

La democrazia borghese ha saputo sviluppare classi di sfruttati che per educazione, tradizione, abitudine, riconoscono come leggi naturali ovvie le esigenze e le idee stesse del freddo mostro. Allo stesso modo che l’antico schiavo e il servo della gleba riconosceva come naturale e immodificabile l’ordine sociale nel quale sopravviveva. Solo le aspettative di natura trascendente erano incoraggiate, la promessa del premio post mortem. Oggi che Dio è moribondo, si provvede anche con più prosaiche e spicce lusinghe.

E allora che si fa per cambiare questo stato di cose? Come fecero i predecessori degli attuali proprietari del mondo nei riguardi di feudatari e aristocratici del tempo. Non ci sono scorciatoie. E però, osserva Pierino, finché gli attuali proprietari ci garantiscono pizza, televisione e pornografia chi si ribella? Pierino è un solerte e impaziente rivoluzionario, ma non è un comunista.

Se però, invece di dittatura della borghesia si dicesse dittatura del proletariato? Sarebbero in molti i Pierini a storcere il naso e battere i piedi. No, dittatura no, è il comunismo dei gulag. E chi ha detto a Pierino che quello era comunismo? Anzitutto la borghesia. L’impero del male, ricordate? I dittatori erano ben contenti di farsi chiamare comunisti dalla borghesia, un attestato di denominazione garantita e protetta da opporre a chiunque osasse contestare la legittimità del loro potere. Si proponevano di risolvere un’equazione che non conteneva nei suoi termini gli elementi della sua soluzione. Questo il punto.

Chi aveva eletto Stalin, Beria, Kruscev, Brežnev, Mao, Chou En-lai, eccetera? Potere a vita! Chi legiferava e qual era la condizione degli operai e contadini? Comunismo quello? Suvvia, non prendiamoci per il culo. Sarebbe come dire che in un sistema capitalistico la sovranità appartiene al popolo (risate fino alle lacrime).

Nessuna riforma elettorale, vigente il sistema borghese, darà il potere a chi lavora. Un altro aspetto della faccenda riguarda il lavoro e la produzione. Oggi si produce non per soddisfare bisogni, non per dare cibo, abitazione, istruzione e cure all’umanità, ma per accumulare capitali, minacciare e farsi la guerra.

Milioni di disoccupati e impianti sottoutilizzati e si approvano leggi per spremere ancor più lavoro. Trecento tipi di snack e però i bambini sono con una dieta povera di proteine. In Europa! E l’unica cosa che sanno opporre gli stronzi “de sinistra” è di non mettere la cravatta per protesta. C’è una rivoluzione ben più pericolosa che avanza e che il capitale non può fermare.


Così come il vapore, l’elettricità e il telaio meccanico sono stati rivoluzionari ben più pericolosi di Raspail e Blanqui, allo stesso modo la rivoluzione tecnologica in atto rivelerà, anche agli occhi degli sciocchi, il carattere storico e transitorio della forma-valore, dimostrando che i presupposti su cui poggia la società odierna sono una base miserabile rispetto a ciò che si può realizzare.

14 commenti:

  1. Un gran post corroborante. Grazie.

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  2. L'ho letto tutto d'un fiato Olympe. E arrivato all'ultimo paragrafo leggo: "allo stesso modo la rivoluzione tecnologica in atto rivelerà, anche agli occhi degli sciocchi, il carattere storico e transitorio della forma-valore, dimostrando che i presupposti su cui poggia la società odierna sono una base miserabile rispetto a ciò che si può realizzare".
    Puoi fare qualche esempio a proposito. Cioè, tu credi principalmente che attraverso il mezzo internet, avverrà quella rivoluzione che il capitale non può fermare? e che questa rivoluzione sia già in atto dunque?

    Buona serata Olympe, Franco.

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    1. http://diciottobrumaio.blogspot.it/2013/05/il-carattere-storico-e-transitorio.html

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  3. Complimenti e ciao.g

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  4. Comunisti si nasce,è una predisposizone d'animo.Ci vuole 'cuore'. Pierino potrà forse trasformarsi in un morto di fame ma non comunista; gli hanno fatto vedere un vassoio di cioccolatini e ha perso la testa. Non sceglie,li vuole tutti e non è disposto a condividere.

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    In un'altra era astrale, la sera del 26 Ottobre 1905 si riunirono 40 delegati
    nella sala dell'Istituto tecnologico di Pietroburgo e fu la prima riunione dei consigli - soviet - il primo concreto modo di dar vita ad una democrazia diretta non già limitatamente ad una singola metropoli (Pietroburgo) ma ad un paese dall'estensione immensa. Che è poi il problema della democrazia moderna se non vuole snaturarsi in un meccanismo di delega che finisce col negare la premessa stessa della democrazia.
    Ma allora non c'erano cioccolatini o se ce n'erano ad estrazione te ne pigliavi uno e via.

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    Ma infine a Pierino interesserà sapere cosa si possa realizzare nel futuro
    piuttosto che tifare ora per qualche reziario o mirmillone al Colosseo?



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  5. il dominio di una classe sulle altre deve comunque darsi una sua coerenza formale, in accordo coi tempi e col contesto, altrimenti molto prima della rivoluzione tecnologica, i sistemi cadono nel ridicolo. E' il caso italiano. Nulla, in questa penisola, ricorda una democrazia, nulla ricorda lontanamente uno stato di diritto, più di qualcosa, invece, ricorda il fascismo, la'utobiografia di un'espressione geografica... la patria del diritto senza stato alcuno: la farsa. governi di larghe intese guidati da sindaci nominati da presidenti della repubblica rivotati da parlamenti eletti con legge incostituzionale ecc ecc. Solo l'incapacità di "farseen una ragione" e, in modestissima parte, la carità di patria, spiegano la mancanza di eutanasia per questa brutta agonia. Solo il vaticano, la tv, e i conflitti d'interesse, tengono insieme il quadretto istituzionale. Ma le troppe storture, l'apatia, e in ultimo pure i tirainculo al governo, hanno rivelato, anche agli occhi dei servi sciocchi, l'infondatezza della nostra repubblica. Smebro l'ortis! tutto è perduto Olly mia! evviva!

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  6. Penso che ciò che scrive nell'analisi corrisponda al vero. Sulla previsione ho più dubbi, soprattutto non sono sicuro di fare in tempo a vederla realizzata, forse nemmeno i miei figli.

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    1. perché tanta fretta, ci sono voluti seimila anni per arrivare dalla ruota al trolley ...

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  7. allo stesso modo la rivoluzione tecnologica in atto rivelerà, anche agli occhi degli sciocchi, il carattere storico e transitorio della forma-valore

    io invece temo che la "rivoluzione tecnologica in atto" applicata all' intero globo porti solo al consolidamenti della "dittatura degli ottimati".

    La "SStoria" e' infatti li a dirci che l' evoluzione ( transitoria) in senso "popolare" dei rapporti di forza tra "grassi"( detti allora "borghesi" ) e "minuti" ( detti "proletariato") sia stata solo un "unicum" nello spazio e nel tempo della "vecchia europa" .

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    1. il suo è solo un sentimento oppure si base su qualcosa di reale?

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    2. direi tutteedue perche' mi sembrano dati di fatto che mentre la "rivoluzione tecnologica" ha aumentato la quota di pluslavoro sottratta al "salarii" ( cose che dovrebbe "marxianamente" accelerare "l'nevitabile esplosione del sistema capitalistico " ) ha anche permesso di aumentare la narcolessi e l' infantilismo di chi dovrebbe farlo esplodere.

      In altre parole siamo " in terra incognita" e non sono per niente ottimista.

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  8. Inutile stare a sottolineare che, sono completamente d'accordo con quanto ho letto. Ma mi pongo un problema: la maggioranza dei lavoratori, non pensa nemmeno di stare in una società divisa in classi sociali. Ci vorrebbe chi spiegasse loro che la nostra è una società classista, e che loro stanno alla base della piramide, (i moderni schiavi insomma). Lei come procederebbe, cosa propone per ovviare a questo problema. C'è un metodo?

    La saluto.

    P.S: ne ha scritto per caso su questo blog, del perchè non si ha da parte di chi sta alla base della piramide, la percezione netta, distinta, di far parte di una società divisa in classi sociali?

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    1. Nessuna risposta pervenuta, devo dedurne di aver posto delle questioni sciocche?

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    2. mi scusi, ma essendo un post di qualche giorno fa ho perso di vista il commento.
      credo di aver scritto spesso su questi temi, certamente ne scriverò ancora.
      molti saluti e scusi ancora

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