sabato 24 gennaio 2015

Tsipras, il “serial killer”, l’alter ego ellenico di Renzi


Poiché disponibile solo in abbonamento, riporto integralmente in nota alla fine del post alcuni stralci da un articolo del Financial Times, noto giornale di orientamento bolscevico, in cui Alekos Alavanos, predecessore di Tsipras a capo di Syriza, traccia un ritrattino del Renzi greco (*).

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Dopo cinque anni di brutali misure di austerità dettate dell’Unione europea e dal Fondo monetario internazionale, la Grecia ha toccato il fondo economicamente e socialmente. I partiti tradizionali sono così detestati (eufemismo) che Syriza, una coalizione della cosiddetta sinistra radicale (Synaspismós), ha la possibilità di vincere le elezioni e prendere la direzione del governo. Come Berlusconi, Alexis Tsipras ha promesso che abolirà l’Imu greca, che lì si chiama Enfia. La vittoria elettorale di Syriza avrà un impatto soprattutto sui media, ma per la gente che lavora (se ha un lavoro) un governo Syriza non rappresenterebbe un modo per uscire dalla crisi; al contrario, rappresenterebbe l’ennesimo inganno.



Possono cantare quella stupida canzone di Bella ciao quanto vogliono, ma Syriza è una formazione politico-elettorale di destra, un partito borghese che poggia su strati benestanti della classe media (basta leggere le dichiarazioni di Marine Le Pen a Le Monde). Le sue politiche sono determinate dai burocrati sindacali, accademici, professionisti, funzionari parlamentari e ceto impiegatizio statale che cercano di difendere i loro privilegi, preservando l'ordine sociale. Alexis Tsipras, come detto, promette agli elettori una modesta diminuzione delle misure di austerità, e non manca mai di rassicurare i rappresentanti delle banche e dei governi che hanno "nulla da temere" da un governo Syriza.

Syriza riconosce espressamente i fondamenti del sistema europeo e internazionale, l’ordinamento statuale borghese, l'euro, l'Unione europea, la NATO. Syriza si propone come un partito che può proteggere il capitalismo e le sue istituzioni dalla minaccia di ribellione sociale. In buona sostanza quello che si proponeva di garantire, in cambio di qualche riforma, il M5S se avesse vinto in Italia.

Syriza si limita a dire che i ricchi dovrebbero pagare qualche tassa in più in modo che i poveri possano ricevere qualche pietosa elemosina. L’ingegner Tsipras ha visitato Washington, Berlino, Bruxelles e numerose altre capitali per assicurare le élite dominanti della sua affidabilità, comprovata peraltro dal suo curriculum e dall’atteggiamento assunto dal suo movimento al parlamento europeo.

La questione della ristrutturazione del debito greco è da anni sul tavolo dei tecnocrati europei, così come quella del debito di altri paesi. Ciò è confermato, tra l’altro, dal Ft che l’altro ieri titolava: Davos 2015: Finland opens to Greece renegotiation. E tuttavia anche queste promesse non saranno mantenute se il partito entrerà nel governo, come dichiarato da Tsipras al Ft in un’intervista del 20 gennaio:

“Il mio partito – ha affermato – garantisce un nuovo contratto sociale per la stabilità politica e la sicurezza economica […] Questo è l'unico modo per rafforzare la zona euro e rendere il progetto europeo attraente per i cittadini di tutto il continente”.

Esplicitamente si è impegnato a rimborsare il debito greco e a rispettare criteri di bilancio dell'UE: “Un governo Syriza rispetterà l'obbligo della Grecia, in quanto membro della zona euro, per mantenere un bilancio in pareggio e gli obiettivi quantitativi.”


Oggi, come successe del resto negli anni Trenta, quando i partiti tradizionali sono completamente screditati, i partiti piccolo-borghesi come M5S e come Syriza assumono il compito di convogliare la delusione e la rabbia di strati sociali oppressi da una politica economica reazionaria. Ciò che importa al sistema di dominio borghese è mantenere, attraverso il voto, le apparenze della democrazia. Finché sarà possibile.


(*) “I think he’s very ambitious,” says one former member of the party’s central committee who broke with the group during Mr Tsipras’s rise. “That’s the only thing motivating him. He’d like very much to be the prime minister.”

Even Mr Tsipras’s predecessor as Syriza chief, Alekos Alavanos, questions whether the party’s rhetoric matches its intentions. “It has radical left origins, but Syriza now is a moderate party,” says Mr Alavanos, credited by many with orchestrating Mr Tsipras’s rise.

Mr Tsipras, only half-jokingly, acknowledges that some within Syriza view him as a “serial killer”, having ruthlessly disposed of leaders from the party’s founding generation — including Mr Alavanos. Whether Mr Tsipras is an idealist hell-bent on upending the eurozone, or a cold-blooded dealmaker willing to compromise his hard line against the terms of Greece’s €245bn bailout, is no longer just a question for the Athens political gossip circuit.

11 commenti:

  1. Al solito un gran bel post Olympe.
    Speriamo che l'astensione si alta, altissima.

    Ciao, Franco.

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    1. come pecore con il pifferaio andranno a votare
      ciao

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  2. Sono così seriali come robottini appena usciti dalla catena di montaggio che basta leggerne fisiognomicamente il viso per scoprirne le affinità renziane. Le sue dichiarazioni sono tutto un programma. Come ben evidenzi tu saprà sicuramente elargire al popolastro (popolo pollastro) qualche euro in cambio di una sempre più produttiva schiavitù. Una ottantina di euro al mese basteranno? O sono troppi? Qualche riformina da copiare dall'Italia? Chissà se hanno anche in Grecia un Bruno Vespa un porta a porta le invasioni barbariche un Del Debbio dove andare a spiegare la Grecia del futuro?
    Tsipras? Prrrrruuuuuueeeeeeeeeeeeeeeeee! (È una pernacchia stile Eduardo De Filippo)
    Ciao

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  3. "La propaganda di un mito politico devi rivolgersi ad un pubblico che sia, in qualche misura, preparato a ricevere il mito, e con il suo atteggiamento ne favorisca la nascita ed il successo in quanto lo considera necessario alla propria esistenza. Per avere successo, il mito politico deve essere conforme a desideri e aspirazioni collettive." (E.Gentile, Fascimo. Storia e interpretazione, pag. 114/115).

    Il vero capolavoro dei regnanti è portare le cose a un punto tale che la massa invoca ciò che essi desiderano, ed è contrario agli interessi generali, per rimozione e disperazione su ogni altra alternativa.

    Tra votanti recidivi, pollame onnivoro,savonarola catodici e spernacchianti alla fine ......... non è la vaselina della consapevolezza che può fare la differenza. Però chi si accontenta ...

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  4. Analisi perfetta, anzi è pressoché certo che il cambio delle marionette sia già stato predisposto da tempo in luoghi ben lontani da Atene. Non credo che l'astensionismo sarà molto alto. Piuttosto vorrei chiedere ad Olympe cosa pensa del KKE. Posto che si tratta di un partito di poco più che testimonianza, a me almeno sembrano coerenti, di una coerenza che in Italia non ha lasciato alcuna traccia, se mai ce n'è stata qualcuna.

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    1. non ho notizie recenti del KKE perciò non poso esprimere alcun giudizio. ciao

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  5. grande analisi e da scolpirne nel marmo la sintesi.
    Ciò che importa al sistema di dominio borghese è mantenere, attraverso il voto, le apparenze della democrazia. Finché sarà possibile.

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  6. Tsipras, io come Renzi, cambierò verso all'Europa - "Io personalmente Renzi non lo conosco ma i nostri staff hanno preso contatti e la nostra sintonia è naturale. Va cambiato verso all'Europa, perché l'austerità sta strangolando tutti". Così Alexis Tsipras, come riporta in apertura il Messaggero. Renzi, dice il leader di Syriza, "lo conoscerò molto presto e avremo tanto di cui parlare. La pensiamo alla stessa maniera sulla necessità dello sviluppo e sull'uscita da questo rigore alla tedesca che sta danneggiando tutti i cittadini europei". "Negli ultimi giorni, abbiamo capito - afferma - che forse avremo la forza per governare da soli, senza dover fare alleanze. E l'atteggiamento del presidente della Bce, Mario Draghi, sugli aiuti ai Paesi europei è un segnale importante che ci fa separare per il dopo. Perché avremo risorse per ben amministrare la Grecia".
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    E' quanto ho letto oggi sull'Ansa.it, e mi sono fatto quattro risate.

    Ciao Olympe, Franco.

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  7. Magari ho capito malissimo, ma perchè, di grazia, la Grecia non dovrebbe onorare i propri debiti? Un conto è il debito pubblico di un paese africano dove un dittatore foraggiato dall'occidente ha comprato aerei da guerra e carri armati per trent'anni mentre il popolo moriva (letteralmente) di fame.
    Un conto è il debito pubblico di un paese che usava i bot per fare cassa a fini elettorali (come l'Italia e i baby pensionati di Craxi), con i governanti regolarmente eletti. Da un elettorato che aveva le facoltà intellettive per capire che a loro finivano le briciole e si stava solo creando un sistema di caste che non sarebbe stato sostenibile in futuro.

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  8. Astensionismo al 40%. Mi sbagliavo a pensare che sarebbe stato più basso!

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    1. se questo è il dato, tenuto conto della grancassa mediatica c'è di che riflettere

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