mercoledì 1 agosto 2012

Quando la merda monta in scanno, o che la puzza o che la fa danno

È morto Gore Vidal. Considerava il suo romanzo Creazione come il più riuscito. Penso invece che restino imprescindibili, per chi voglia farsi un’idea – dal punto di vista del romanzo storico – della vicenda americana, i seguenti: L’età dell’oro, LincolnPalinsesto, Impero. Veramente dissacrante ed esilarante è In diretta dal Golgota (non so se reperibile ancora in commercio). Gli ultimi libri non mi sono piaciuti molto.

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Sto rivalutando le considerazioni pasoliniane sui guasti provocati dall’istruzione. Ogni persona onesta sa a quale infimo livello sia giunta in generale la scuola e non solo a causa delle innumerevoli riforme ministeriali. Ma questo è un male comune e non ci sarebbe da dolersi più di tanto se non fosse per la formazione di un ceto di degustatori del sapere convenzionale. Per esempio: la concezione tradizionale e la poca voglia di ascoltare attentamente le parole, l’ostinazione nel voler ignorare certe cose e invece innestare la baionetta contro la questione della forma e del contenuto, e soltanto perché si vuole interpretare la forma come derivante dal greco formos, canestro, con tutte le conclusioni di vario carattere che ne derivano.

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Un tempo qualsiasi persona, anche la meno informata, quando chiedeva a uno studente universitario quale fosse il proprio indirizzo di studi, capiva subito di cosa si trattava. Ed è ancora così per certi corsi di laurea. E per gli altri? Ci vuole il “mediatore culturale”.

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Ieri, ascoltavo uno degli ultimi squerarioli, forse l’ultimo costruttore artigianale di gondole, Roberto Tramontin. Faceva una considerazione del tipo: quando chiedi a un conoscente che cosa faccia suo figlio, magari ti senti rispondere: si è laureato, adesso è architetto. Bene, e dove lavora? Per il momento … è disoccupato. Sempre ieri, ascoltavo in tv Philippe Daverio, il quale sosteneva che in Italia il rapporto tra architetti e popolazione è 1 : 400. I risultati sono visibili.

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Pierre Cardin, il noto sarto di origini trevigiane che ha fatto grande fortuna in Francia e nel mondo, ha deciso di onorare il Veneto e segnatamente Venezia facendo costruire a sue spese – dice – un “coso”. Ho visto il progetto del manufatto, sovrasterebbe il campanile di San Marco di 140 metri e dovrebbe chiamarsi Palais Lumière, che mi pare un nome consono per Venezia. Tra le altre cose posso personalmente confermare che si troverebbe proprio sulla rotta dell’aeroporto e l'Enav pare che proprio per questo non sia d'accordo. C’è già una prima approvazione da parte degli enti interessati e comunque il sarto non demorde e minaccia di portare il suo mastodontico palazzo in Cina. Dice un proverbio molto noto sia a Venezia che a Pechino: quando la merda monta in scanno, o che la puzza o che la fa danno. Quando lo scanno è alto 250 metri è vera la puzza e sicuro anche il danno.

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C’è differenza tra il rispetto delle regole procedimentali in materia di diritto e il giudizio di valore morale sull’imputato? 

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