sabato 5 marzo 2011

Philipp von Hessen e Mafalda di Savoia / 2

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Philipp von Hessen-Kassel naque il 6 novembre 1896 con il fratello gemello Moritz Wolfgang nel castello di Rumpenheim (oggi città di Offenbach am Main), discendente dall’omonima dinastia principesca. Erano pronipoti della regina Vittoria e la loro madre era sorella di Guglielmo II, perciò vissero nella ricchezza e nel privilegio, prima della guerra mondiale, in palazzi e castelli, protetti all’interno di un ampio clan familiare che si estendeva in quasi ogni dinastia reale in Europa.

Philipp  e Moritz avevano altri fratelli, tra i quali Christoph. Philipp studiò due anni in una scuola privata inglese, poi fu volontario nella prima guerra mondiale come addetto ai rifornimenti. In una sua lettera dal fronte orientale scrisse: “da qui non vi è nulla di interessante da riferire”. In seguito studiò storia dell’arte e architettura, ma senza concludere gli studi. Lavorò per un anno presso il Kaiser Friedrich Museum di Berlino ad un catalogo di arte grafica, ma senza portare a termine il lavoro (*). Nel 1923 fu a Roma, dove si cimenta come interior designer e usa come entrature i suoi legami familiari con gli alti palazzi. In uno di tali salotti incontra la principessa Mafalda di Savoia, secondogenita del re Vittorio Emanuele III e della regina Elena.




Nel 1925 l’evangelico-luterano Philipp sposa, con degna pompa, la cattolica Mafalda (n. 1902), presenti tutti coloro che contano, anche Mussolini. Sarà questo il primo di una lunga serie d’incontri tra i due uomini. Attraverso questo matrimonio la posizione sociale del principe in Italia migliora in modo significativo. La coppia si trasferì a Villa Polissena, nelle adiacenze di Villa Savoia, dimora privata dei sovrani. Entrambe le proprietà sono integrate nel vasto parco di Villa Ada. La coppia avrà quattro figli: Maurizio, Enrico, Ottone ed Elisabetta. Philipp e Mafalda vivranno fino al 1933 per lo più a Roma e successivamente, per lunghi periodi, a Kassel, quando Philipp sarà nominato Oberpräsident dell’Assia-Nassau.

A conferirgli l’incarico è il cancelliere del Reich Adolf Hitler, il quale approfitta della posizione del Principe per farne uno strumento della sua politica verso Mussolini e l’Italia (**). Philipp venne così a far parte della cerchia interna del Führer, ma sicuramente egli non fu uno strumento involontario. Già nel 1924 il Principe entra in stretta relazione con Hermann Göring che, dopo il fallito colpo di stato a Monaco dell’anno prima, fuggirà in Italia dove rimane per dieci mesi cercando contatti con Mussolini per avere finanziamenti a favore del NSDAP, ma le entrature di Philipp non erano ancora così buone e il tentativo fallì anche per altri motivi.

Dopo la grande vittoria elettorale del 14 Settembre 1930, con la quale il NSDAP diventava il secondo partito al Reichstag, Göring presenta il Principe a Hitler, a Berlino. Due settimane dopo, il primo ottobre 1930, Philipp diventa membro del partito nazista (tessera 418.991), fa parte delle SA dal 1931 e veste l’uniforme marrone (dal 1933 SA-Gruppenführer, dal nov. 1938 SA-Obergruppenführer – il più alto grado – e il 30 gennaio 1939 medaglia d'oro del Partito). La signora Maria Gabriella di Savoia, in un’intervista rilasciata a Barbara Palombelli, pubblicata il 25 novembre 2006 sul Corriere della Sera, così ricorda: «Zio Filippo, ufficiale dell’esercito prussiano, in principio aveva creduto in Hitler ed era entrato nelle SS [nelle SA, ndr]. Come tanti, in Germania, dopo l'umiliazione della Prima guerra mondiale, cercavano una riscossa... La stessa cosa avveniva in Italia, con Mussolini».

Questo passo di Philipp non aveva nulla di sensazionale, poiché più di un quarto dei rappresentanti della vecchia nobiltà aderirono al nazismo prima del 1933. Infatti, i nazisti cercarono e ottennero facilmente negli anni della loro ascesa adesioni da parte dei membri della vecchia élite aristocratica che avevano visto ridursi il loro status e svanire in molti casi la loro ricchezza. Gli obiettivi: onori, carriera, rivincita e, fatto ideologicamente decisivo, il viscerale anticomunismo di questa classe di parassiti.

Quale fu quindi il vero coinvolgimento di Philipp von Hessen e di Mafalda di Savoia in quelle vicende?

(*) Petropoulos, p. 62.
(**) In un primo momento tali rapporti furono mediati da Giuseppe Renzetti, amico di Hitler lo ebbe a definire Renzo de Felice. In realtà egli funse soprattutto da longa manus del duce, inizialmente non sempre “amica” di Hitler. Egli svolse certamente un compito abbastanza importante nei rapporti italo-tedeschi, ovvero tra PNF e NSDAP, lumeggiati del resto da R. De Felice, specie nel vol. Mussolini il Duce - Gli anni del consenso, 1929-1936, Enaudi, 1974, (in part. pp. 431-36). 

[continua]

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