giovedì 10 maggio 2012

Panem et circenses



Cosa propone il movimento che fa capo a Beppe Grillo? Un paese decente, trasparente, pulito, “naturale” e biodegradabile, di buon senso. In definitiva chiede – come decine di milioni di altri italiani – un sistema migliore, più giusto, efficiente e moderno. Grillo è per le riforme, quelle vere, non quelle finte dei partiti.

Grillo sa che i partiti sono morti, non oggi, ma almeno vent’anni fa. Sono stati mantenuti in vita da Berlusconi e di rincalzo da Bossi, quindi dai loro numerosi ma finti antagonisti. In questi ultimi decenni la politica si è espressa pro o contro Berlusconi, ma sotto questa disputa non c’era nulla, solo spartizione e corruzione, il cosiddetto inciucio. In definitiva Berlusconi curava gli interessi, ad esempio, di Eni e Finmeccanica, meglio di Prodi.

Quando persino la possibilità di bere è diventata un affare politico, all’ingrosso non è difficile essere d’accordo con Grillo. Ma è sui dettagli, molti, che la sua proposta diventa evanescente o perfino reazionaria. Grillo, consapevole o meno, è complementare a questo sistema, in definitiva lo vuole mantenere in vita. È per questo che certi ambienti, sottotraccia, vedono con favore l’operazione Grillo, il quale ha più estimatori, interessati, in certi ambienti di quanto egli stesso sarebbe disposto a credere.

Facciamo un esempio concreto: i padroni della società, almeno una parte di essi, vedono di buon occhio le energie rinnovabili, diventate un business, nuova occasione di profitto. Provi Grillo invece a cambiare discorso: per produrre posti di lavoro sarebbe sufficiente ridurre l’orario settimanale di lavoro da 40 a 35 ore. Se Grillo facesse sua una simile proposta vedrebbe immediatamente una diversa reazione dei media nei suoi riguardi. I quali, anche i più critici, gli stanno facendo da grancassa (com'egli stesso ammette).

Egli crede in definitiva in questo sistema, nel suo sviluppo lineare, e che si possano sormontare le contraddizioni dilaceranti con la “buona politica” e la fedina penale intonsa. Egli ritiene che dominando questo punto di poter risolvere anche il primo, quello delle contraddizioni, convinto che, curando i sintomi, di poter guarire la malattia, di poter recuperare l’immagine del potere che è sfuggita di mano, di sconfiggere la paura e l’incertezza che sono dappertutto e spesso create ad arte.

La sua illusione, come quella di tanti altri, è che questo cambiamento possa diventare reale e profondo senza trasformare il sistema economico attuale dalle fondamenta (il quale, per altri versi e malgrado Grillo, modifica senza interruzione le proprie condizioni di esistenza, prova ne sia la “globalizzazione”). Il buon Beppe si renderà presto conto – forse ne è già cosciente – che queste sue proposte, laddove confliggeranno con i grandi interessi, saranno presto smontate, rese funzionali e compatibili. Compresa l’uscita dall’euro (che non è una sua proposta).

È il processo stesso delle merci – il mondo in cui regna il lavoro-merce – che s’incarica di tutto, rinviando la gestione “democratica” del capitalismo agli specialisti (vediamo con quali risultati) e, quand’anche fosse necessario, agli attori o ai comici. In definitiva, chi vota, compreso Grillo, non cambierebbe il mondo nemmeno se stesse per cadere. L’elettore, alienato e rincretinito, pone fiducia essenzialmente nella conservazione.


7 commenti:

  1. «In definitiva, chi vota, compreso Grillo, non cambierebbe il mondo nemmeno se stesse per cadere. L’elettore, alienato e rincretinito, pone fiducia essenzialmente nella conservazione.»

    Sono d'accordo, ma il problema rimane sempre lo stesso. Il non voto riuscirebbe a cambiare il sistema? Anche se solo lo "zero virgola" degli elettori si recasse alle urne, cambierebbe qualcosa? La risposta è no.

    Quello che apprezzo del movimento di Grillo è il tentativo di rendere tutti partecipi alla politica. Più partecipazione significa più coscienza. E magari, chissà, un popolo più cosciente riuscirebbe a compiere quella rivoluzione che è nell'aria da tanto tempo, ma di cui nessuno ha mai avuto la voglia.

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  2. Olympe, hai letto questo ?? http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2012-05-10/spoors-anni-tempesta-perfetta-120937.shtml?uuid=AbRuUWaF

    S&P sembra ottimista sulla capacità di rifinanziare il debito, ma ovviamente sappiamo benissimo a quale prezzo! Io credo che in Italia stiamo giocando a fare gli induisti ( ossessionati dalle caste), rinviando a data da fissare la presa di coscienza sull'avanzata devastante del capitalismo nei confronti delle classi medio basse ( e presto anche medie). Grillo è solo un placebo, un metodo per sviare l'attenzione sempre più.
    Ma purtroppo la marea sale, sale, e nemmeno così lentamente!
    Conosci la canzone EAA di Edoardo Bennato? Credo sia abbastanza esplicativa.
    Saluti.

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  3. no, Gorro, lo leggo stasera. grazie

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  4. Gentile Olympe, ricordo uno o più dei suoi post sulla teoria marxiana del capitale costante, variabile ecc...Mi saprebbe dire quali sono e dove sono? Grazie.

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  5. a giorgio:

    poer es. questo: http://diciottobrumaio.blogspot.it/2012/01/plusvalore-e-profitto.html

    prava anche a digitare: diciottobrumaio caduta tendenziale capitale variabile
    ciao

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  6. Grillo sarebbe da evitare come la peste solo perché crede che uscire dall'euro sia un vantaggio. Dopotutto sono le stesse cose che vuole Alba Dorata in Grecia, e ha pure il coraggio di scrivere post sul suo blog dove dice "o noi o la barbarie fascista". Che deficiente.

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  7. Facci capire caro Mauro, la proposta politica di uscire dall'Euro sarebbe una proposta fascista? #veteronazionalismoottocentescobrutto #luogocomunismo

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