domenica 31 marzo 2013

Tonni nella rete



Quasi quaranta milioni d’italiani si sono recati alle urne per eleggere 945 deputati e senatori. Non è bastato per formare un governo. Il presidente della repubblica, il quale riferendosi a se stesso si autodefinisce “capo dello Stato”, ha ritenuto di nominare ben due commissioni, a tempo indeterminato e delle quali solo alcuni membri sono parlamentari, per le riforme istituzionali e per l’economia, ossia per trovare punti di convergenza tra i partiti su quelle problematiche. Questa decisione è stata presa perché gli altri quasi mille parlamentari, da soli, non sono riusciti a formare un governo. Non chiamatelo inciucio, non sta bene.

Il rappresentante del movimento per la rivoluzione, quel tonno di Vito Crimi, ha dichiarato: “Il Presidente ci dà ragione, Parlamento subito al lavoro”. Ci vorrà del tempo e forse poi anche Crimi e le altre intelligenze della tonnara grillista capiranno di essere caduti in un altro tranello. Fatale.


sabato 30 marzo 2013

Alle spalle, cioè presi da dietro



Restiamo in attesa di un nuovo governo e di una legge elettorale a misura d’inciucio. Tra qualche mese tutto sarà ancora più chiaro, quando la crisi comincerà a produrre effetti speciali. Intanto tutti i partiti, tranne l’M5S, hanno deciso, in spregio al regolamento della Camera, che i Fratellini d’Italia – nove deputati in tutto – possono formare un gruppo parlamentare autonomo invece di andare a comporre il gruppo misto. Si dirà: e allora? Il regolamento prevede un minimo di venti deputati. Si replicherà: e che ci frega? Il gruppo parlamentare autonomo dei Fratellini d’Italia ci costerà 400.000 euro all'anno in più. Cazzo, ma non si dovevano tagliare le spese? A questi bisogna tagliare le teste per non farli mangiare più.

L'arrocco



Nel gioco degli scacchi, il giocatore può muovere un pezzo alla volta. Vi è un caso però, determinato dalla particolare disposizione dei pezzi sulla scacchiera, in cui il giocatore ha la possibilità di muovere due pezzi con una sola mossa.

La cantina del Quirinale



In attesa che Napolitano (quella delle sue dimissioni era una bufala palese) conferisse l’incarico di formare il governo al presidente della corte costituzionale, cioè a Franco Gallo, oppure ad altro personaggio di rilievo istituzionale, stavo pensando a questioncelle ben più prosaiche, ossia al vino da abbinare domani al cibo. Ho immaginato la sterminata scelta di vini della cantina del Quirinale, e poi mi è venuto in mente un passo dei Principi dell’economia politica e della tassazione in cui David Ricardo tratta di vini pregiati. Scriveva l’economista:

Tifosi



Le posizioni sono nette e distinte: c’è chi è favorevole all’uscita dall’euro e chi è contrario. Si tratta di tifo travestito da “razionalità” e supportato da grafici. Una delle accuse principali rivolta a chi è contrario all’uscita dall’euro, è quella di confondere inflazione e svalutazione e di stimare arbitrariamente gli effetti di due concetti economici diversi. Nel valutare gli effetti svalutativi, scrivono ad esempio i tifosi a favore dell'uscita dall'euro:

venerdì 29 marzo 2013

Quello che Napolitano non farà



Quanto incenso per Napolitano, eppure egli è tra i maggiori responsabili della situazione attale. Impose Monti nel novembre 2011 invece di sciogliere le camere e metter Berlusconi definitivamente in un angolo. Monti – dissi già allora – è un incompetente e farà danni. Ci volle un anno e più e anche Eugenio Scalfari – suo grande sponsor – dovette riconoscere che Monti è “poco sensibile allo sviluppo dell’economia reale”. Al suo attivo quel governo ha una riforma delle pensioni iniqua con relativo strascico per quanto riguarda i così detti esodati; l’abolizione dell’articolo 18 e una riforma del lavoro del cazzo. Il risultato è che la crisi economica e sociale si è aggravata e sul piano politico oggi ci troviamo tra i piedi ancora Berlusconi e il fenomeno Grillo.


[...]



Non è vero che le cose vanno così male. Non dappertutto.

* * *

Gli onorevoli deputati del M5S, per tener fede a una delle promesse elettorali, dovrebbero predisporre il seguente disegno di legge (meno di 140 caratteri) :

La settimana lavorativa normale non può eccedere le trenta ore.

* * *

Cosa pensa di Twitter, in cui si hanno 140 caratteri a disposizione per dire qualcosa?

Ricevo una tonnellata di email, e sempre più spesso i messaggi sono domande o commenti di una frase, a volte così brevi che stanno nell'oggetto della mail. Bev mi ha fatto notare che è appunto la lunghezza dei messaggi di Twitter. Se si analizzano questi messaggi si nota una certa coerenza: danno l'impressione di qualcosa che è stato appena pensato.

Magari cammini per la strada, ti viene in mente un pensiero e lo twitti. Ma se ti fermassi a pensarci per due minuti, o facessi un minimo sforzo per riflettere sull'argomento, non lo invieresti. A dire il vero, sono arrivato al punto che a volte mando una lettera solo per dire che non sono in grado di rispondere a una domanda di una sola riga.

(Noam Chomsky, da Il Fatto quotidiano)

L'inventore delle polpette



Un tempo, al ritorno da scuola, negli androni e salendo le scale dei condomini, si potevano indovinare dagli odori tante cose di quell’umanità semplice e povera. Non era necessario guardare il calendario per sapere quale giorno era. Quegli odori e sapori sono rimasti intessuti nei gangli della memoria di ognuno di noi. Che però è sempre meno memoria collettiva, poiché va lentamente sfumando come l’aceto nella cipolla che sfrigola.

giovedì 28 marzo 2013

Buon lavoro



Bravo Grillo, hai scoperto che i parlamenti legiferano e così lanci il guanto di sfida al riformismo dello spettacolo che ci sgoverna da troppo tempo. Giusto, trattiamo il nemico da nemico. Però ricorda che se le parole educano, l’esempio trascina. Perciò i tuoi eletti offrano l’esempio predisponendo articolati disegni di legge da proporre alle assemblee per l’approvazione delle vostre certezze rimpicciolite. Così sarà chiaro se che, oltre alle giuste critiche, sapete scrivere anche delle buone leggi senza trasformare problemi reali in dogmi stupidi. In tal modo valuteremo la vostra rivoluzione non solo per il progetto ma anche per la poesia.

L'ossimoro di Latouche



Con la natura ci comportiamo come eredi ubriachi in un’orgia; senza contare i danni che lo sfruttamento sconsiderato e insaziabile delle sue risorse causa al nostro stesso modo di pensare e rapportarci a essa. Perfino gli effetti che il capitalismo produce nella nostra psiche – primi tra tutti l’indifferenza all’equilibrio tra produzione e consumo, l’accettazione dell’impostura di certi modelli di sviluppo e di ricchezza, la familiarità con la rovina del paesaggio naturale e umano – sono devastanti. In tale senso, aveva ragione Nicholas Georgescu-Roegen, quando disse che chi crede che una crescita infinita sia compatibile con un mondo finito o è un pazzo o un economista.

E tuttavia il limite maggiore delle posizioni critiche a questo stato di cose – alludendo alle organizzazioni ambientaliste e ai movimenti “equo-sostenibili” che sostengono un approccio di decisa contrapposizione rispetto alla religione della crescita e dello sviluppo – è quello di non affrontare questi temi dal punto di vista conseguentemente politico, per cui anche una sensibilizzazione crescente sui temi ambientali e dell’equilibrio è di per sé insufficiente se non sviluppa in parallelo una critica del modo di produzione capitalistico e una proposta d’azione politica e rivoluzionaria per il suo superamento.

mercoledì 27 marzo 2013

I fanatici vanno presi sul serio

Immagine: Prima della telefonata di Grillo

I partiti sono di tutto e di peggio, in vent’anni hanno distrutto e svenduto l’Italia. È verissimo. Grillo lo dice e lo grida da anni in tutte le piazze d’Italia e nel web. Però bisogna distinguere la denuncia, sacrosanta, dalla proposta di Grillo. Bisogna per esempio tener presente che questi stessi partiti sono l’espressione politica degli interessi delle diverse classi sociali di questo paese. Grillo non le chiama classi sociali, ma gruppi A e B. Circa una ventina di milioni di persone costituiscono il famoso gruppo B, quello dei parassiti che dovranno essere annientati. Tutto nero su bianco.


Precisazioni necessarie



Tre notizie di fila fanno riflettere sul cambio d’epoca e sulla nuova condizione sociale ed umana che si va delineando. La prima notizia riguarda la sostituzione dei testi scolastici con il cosiddetto digitale. Dicono che le famiglie risparmieranno sui costi dei libri cartacei ed è probabile che sarà così, ma chiuderanno inevitabilmente delle aziende grafiche e anche le cartiere subiranno dei forti contraccolpi così come altri settori produttivi collaterali. La seconda notizia riguarda l’apertura di un supermercato nel quale in cambio di lavoro potrai fare la spesa. Anche in questo caso l’innovazione colpirà l’occupazione. L’altra notizia ancora, racchiusa in un titolo, dice che “non è mai stato così facile trovare lavoro in Nuova Zelanda”. Una precisazione necessaria di questi tempi: la Nuova Zelanda non è posta a nord dell’Inghilterra e, sembra, in nessun altro luogo dell'emisfero nord, per quanto possano esservi in rete anche opinioni discordanti.

martedì 26 marzo 2013

Senilità



La solita Hack, quella che l'omosessualità dipende dal DNA (*).

Le condizioni di estrema miseria di larghissimi strati della popolazione italiana erano ben conosciute da Mussolini. Interrompendo il relatore sul bilancio preventivo del 1929-30, sen. Mayer, nella seduta del 22 giugno 1929, Mussolini dichiarò: “Bisogna riconoscere che questo tenore di vita [degli italiani] non è eccessivamente alto. Vi sono Comuni in Sardegna e nell’Italia meridionale dove la gente per dei mesi si nutre di erbe” (dal resoconto stenografico: Atti Parlamentari, Senato, 1a sez., 1929, p. 1.158).

L'analfabeta di Bagdad



Nevica. Ieri sera Raitre ha detto che si tratta della primavera più fredda degli ultimi cinquant’anni. Questa mattina, un certo Corona, meteorologo di La7, ha affermato con sicurezza che le temperature sono nella media stagionale. A Roma, immagino. Fanculo.

* * *

Dunque Federico Pizzarotti (che non è ingegnere come più volte ho sentito presentare in Tv), è convinto che Kabul si trovi in Iraq. Non è poi così lontana dal paese indicato e poi la geografia, e segnatamente quella politica, in Italia è una sconosciuta, perciò mal comune mezzo gaudio. Medvedev, invece, secondo Pizzarotti sarebbe un pezzo grosso della commissione europea. Pertanto, evitiamo di chiedergli altre cose non attinenti ai compiti precipui del suo alto ufficio. Soprattutto domande che potrebbero, in via ipotetica, imbarazzare chi l’ha eletto sindaco di una città come Parma.


Frega niente a nessuno



Vediamo di dire le cose come stanno prima di dare la croce ai grillisti. I quali peraltro sono un gruppone molto eterogeneo, tanto che – leggo su Repubblica – un loro deputato avrebbe detto che Grillo nelle decisioni del M5S è ininfluente. Dev’essere uno – tale deputato – che ha ben chiare le cose. Ebbene, dicevo, Bersani non può pretendere che gli diano la fiducia in Parlamento se non fa delle proposte in linea con quello che chiede il M5S. La prima è quella che riguarda il finanziamento pubblico dei partiti. Bersani cincischia. È evidente che il vecchio apparato del partito non ci sta. Poi il Tav. L’on. Puppato ha detto chiaro che il Tav in Val di Susa non è una priorità. Gli ha risposto Fassino, ribadendo che il tunnel è strategico. Evidentemente da alcune parti del partito girano interessi diversi. Sono tutti nodi – questi e altri – che stanno venendo al pettine e Bersani non può eluderli tutti se vuole la fiducia. Da questo punto di vista Grillo – è lui il padrone – ha ragione a tener duro.



lunedì 25 marzo 2013

Il condominio



In riferimento all’Europa, ai paesi che hanno adottato la moneta unica, immaginiamo un condominio con un orto suddiviso tra i vari condomini in appezzamenti diversi per quantità e produttività, laddove lo scambio delle eccedenze avviene per mezzo di una stessa moneta condominiale. Domanda: nel caso le cose non funzionassero bene – nonostante l’adozione di alcuni meccanismi di perequazione delle risorse – , e cioè se l’appezzamento di alcuni condomini producesse un eccessivo surplus e quello di altri registrasse un persistente deficit produttivo, a quale causa principale attribuire tale stato di cose? Alla moneta con la quale avvengono gli scambi delle eccedenze? Al credito accordato dai condomini con appezzamenti più produttivi di quelli con minor resa?

Divide et impera



Un liberale d’antan, ex presidente della repubblica, morto nel 1961, sosteneva che nel parlamento il 20% degli eletti rappresenta la parte peggiore della media nazionale, il 20% la parte migliore della media degli italiani, e il rimanente 60% rappresenta lo specchio fedele del paese. Prese per buone queste percentuali, non è difficile stabilire sulla base dei più vari indicatori che nell’ultimo mezzo secolo tali percentuali si sono assai modificate, tanto che non è azzardato ritenere quel 20% di qualità sostanzialmente scomparso, salvo sporadiche eccezioni a conferma del dato generale. E nel nuovo parlamento? Scorgo da un lato la vecchia retorica con nuovi attori, dall’altro sincretiche illusioni che fin dai primi giorni di legislatura si sono arrese – contrariamente alle solenni dichiarazioni di principio – a vecchi schemi e interessi, salvo dolersene post festum.

domenica 24 marzo 2013

Com'è lontana Genova



Non pochi tra le giovani e i giovanotti che sono entrati in parlamento, non hanno mai ricevuto uno stipendio in vita loro oppure si è trattato di qualcosa attorno ai mille euro. A giorni questi proletari che aspirano a uno status borghese riceveranno per la prima volta gli emolumenti spettanti, ben oltre 10mila euro. Grillo è lontano, a Genova, e loro – così giovani e attenti ai richiami – sono a far vita a Roma. Quello dei soldi è un dettaglio che li indurrà a volerci restare nella capitale, in posizione di comodità. Il più a lungo possibile. Tempo al tempo, nulla è più nobile e mobile di un seggio in parlamento, nessun voto è più discreto e segreto di quello elettronico.

* * *

I veri poveri in Italia: i padroni



I ricchi in Italia sono lo 0,07 per cento dei contribuenti: esattamente 31.752 su una platea di 41,3 milioni. Ricchi e benestanti sono solo 100mila che è poi lo stesso numero di contribuenti che dichiarano immobili all’estero, per un valore complessivo catastale di 21miliardi di euro. Quelli che hanno pagato la mini-patrimoniale per attività finanziarie all’estero sono stati 71.000, per un ammontare di 18,5 miliardi. Invece sono 483.000 contribuenti quelli hanno dichiarato redditi da affitti avvalendosi della cedolare secca.

sabato 23 marzo 2013

Poveri idioti



Il mondo nel XXI secolo



Nostro malgrado l’Europa è al centro delle preoccupazioni anche nel XXI secolo. Governata dal racket di burocrazie corrotte, il continente europeo sta diventando ogni giorno sempre meno democratico e sempre più soggetto al totalitarismo economico. Un esempio marginale ma significativo: nel 2010 l’Onu vota una risoluzione che dichiara l’accesso all’acqua potabile e all’igiene come diritto umano? Ebbene, 18 paesi europei su 27 si astengono dal voto. 2,6 miliardi di persone, quanto a dire il 40% dell’umanità, sopravvive senza igiene di base; 1,5 milioni di bambini di meno di cinque anni muoiono ogni anno per malattie connesse alla carenza di acqua pulita, più di quanti ne muoiano per Aids, malaria e morbillo, le tre cause più frequenti di morti infantili sommate insieme. Lo so, a molti frega un cazzo dal momento che il web e le nuove tecnologie risolveranno i nostri e altrui problemi, quando avremo sostituito l’attuale capitalismo con un capitalismo diverso e finalmente controlleremo la spesa delle caramelle dei parlamenti.

venerdì 22 marzo 2013

Santi, poeti e raccontatori di balle



L’India è ormai un attore economico e politico di rilievo globale, tanto da diventare nel 2011, secondo i dati del FMI, la terza economia mondiale in termini di Parità di potere d’acquisto – dopo Usa e Cina – e la decima in termini nominali. L’agricoltura ha gradualmente visto ridurre il proprio contributo al PIL nazionale, attualmente pari a circa 16%, pur assorbendo ancora oltre il 60% della forza lavoro. Il settore manifatturiero contribuisce al PIL per un 15%, ma la parte della tigre la fanno i servizi, con il 60% del Pil. I tassi di sviluppo sostenuti hanno tuttavia avuto un impatto diverso nelle diverse regioni e strati sociali dell’India, aumentando le disuguaglianze tra ricchi e poveri: secondo i dati della banca mondiale circa il 40% della popolazione indiana vivrebbe al di sotto della soglia di povertà (1,25$ PPP al giorno). Allo stesso tempo, secondo la rivista Forbes, l’India vanta il numero più alto di miliardari in tutta l’Asia: 5 milioni di super ricchi e circa 100 milioni di benestanti. Perciò l’India conta 1,2 miliardi di poveri.

giovedì 21 marzo 2013

Le teorie del rattoppo



Anche tra gli economisti, dove peraltro si trovano più idioti che tra i politici, è chiara la percezione del fallimento del capitalismo e del collasso finanziario al quale si va incontro. L'arroganza e l’incompetenza unite all’impotenza delle classi dirigenti di fronte alla crisi del sistema stanno risvegliando dal sonno nel quale erano cadute le masse finora passive.

Chi invece crede ancora nell’ineluttabile continuità del capitalismo sono proprio quei movimenti che della cosiddetta “crescita felice” hanno fatto la loro bandiera senza rendersi conto che la moralizzazione del profitto è da un lato un’illusione e dall’altro una frode. Si tratta di un atteggiamento gravemente reazionario perché sposta l’attenzione dalle contraddizioni effettive del sistema proponendo peraltro false soluzioni tratte da ideologie riciclate.

Vogliono far credere che senza uscire da questa realtà economica sia possibile il cambiamento. Ci vogliono dar da intendere che attuando le loro proposte ci si muoverebbe verso la fine dello sfruttamento del lavoro e della natura, la fine del commercio di predazione e del feticismo del denaro, del potere e della gerarchia, della scuola come modello di falsità, del dominio intellettuale e della manipolazione psichica, per approdare a un mondo della felicità dove le contraddizioni e i conflitti sarebbero ricomposti grazie a un capitalismo rivitalizzato dalla produzione di energia non inquinante e naturale, dal ritorno al valore d'uso e dall'estensione dell’agricoltura biologica, quindi dall’autogestione delle reti elettriche e della comunicazione, dalla razionalizzazione dei consumi e dalla conseguente eliminazione degli sprechi, eccetera.

All'ambasciata!



“La magistratura è un cancro, un’associazione a delinquere e i magistrati sono antropologicamente diversi”. Questo disse e reiterò il miglior presidente del consiglio della storia d’Italia. Ora pare orientato a dare appoggio a un governo presieduto da un magistrato in aspettativa. Berlusconi rappresenta “la sintesi organica di questo sistema semifeudale che le elezioni e nuovi attori non potrebbero cambiare, se non e al massimo su questioni secondarie. E questo solo spiega il consenso di cui gode”. Così scrissi il 4 febbraio 2011.

Nel novembre dello stesso anno scrivevo:

Finalmente hanno detto ciò che serve (a loro)



O vivo in un’altra dimensione oppure stiamo assistendo a cose che non trovano facili spiegazioni. Non capisco per esempio come delle dichiarazioni di una banalità sconcertante da parte dei presidenti dei due rami del parlamento possano trovare i titoli di prima pagina. Tutto ciò, in attesa di vedere se oggi Grillo, al secolo Beppe, chiederà la diretta streaming per il suo incontro col presidente della repubblica. Ma già la notizia di quest’incontro, valido per la formazione del nuovo governo, solo un anno fa avrebbe fatto ridere il resto d’Europa. E a tal proposito, vorrei sentire uno solo dei protagonisti dello spettacolo politico – trasmesso ininterrottamente tanto che ormai ho quasi il timore di accendere la Tv – proporre una qualsiasi soluzione, anche la più strampalata, per far fronte alla concorrenza senza limiti che l’Italia (ma non solo) sta subendo da parte di paesi dove la manodopera costa anche venti volte di meno. Perché se pensano di poter risolvere o quantomeno arginare la crisi economica e di occupazione in questo paese con interventi fiscali e la distribuzione di un po’ di soldi a debito, vuol dire che siamo in mano a degli sciacalli, comunque si declinino.

mercoledì 20 marzo 2013

Segno del valore



Marx descrisse in modo impareggiabile la funzione del denaro quale equivalente universale: “Il denaro come misura del valore è la forma fenomenica necessaria della misura immanente del valore delle merci, del tempo del lavoro”. Infatti, le merci sono entità commensurabili fra loro solo in quanto costituiscono una determinata quantità di lavoro oggettivato, e non per mezzo del denaro. Quest’ultimo può agire come equivalente solo perché anch’esso è in sé una merce, “perché materializza – dice Marx – in una data sostanza [oro, argento, ecc.] tempo di lavoro, quindi è esso stesso valore”.

Il denaro – quale più alto prodotto dello sviluppo dello scambio nella produzione mercantile – nasconde e dissimula il carattere sociale del lavoro individuale, il legame sociale tra i singoli produttori legati dal mercato. Pertanto, il denaro, prima di svolgere una funzione materiale, svolge una funzione sociale. Inoltre, il denaro, in quanto mezzo di circolazione, può essere rappresentato da un “segno di se stesso", perciò la cartamoneta è segno del denaro, più generalmente segno dell’oro.

I "nuovi" gattopardi



In diretta Tv e con facce di bronzo, i due nuovi presidenti di Camera e Senato hanno dichiarato che si ridurranno “gli stipendi” del 30%. Nel comunicato congiunto pubblicato nei rispettivi siti, si legge: “i Presidenti hanno convenuto sulla necessità di adottare da subito una significativa riduzione delle attribuzioni ad essi spettanti, per un importo complessivo del trenta per cento”. Che cosa significa “riduzione delle attribuzioni ad essi spettanti”? Qui non si parla né di stipendi e nemmeno d’indennità, ma di “attribuzioni”. Nulla di più vago. Soprattutto, manca un’informazione essenziale: quali sono e a quanto ammontano tali “attribuzioni” spettanti ai presidenti di Camera e Senato, e perciò a quanto ammontano i “tagli”? Sfido chiunque a proporre una cifra, per quanto approssimativa. Magari lo riveleranno i senatori del Movimento alba stellata che sono già al “lavoro” proprio per questo.

martedì 19 marzo 2013

L'ultimo leninista mancato



Scrivevo il 12 dicembre: “Grillo ha ragione. In un partito come il suo non c’è spazio per i rompiscatole. In questo senso il genovese è un leninista coerente”.

Paradossalmente, ora, Bersani gli rimprovera di essere leninista in un’occasione in cui Grillo e il suo Movimento non hanno agito da leninisti. Grillo rimprovera chi ha votato per Grasso di essere caduto nella trappola tesa dai partiti. E invece nella trappola c’è caduto proprio lui stesso. Dopo le prime tre votazioni nelle quali il Movimento si era espresso per i propri candidati, Grillo doveva dire ai suoi – vista l’impossibilità di far eleggere personalità che non fossero espressione degli apparati – di non partecipare in parlamento alle votazioni successive, lasciando così ai vecchi partiti di eleggere i loro candidati che – come si è visto – sono solo dei carrieristi, facce forse meno compromesse della medesima borghesia morente.


Orchi travestiti da agnelli



Con l’elezione del nuovo Papa, sta passando in silenzio la spinosissima questione dei crimini atroci commessi in tutto il mondo da numerosissimi preti cattolici – di ogni ordine e grado – a danno di migliaia di adolescenti e la sostanziale copertura e impunità che questi orchi hanno goduto da parte delle più alte gerarchie diocesane e vaticane. A tale riguardo, segnalo che dal 20 marzo arriva nelle sale italiane, distribuito da Feltrinelli Real Cinema, il documentario Mea Maxima Culpa – Silenzio nella casa di Dio – diretto dal regista premio Oscar Alex Gibney. Personalmente il titolo non mi piace, spero non deluda il documentario.

lunedì 18 marzo 2013

Se bastasse stampare moneta



Quante sciocchezze su Cipro e la decisione (che sarà revocata o molto sterilizzata) di tosare i conti correnti. Che dire poi di quel tipo, un economista della Commerzbank, che ha proposto di fare altrettanto con i conti correnti italiani? Che cos’è la Commerzbank? Una banca. E allora queste bufale servono solo ai soliti giochini. Altre sciocchezze che leggo nei blog è di uscire dall’euro per tenersi poi una lira da scambiare 1:1. Più che una sciocchezza, se detta da un economista, è una cretinata. Sorvoliamo sul fatto che il tasso di cambio effettivo lo decide il mercato, ma chiedo: a che serve allora uscire dall’euro? Ah già, per stampare moneta. Cioè per svalutare!

domenica 17 marzo 2013

Stipendio e Papa



Oggi l’editoriale di Scalfari è di grande interesse, poiché riporta un’intervista – uno scambio rapido di domande e risposte – tra l’erotico giornalista e un anonimo parlamentare grillista. Ma prima di dire due cose sulle dichiarazioni dell’esponente grillista, vorrei premettere alcune considerazioni di carattere generale.

Abbiamo detto tutti molte cose sul Movimento cinque stelle, su Alba stellata (così la chiama Malestro rivendicando copyright e forse eque royalty), ma forse è il caso d’insistere sul fatto che esso rappresenta oltre otto milioni di voti, di potenziali forconi. Il suo programma non rappresenta nel dettaglio il programma della piccola borghesia e di tanti salariati e pensionati, ma di queste classi sociali esso rappresenta il grave malessere quotidiano e la protesta contro i vecchi partiti e contro il governo Monti, tutti responsabili di averci condotti nella situazione attuale. Paradossalmente – ma non troppo – anche il capitale finanziario guarda con simpatia a tale iniziativa politica.


Figà alla veneziana



La vicenda dei marò imbarazza molti in un paese che d’imbarazzi in serie è collezionista. Gli Usa, per esempio, non soffrono imbarazzi del genere. Basti considerare la strage del Cermis. È evidente che sullo scacchiere geopolitico l’Italia non è l’America, così come in gioco non c’è solo la sorte di questi due sprovveduti marò che, dopo aver ucciso dei pescatori scambiati per pirati o dei pirati fatti passare per pescatori, si son fatti condurre in un porto indiano. Più in generale si deve osservare che non ci si spinge così lontano quando non si hanno appoggi logistici a portata di mano. L’Italia, in tal senso, non è stata mai nulla di più che un’espressione geografica, salvo breve parentesi.

I marò traggono la loro origine dai fanti da mar veneziani. Si possono vedere ritratti in un grande dipinto a Palazzo Ducale. Sono stati loro i protagonisti della battaglia di Lepanto (1571), anche se a deciderne le sorti furono i cannoni imbarcati sulle galee. La piccola repubblica lagunare per secoli trattò alla pari con le più grandi potenze del tempo. È sufficiente leggere le Relazioni che gli ambasciatori veneziani inviavano in patria per farsi un’idea dello spietato realismo politico di quella diplomazia. Ricordo in particolare una relazione dedicata al nuovo imperatore Carlo V in cui al monarca e ai suoi venalissimi sette principi elettori sono fatti i conti in tasca fino al centesimo.

E dire che in India ha un peso politico non trascurabile Antonia Edvige Albina Maino, originaria di Lusiana, una località sull’Altopiano, mezz’ora di tornanti sopra Bassano del Grappa. Un posto che se ci arrivi d’inverno pensi subito al suicidio. Qualche anno fa, in un’antica trattoria del posto, già osteria ben nota durante il primo conflitto mondiale, la padrona mi raccontò che la signora Gandhi, in gran segreto e con nutrita scorta, era ritornata a visitare la contrada Maina in cui era nata. Se ne andò da Lusiana troppo piccola forse per ricordarsi di quando le preparavano il figà alla veneziana. A Lusiana lo accompagnano con la polenta gialla anziché bianca, una barbarie locale.


sabato 16 marzo 2013

La legge più importante



Quello che segue è un post un po’ tecnico, tuttavia non contiene nulla di “difficile” e nei suoi concetti essenziali è comprensibile da chiunque. Spero solo che Marx non si rigiri nella tomba per questo mio maldestro tentativo di estrema sintesi e di volgarizzazione di un’analisi di ben altra ampiezza e valore.

* * *

Il capitale che investe nella produzione di merci, non lo fa per soddisfar dei bisogni. Non direttamente almeno. Al capitale interessa solo generare valore, aggiuntivo a quello anticipato, ovviamente. Bisogna tener presente che non tutto il capitale investito partecipa al processo produttivo, ossia non tutto il capitale è in grado di generare nuovo valore. Per chiarire meglio la cosa è necessario introdurre due categorie: quella di capitale costante e quella di capitale variabile.

Nella sua composizione organica (vedremo poi cos’è), il capitale si distingue in due parti:

il capitale costante è la parte del capitale che si converte in mezzi di produzione (impianti, attrezzature, materie prime e ausiliarie, ecc.), e che non cambia la propria grandezza di valore nel processo di produzione (1);

e il capitale variabile, che è invece la parte del capitale convertita in forza-lavoro (cioè quella parte di capitale – quindi salari – con la quale si acquista il “lavoro”), quella parte di capitale che cambia il proprio valore nel processo di produzione. Non solo produce il proprio equivalente – salari – ma ne produce un’eccedenza: il plusvalore (2).

Solo il lavoro umano produce valore e più di quanto ne consumi. Con ciò s’intende che la forza-lavoro possiede un particolare valore d’uso rispetto a tutti gli altri elementi del processo produttivo. Il plusvalore costituisce l’eccedenza del valore del prodotto sul valore dei fattori del prodotto consumati, cioè dei mezzi di produzione e della forza-lavoro. Del resto il capitalista non avrebbe alcun interesse ad acquistare forza-lavoro “al suo valore” se poi dovesse limitare il tempo di lavoro allo stretto necessario per la sua riproduzione (salario).

venerdì 15 marzo 2013

Non sarà una recessione, ma una carneficina



Non è raro che le fazioni sedicenti “rivoluzionarie” siano anche quelle più portate a confondere la tattica con la strategia e quest’ultima con lo stratagemma. Soprattutto quando hanno preso partito per una certa “linea”. Va a finire che chi critica la balzana idea di Grillo di uscire dall’euro per referendum via internet ("a fessa in man' a 'e creature", dicono in quel di Napoli e dintorni), quantomeno è equiparato a un servo sciocco del capitale. Se poi si tratta di critiche provenienti dall’”intellighentia liberal-sinistrorsa”, bisogna infatti sapere che questi infami non solo hanno "abbracciato il sionismo, ma più di altri in Europa fanno da sponda al pensiero globalista made in Usa". Perbacco, questi sionisti globalisti dei savi protocolli di Sion!

Questo l'incipit dell'analisi che peraltro confonde interessi geostrategici diversi e anche opposti. Dove sono d’accordo, è invece su questo:


L'uomo più pericoloso d'Europa



Mentre la situazione economica e sociale sta precipitando, in parlamento si gioca a scheda bianca per le presidenze delle camere. Che non sono un semplice atto amministrativo come qualcuno ha suggerito. Soprattutto la presidenza del senato, in questa delicata fase, potrebbe essere chiamata a svolgere un ruolo di rilievo ben diverso da quello ordinario.

Il M5S dichiara di voler entrambe le presidenze delle camere, pur essendo solo la terza forza parlamentare e dopo essersi solennemente impegnato a non votare la fiducia ad alcun governo tranne uno proprio. Cosa questa, al pari delle due presidenze, fuori della realtà. La domanda da porsi, quindi, è: perché questa forza politica e i suoi leader insistono su proposte irrealistiche?

Grillo, dopo aver dichiarato che l’Italia è un paese fallito, ha rilasciato un’intervista a un organo di stampa tedesco in cui dichiara di volere un referendum, via internet, sulla presenza dell’Italia nell’euro. Poi, ripete: de facto l’Italia è già fuori dall’euro. Il paese è a terra. I paesi del nordeuropea ci tengono fintanto che gli investimenti delle loro banche nei nostri titoli di Stato non saranno stati recuperati. Poi ci lasceranno cadere come una patata bollente”. La cosa, com’è stato ben argomentato, è palesemente falsa e Grillo non può non saperlo.

C’è dunque da chiedersi a cosa puntino Grillo e Casaleggio (il quale vuole essere ricevuto al Quirinale per le consultazioni sulla formazione del nuovo governo: a quale titolo?). Si capisce molto bene invece l'appoggio di certi ambienti americani, soprattutto quando si tratta di sfaldare l'euro.

La sfida sul finanziamento pubblico ai partiti (finanziamento inviso a quasi tutti, ma è necessario un provvedimento legislativo per rendere la cosa operante per tutti e non solo su base volontaria) è cosa giusta, così come è sacrosanta la proposta di riduzione degli stipendi per i politici, ma non sarebbe opportuna una norma invece di affidarsi a un atto volontario sempre possibile di revoca?

Ciò che Grillo e i suoi palesano in queste proposte e in tale atteggiamento è il sommo disprezzo per il parlamento (non solo per i partiti), le regole democratiche e la rappresentanza democratica (sia pure essa resa in parte invalida dal famigerato porcellum). Da tutto ciò c’è da trarre una semplice conclusione, peraltro ben riassunta dal titolo di Der Spiegel: Beppe Grillo è l'uomo più pericoloso d'Europa”. I tedeschi avranno anche qualche loro interesse particolare per affermarlo, ma ciò non toglie che il Movimento di Grillo non è – come egli sostiene – alternativo ad Alba dorata, bensì il suo Movimento rappresenta proprio qualcosa che assomiglia molto ad Alba dorata.

Restiamo in attesa che da parte delle varie frange “rivoluzionarie” della sinistra che appoggiano appassionatamente Grillo e Casaleggio venga pronunciato un qualche atto di resipiscenza. Purtroppo – ne ho intima certezza – tarderà a venire e quando verrà tale atto sarà assai prolisso e concettoso.