sabato 27 ottobre 2012

Non c’è spazio per l’uguaglianza nel capitalismo



Ci raccontano che esistono due tipi di povertà, quella relativa e quella assoluta. Della povertà relativa abbiamo testimonianze tutti i giorni, per esempio nei milioni di persone che sopravvivono con salari e pensioni di 7-800 euro al mese e con l’affitto da pagare. Oppure in quei 23 milioni di disoccupati di cui può far vanto “la più grande democrazia del mondo”, ovvero i 44 milioni di statunitensi che sbarcano il lunario grazie ai buoni pasto pubblici.

La povertà assoluta, invece riguarda almeno 900 milioni di individui che arrancano quasi tutti nella fascia dei Tropici, dove vivono i 2/3 della popolazione mondiale. Non hanno da mangiare, non hanno acqua potabile, istruzione, servizi sanitari, ecc.. In India, per esempio, il 75% della popolazione vive di agricoltura ed è in ansia per i suoi raccolti se le piogge monsoniche ritardano di qualche giorno. Poi quando queste arrivano troppo violente provocano alluvioni, disastri, morti e centinaia di miglia di senzatetto. Sono gli effetti dei cambiamenti climatici.

Complessivamente i poveri sono 3,5 miliardi, ossia la metà della popolazione mondiale. Più complicata diventa la loro collocazione nelle categorie di poveri assoluti oppure di poveri relativi. Per esempio, i minatori del Sudafrica, che trascorrono gran parte della loro esistenza in fondo alle miniere, li collochiamo tra i poveri assoluti o relativi? Posso immaginare che alla maggioranza degli italiani tale quesito freghi un cazzo, soprattutto da quando hanno saputo che il 16 dicembre ci saranno le primarie anche del Pdl. Ma non è a questi pezzi di merda che mi rivolgo.

I minatori in Sud Africa sono 380mila, ma i tremila di Marikana sono tra quelli speciali, in gran parte rock drillers, ossia coloro che svolgono il lavoro più pesante, gravoso e pericoloso perché stanno proprio in fondo al buco della miniera. Sono in gran parte immigrati, cioè la feccia della feccia, i negri più negri, vivono in gran parte in bidonville vicino alle miniere, non hanno istruzione e parlano il dialetto minerario famakalo. Le loro condizioni non sono molto diverse da quelle dei minatori di cinquant’anni fa.

Il Sud Africa non è il più grande produttore di oro, come un tempo. È invece il maggiore produttore di platino e palladio, con oltre il 60% della produzione mondiale e otto decimi delle riserve nel suo sottosuolo. Quando saliamo in automobile, dobbiamo sapere che la marmitta catalitica è prodotta con questi tipi di minerali. La crisi dell’auto è diventata anche la crisi degli schiavi delle miniere (il sindacato ufficiale siede nei consigli di amministrazione delle tre più grandi società del settore), ecco il perché degli scioperi.

In attesa di conoscere il vostro parere, ossia se collocare questi minatori nella categoria dei poveri relativi oppure in quella dei poveri assoluti, non posso esimermi dall’osservare che il classismo è della stessa pasta del razzismo. Di questi tempi il classismo si maschera meglio del razzismo, ma nei suoi effetti non è molto diverso, anche perché dà a bere ai gonzi che con la fine dell’apartheid le cose in Sudafrica siano cambiate davvero. Col cazzo, perché comandano sempre loro e gli schiavi sono sempre gli stessi. Comanda la borghesia bianca e la borsa di Londra, appoggiate da un’élite di rottinculo di colore che hanno tradito le ragioni della lotta degli sfruttati. Non c’è spazio per l’uguaglianza nel capitalismo.

20 commenti:

  1. Difatti la distinzione fra "povertà assoluta" e "relativa" serve soprattutto a dividere i lavoratori, facendo sentire in colpa chi "chiede troppo" (con lo spauracchio di "chi sta peggio di noi", e l'aggiunta: "di che ti lamenti, tu?"); e qualche volta il gioco funziona, perché chi ha paura di perdere il pezzetto di "benessere" al quale pensa ormai di avere diritto, si schiera con chi vuole conservare lo status quo.
    I sacrifici chiesti nell'interesse di chi sta peggio (cioè il povero "assoluto") li paga perciò il "povero relativo". E gli si viene anche a dire che "ha vissuto al di sopra delle sue possibilità".
    I veri padroni del vapore non vengono mai accusati di questo, loro non hanno vissuto al di sopra delle possibilità di un Paese, no! loro hanno quel che hanno meritato; in questo sistema è il povero (relativo?) che deve sempre sentirsi in colpa, come qualcuno che ha usurpato un posto, uno spazio che non gli compete.
    Che morale trarre da tutto ciò, se non che pensare di riformare un sistema del genere soltanto attraverso qualche maquillage etico o di bon ton (buon governo, onestà, linguaggio morigerato nei pubblici dibattiti, vita privata "casta" dei governanti, ecc.) è - come minimo - un'illusione?

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  2. Io, in verità, non m'ero mai sognato di pensare che ci fosse uno spillo di spazio per l'eguaglianza nel capitalismo.
    Sono come l'acqua ed il fuoco.
    Non mi viene proprio.
    Uguaglianza e capitalismo non sono assonanti, sinaptici, correlati, complementari, ammissibili, simpatici ...
    Uguaglianza e capitalismo non vanno proprio d'accordo. Non sono come Renzi che fa rima con stronzi, o come Renzo che fa rima con stronzo.
    Comunque fai bene a rimarcare il concetto.
    Con tutto l'ebetismo che impera!
    Infatti alla notizia di Berlusconi che torna sono rinati un oceano di italiani tipo commercianti, medici ed avvocati, artigiani e professori, idraulici e tornitori, ginecologi e andrologi, psichiatri e ortopedici ... insomma quelli con il BMW X7 al papà, il porsche cayenne alla moglie ed un paio di smart a testa ai bambini. Perché i "bambini" tra poco se ne andranno a studiare a Londra.
    Questi di uguaglianza non ne vogliono proprio sentir parlare. A costoro piacciono gli schiavi.
    A loro piace la polacca a fare da badante, il rumeno a fare lo stalliere nel castello, il pakistano a vendere gli ombrelli, l'indiano a mungere le mucche ed i bianchi ed i neri a fare il resto.
    Ma di più di più di più a costoro piace vedere tutti indistintamente sbavare per un lavoro e leccare loro gli stivali per un tozzo di pane. Poi dicono che non si vive di solo pane.
    Che tipi!

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    1. conosco un tornitore che non ha la bmw :-)

      ciao gianni

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    2. Anch'io ne conosco uno. Forse due.
      Ieri visita ginecologica a mia moglie. 80 euro. 8 minuti la visita. Quando gli ho chiesto la fattura è diventato bianco come il camice. Non trovava neanche il blocchetto. Mentre scriveva si lamentava che oggi (12000 euro al mese circa) non si può campare. Meno male che la moglie insegna e guadagna altre 1500-1600. Dice che la vita si è fatta difficile.
      Ora s'è comprato la punto a metano per andare a comprare le sigarette. Il Suv è passato alla moglie (per quando va a mettergli le corna). La figlia è entrata a medicina è s'è fidanzata con il figlio dell'anestesista del Cardarelli che è anche il sindaco di un comune qui vicino.
      Mentre scrivo Rainews è in attesa di collegarsi per la conferenza stampa di Berlusconi. Poche immagini invece sul NoMontiday a Roma e solite divergenze sul numero di partecipanti della questura.
      "Un giorno dopo un altro la vita se ne va" ... cantava Luigi Tenco.

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    3. Ciao cara
      Buon pomeriggio

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    4. Anch'io conosco un artigiano che si fuma la canna del gas..però non ti scrivevo per questo; il testo,che stai postando in grassetto, è un pò faticoso,devo stare ad un metro dallo schermo; altro appunto tecnico è che di solito i caratteri con grazie a schermo non rendono la lettura più comoda,diversamente che a stampa.Verdana o Arial sono più comodi.
      Ciao,franz

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    5. ciao Franz. non scrivo in grassetto. uso crome e firefox e leggo benissimo. tu che roba usi? il times è quanto di meglio per la leggibilità. parola di tecnico del suono.

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    6. Gianni, con una storia così potresti scrivere uno sceneggiato per la rai!

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    7. Ciao Olympe, rispondo in ritardo, scusami.I browser con cui ho testato sono varie versioni di Chromium e Iceweasel, entrambi unbranded di Chrome e Firefox(Chrome deriva da Chromium ed Iceweasel è Firefox totalmente open source).Non ricordo in questo momento come si chiama il browser che ho a terminale se no provavo anche quello.Comunque, non è grassetto,in effetti,e solo la versione di Chromium più vecchia rende i caratteri con tanta enfasi.
      ...sono solo un pochino grandi...
      Ciao, Franz

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    8. sono grandi perché tu mi possa leggere meglio!

      :))))

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    9. Ti leggerei anche se scrivessi in cuneiforme.Kisss
      F.

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    10. ♬♬ ☭☭ ♨ ❀❀❀ ⚤?...♡♡♡ ♕!..✈✈ + ❀❀❀❀❀❀...= ☠ ?

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  3. In Italia abbiamo perfino un teorizzatore pseudoaccademico della disuguaglianza costruita sulla macelleria sociale e sul razzismo sociale, che è poi una semplice variante applicata di quello antropologico e genetico. Comunemente definita meritocrazia nella neolingua dei cannibali in doppiopetto. Un tale che di cognome fa Abravanel. Pare che sia stato consulente di qualche governo.

    mauro

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  4. mi pare che la problematica -per essere rimessa sui piedi- vada capovolta

    il Capitale è uguaglianza..perchè si fonda sugli equivalenti universali del denaro e delle merci

    a cui si ha, costitutivamente, un profilo di accesso estremamente differenziato

    ma è proprio questa l'uguaglianza: medesima qualità umana, differenti quantità di umanità

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  5. L'obiettivo del capitalismo è la fine della povertà, tramite l'estinzione graduale dei poveri. Solo che i poveri aumentano. Allora si passerà all'estinzione dei poveri relativi e poi dei poveri quasi relativi, poi ancora dei relativi e basta.

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  6. Con quale strumento misuriamo la poverta?
    Be se suppongo di poter essere libero dall'aderire o meno a questo sistema economico, di poter coltivare liberamente un appezzamento di terreno, di poter mettere a frutto il mio genio per creare energia elettrica, di poter scambiare le opere del mio genio con altre opere di altrui persone. Chi è più ricco di me?
    Siccome questa è fantasia, e il sistema è capitalistico, e non posso scegliere se farne parte oppure no, mi sa che la ricchezza esiste fintanto che esiste la povertà.
    Il minatore è povero reale finché non è libero di scegliere.

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  7. Un sistema che tra le sue basi teoriche ha l'accumulo del capitale, cioè della ricchezza, può essere d'antidoto alla povertà? Direi proprio di no, anzi è il contrario del suo DNA.

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